Lontano da lei - Away from her

di Andrea Mancaniello // pubblicato il 16 Dicembre, 2011

Grant e Fiona Andersson, una coppia affiatata, sposati da quarantacinque anni e senza figli. Vivono in Canada in una bellissima casa su un lago, hanno una vita serena fatta di complicità e condivisione, costruita negli anni dopo che le pulsioni irrazionali della gioventù hanno lasciato spazio ad una tenera e affettuosa convivenza.

La vita non si sa mai cosa riserva, così quando Fiona ha i primi episodi di perdita di memoria, mostra attimi di smarrimento o ripone oggetti in posti incongruenti, Grant le viene in soccorso con tenerezza, ma sempre con l’intento di negare a se stesso ciò che questi disturbi possono far tristemente presagire. Solo quando il morbo di Alzheimer sarà apertamente diagnosticato l’uomo dovrà iniziare a fare i conti con la realtà di una malattia degenerativa, tutt’oggi senza una cura, che lentamente trascina via la mente dell’amata compagna di una vita.

I primi effetti del morbo di Alzheimer consistono nella perdita dei ricordi recenti mentre restano intatti quelli più remoti della giovinezza e dell’infanzia, in fondo è ciò che accade naturalmente a tutte le persone anziane che dimenticano una cosa del giorno prima ma con indelebile precisione sono in grado di raccontare episodi della loro gioventù, solo che l’entità dell’amnesia è molto più grande, al punto da non poter riconoscere nemmeno più le persone care.
Fiona sceglie il ricovero in un centro specializzato per l’assistenza a persone affette da malattie degenerative e quando dopo il primo mese senza visite, così vuole il rigido regolamento dell’istituto, Grant va a trovarla lei non lo riconosce più.

Per Grant inizia un periodo difficile fatto di solitudine, è un abbandono quello che deve affrontare; per la prima volta in quarantacinque anni di matrimonio si è allontanato da Fiona per un mese intero e alla nostalgia generata dall’assenza si sommano il dolore di vedersi dimenticato e la frustrazione di vedere la moglie riservare affettuose attenzioni ad un altro uomo, di nome Aubrey, ricoverato nel centro insieme a lei. L’uomo continua assiduamente ad andare in visita alla moglie, finché esasperato dall’incuranza di lei e nel vederle indossare un maglione che non le appartiene, esplode tentando di riportare Fiona alla realtà, gridandole il fatto di essere suo marito, ma il disagio disperato negli occhi della donna è disarmante.
Solo dopo aver constatato la fragilità emotiva che si sviluppa nella malattia Grant riesce finalmente a mettere da parte il suo amor proprio ferito e ad assistere sua moglie cercando davvero di darle il meglio per lei, in maniera completamente disinteressata; scoprendo un autentico sentimento di amore profondo, tenterà ogni cosa possibile per consentire alla donna di poter essere ancora felice per l’ultima volta nel tempo che le resta.

Tratto dal racconto The bear came over the mountain di Alice Munro, Lontano da lei segna l’esordio alla regia della giovane attrice canadese Sarah Polley già interprete di film come Il mistero dell’acqua di Kathryn Bigelow e La vita segreta delle parole di Isabel Coixet. Julie Christie interpreta magistralmente il disagio di Fiona, una donna ancora affascinante e dotata di senso dell’ironia che affonda gradualmente nella sua terribile malattia scomparendovi dentro e per questo ruolo ha ottenuto il Golden Globe 2007 come miglior attrice protagonista per un film drammatico e una candidatura agli Oscar.

Il film è efficace nel descrivere lo strazio di un lutto che non può essere elaborato, perché Grant, interpretato da Gordon Pinsent, può incontrare sua moglie, vederla, ma l’incapacità della donna a ricordare tutti gli eventi di una vita che li hanno legati insieme gli impediscono di avvicinarla, disorientata e infastidita anche da un casto bacio sulla guancia ricevuto da quello che ai suoi occhi offuscati dalla malattia risulta uno sconosciuto.
Il tema del morbo di Alzheimer diventa occasione per operare una riflessione sul valore della memoria. Se il ricordo dei momenti felici è il motore che tiene insieme la nostra vita, consentendoci di scegliere di nuovo ogni giorno di continuare a portare avanti e nutrire i rapporti affettivi con gli altri che ci definiscono, chi siamo senza i nostri ricordi?

Olympia Dukakis è molto brava nel ruolo di Marian la moglie di Aubrey, nel rappresentare la mancanza di affetto e attenzione, quando inizia a frequentare Grant è chiaro che il loro è un incontro di solitudini, non è e non può essere amore. Eloquente una brevissima scena verso il finale, Marian e Grant in primo piano in un letto al buio, dopo aver consumato un rapporto mutuato dalla disperazione che ha il sapore della carità e la complessità di sentimenti contrastanti, con il pianto misto al riso e una carezza priva di tenerezza che non donano sollievo a queste anime ferite. Incontro straziante nella sua dolorosa semplicità.

Lontano da lei è un film profondo e toccante, che disturba portando sullo schermo la paura umana e condivisibile per l’incognita che rappresenta il futuro per tutti noi con l’incedere degli anni. Assistere al consumarsi del dramma di una donna abituata alla vita all’aria aperta e che si ritira gradualmente, in senso fisico dentro le mura di un istituto e in senso morale nelle profondità di una psiche lesionata dall’avanzare della malattia, può rappresentare un valore esorcizzante della nostra paura stessa.

 

Dettagli

Didascalie immagini

In copertina:
Julie Christie
dà corpo e volto allo smarrimento di Fiona

- Locandina italiana
- Lo smarrimento negli occhi di Fiona
- Grant e Marian, Gordon Pinsent e
  una grandissima Olympia Dukakis
- Gordon Pinsent e Julie Christie
  sono Grant e Fiona
- Sarah Polley, attrice esordiente
  alla regia, sul set
 

SCHEDA FILM

  • Titolo originale: Away from her
  • Regia: Sarah Polley
  • Con: Julie Christie, Gordon Pinsent, Olympia Dukakis, Michael Murphy, Kristen Thomson, Wendy Crewson, Alberta Watson, Deanna Dezmari, Clare Coulter, Thomas Hauff, Grace Lynn Kung, Lili Francks, Andrew Moodie, Judy Sinclair, Tom Harvey, Carolyn Hetherington, Stacey Labe
  • Soggetto: Alice Munro dal suo racconto The bear came over the mountain
  • Sceneggiatura: Sarah Polley
  • Fotografia: Luc Montpellier
  • Musica: Jonathan Goldsmith
  • Montaggio: David Wharnsby
  • Scenografia: Cathleen Climie
  • Costumi: Debra Hanson
  • Produzione: Daniel Iron, Simone Urdl e Jennifer Weiss per The Film Farm e Foundry Films in associazione con Capri Releasing, Hanway Films ed Echo Lake Productions
  • Genere: Drammatico
  • Origine: Canada, 2006
  • Durata: 110’ minuti