L’Ottocento elegante nel segno di Fortuny

di Sara Baldi // pubblicato il 20 Aprile, 2011

Nelle sale di Palazzo Roverella, a Rovigo, prosegue “Ottocento Elegante. Arte in Italia nel segno di Fortuny”.
Un Ottocento elegante e folcloristico vitale ed elegante dei grandi salotti à la page, delle corse, dei balli e dei ricevimenti. Al tempo stesso un Ottocento, delle feste popolari, dei carnevali, dei balli mascherati e degli incontri tra le fronde, dei travestimenti e degli idilli.

Infine l’ Ottocento dei sogni popolato da carnose odalische e ammaliato dai conturbanti profumi d’Oriente. I curatori della mostra, Dario Matteoni e Francesca Cagianelli, hanno puntato la loro attenzione sul trentennio 1860 – 1890. 
Tre decenni, di grandi speranze, di euforia, di fiducia, avviato, e per certi versi attivato, dall’unificazione del Regno d’Italia. Certo fu un periodo di luci e ombre e questa mostra sceglie le prime più che le seconde, con l’intento di voler dar conto ad una vitalità e ad un vitalismo particolari, forse mai più rivissuti dalla storia successiva dell’arte in Italia.

Colore e sensualità che trovano in uno spagnolo, Mariano Fortuny arrivato a Portici nel 1874, il loro profeta in pittura. Fortuny dalla sua terra aveva portato il calore e il colore, il gusto per trasporre su tela la gioiosità e giocosità della vita, facendo della pittura lo specchio variopinto di queste sensazioni. Tavolozze di accesa cromia, tele di virtuosistica elaborazione. Sensazioni che nelle diverse scuole del Paese assumono peculiarità diversissime: dal gusto quasi calligrafico di alcuni, alla luminosità – il cosiddetto “Impero del bianco” – in altri, al colorismo di tradizione settecentesca per altri ancora.
E’ evidente il meccanismo di rispecchiamento che coinvolge questa borghesia e che potrà offrire una solida base di un successo a tale pittura giunta senza flessioni fino agli anni '80: «Le signore e i signori alla moda, i borghesi ricchi» scriveva nel 1877 il pittore e critico pugliese Francesco Netti «ritrovavano se stessi in quelle opere. Vedevano le stesse stoffe che avevano addosso, i tappeti che avevano a casa, il lusso nel quale vivevano, e poi scarpe di raso, mani bianche, braccia nude, piccoli piedi, teste graziose. Quelle figure dipinte stavano in ozio tali e quali come loro. Al più guardavano un oggetto, o si soffiavano con un ventaglio. Le più occupate facevano un po' di musica o leggevano un romanzo. Era il loro ritratto anzi la loro apoteosi. E si faceva a gara per averle».

Mostra promossa dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, Comune di Rovigo e Accademia dei Concordi. Con la partecipazione della Provincia di Rovigo, del Comune di Fratta Polesine e con il contributo della Camera di Commercio di Rovigo. Con il patrocinio di Presidenza del Consiglio dei Ministri, Ministero per i Beni e le attività culturali, Ministero degli Affari Esteri e Regione del Veneto. Didascalie:

 

Dettagli

Didascalie

  • Giovanni Boldini
    L’attesa, 1878
    olio su tela
    61 x 34,5 cm.
    Carate Brianza,
    collezione Linda Ciotti
  • Edoardo Tofano
    Donna con ventaglio
    olio su tavola
    30 x 25 cm.
    Collezione privata
  • Attilio Simonetti
    L’ubriaco, 1877
    acquerello
    75 x 54 cm.
    Roma, collezione privata



Catalogo: Silvana Editoriale

Mappa

Dove e quando

L'OTTOCENTO ELEGANTE. ARTE IN ITALIA NEL SEGNO DI FORTUNY, 1860 - 1890

  • Data: 12 Giugno, 2011
  • Indirizzo: Palazzo Roverella, Rovigo, via Laurenti 8/10
  • Sito web

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