LookAt Festival: videoarte, musica…ma non solo…
di // pubblicato il 23 Aprile, 2010
La bella stagione non è solo portatrice di buonumore e temperature in rialzo ma anche di festival, quei festival che, si spera, costelleranno la primavera e l'estate.
A Lucca inaugura sabato 15 maggio, presso la prestigiosa Fondazione Centro Studi sull'Arte Ludovico Ragghianti, il LookAtFestival, con una performance del videoartista Giacomo Verde.
Nato nel 2007 come vetrina per la musica elettronica e la videoinstallazione, il festival rappresenta un contesto vivace e gradevole per appassionati, artisti e per tutti coloro che cercano nelle realtà audiovideo contemporanee la sperimentazione e lo stimolo intellettuale.

Giunto alla quarta edizione, curata da Elena Marceschi e con la direzione artistica di Fabio Bertini, il festival conferma con la propria vivacità e l'intento di proporre un programma che possa, da un lato, permettere agli artisti di esprimersi attraverso installazioni multimediali di musica e video arte uniti spesso alla performance; mentre, dall'altro lato, permettere al pubblico di interagire con le opere e di entrare in una dimensione artistica fondata sul superamento delle barriere cognitive legate alla bi- dimensionalità dell'opera d'arte.
Tema di questa edizione è ImmaginAzioni, ad evidenziare il passaggio tra idea e realizzazione di essa; pensiero e forma in cui l'immaginario, dunque la creatività e l'astrazione, si combina con l'atto pratico del "fare".

Non a caso saranno gli osservatori stessi a decidere da dove iniziare il loro percorso se dal "mondo delle idee" o da quello dell'agire.
Molti gli artisti chiamati a presentare i loro lavori: Mario Canali, Ass. Dn@, Theo Eshetu, Giulia Gerace e Tiziana Bertoncini, Marcantonio Lunardi, Lorenzo Pizzanelli e Fariba Ferdosi, Marco Pucci, Sara Rossi, Giacomo Verde; ciascuno dei quali si contraddistinguerà con lavori originali il cui comune denominatore sarà comunque il fatto di essere sempre in bilico tra un mezzo artistico e l'altro; tra linguaggi propri delle arti visive e linguaggi che si spingono oltre i canali convenzionali della comunicazione.

Nasce così Scribble Test, di Mario Canali, realizzato in collaborazione con lo psicologo Elio Massironi: uno scarabocchio, un ritorno all'infanzia attraverso una penna digitale e un test di personalità sono gli elementi di questa installazione che trasforma il segno in luce, colore e suono. Facendo uno scarabocchio una persona non può che presentare se stessa. Lo Scarabocchio è l’alone, l’aureola che sta attorno alla persona. (Dott. Elio Massironi)

Si passa poi a Terz0cchio project. Moonlanding di Dn@, associazione culturale fondata da Pierpaolo Magnani, dove la creazione di mondi paralleli ribalta lo stato del visitatore creando un senso di smarrimento e straniamento attraverso l'utilizzo di tecnologie digitali, suoni e tecnica chroma key.

Se è vero che il festival è un ponte tra idea e azione, cosa meglio del viaggio esemplifica il passaggio dalla volontà alla realizzazione di un progetto? E' qui che si colloca l'opera Trip to Mount Zuqualla di Theo Eshetu, metafisico diario di un viaggio nell'Africa animista.

A confermare interdisciplinarietà del festival il duo composto da Giulia Gerace e Tiziana Bertoncini presenta il Progetto In Sospensione dove: Il moto orizzontale dei corpi diventa slancio verticale e i piedi si staccano da terra, il tempo si ferma, si dilata.
I suoni fuggono l’uno dall’altro, scaraventati nello spazio restando sospesi, come se galleggiassero nell’aria. Il suono definisce lo spazio, l’immagine, il tempo. Di orientamento sociale è l'opera dell'artigiano del video, documentarista e videomaker Marcantonio Lunardi, Worker on The Roof, omaggio ai lavoratori attraverso il tubo catodico.
Marinetti alla quarta, opera multimediale interattiva poliforme realizzata dalla coppia di registi Lorenzo Pizzanelli e Fariba Ferdosi, rispetivamente fiorentino e iranaiana.
Marco Pucci, invece sfrutta l'approccio voyeuristico di tecnologie di massa, come il cellulare e youtube come mezzo di trasmissione che segue la filosofia warholiana secondo cui nel futuro, chiunque potrà essere famoso per quindici minuti.

Legata all'uso del Super-8 è la tripla installazione di Sara Rossi, realizzata per Manifesta che recupera la ritmicità e la sequenza di immagini e fotogrammi in strisce ribaltandone l'ordine e, al contempo, manipolando il concetto di cosequenzialità, riprendendo quindi il concetto di idea- azione.
Ultimo, ma non ultimo, ovviamente, Mario Verde che non solo apre il festival con la sua installazione ma "gioca" con la sua performance/ installazione Rivel'Azione, con i diversi media sia canonici dell'arte (come la pittura) che legati alla trasmissione di massa e ai nuovi mezzi di comunicazione: un "mandala", come lo definisce l'artista, che ha preso vita nel 1989 e che viene riproposto oggi in occasione di LookAt.

A rendere il festival ancora più ricco ed interessante è sicuramente l'aspetto multidisciplinare, che non solo permette l'interazione tra videoarte, installazione e performance ma si spinge, per tradizione, anche verso la musica dal vivo e il Dj Set tenendo anche in considerazione il fatto che musica e immagini sono diventati due elementi sempre più spesso dipendenti l'uno dall'altro, non solo per quanto riguarda il videoclip ma anche e soprattutto nei Live Set e nelle performances. Non una semplice unione, quindi, ma la creazione di vere e proprie sinergie tra le arti, sperando che questo sia solo l'inizio di una stagione fervida di iniziative.