London river

di Andrea Mancaniello // pubblicato il 10 Gennaio, 2011

Il 7 luglio 2005 le tv di tutto il mondo diffondono le immagini drammatiche dell’attentato al cuore di Londra, quattro bombe fatte esplodere da kamikaze a distanza di pochi minuti in tre diversi vagoni della metropolitana e su un autobus di linea in transito nei pressi della stazione di King’s Cross. Il bilancio delle vittime arriverà a 50 corpi recuperati, ma rimarrà incompleto per sempre a causa della scomparsa di diverse persone dilaniate nelle esplosioni.

Elizabeth Sommers ha perso il marito nella guerra delle Falklands, vive in campagna coltivando ortaggi e allevando asini, la sua unica figlia Jane vive a Londra; allarmata dalle notizie la donna lascia messaggi nella segreteria della ragazza, ma la mancanza di una risposta la costringe a un viaggio forzato nella capitale, lasciata la fattoria in mano al fratello Edward, per indagare la ragione di questo silenzio.

Il signor Ousmane è un africano emigrato in Francia, da oltre quindici anni, dove lavora nella guardia forestale; incalzato dalla disperazione della moglie, rimasta in Africa e preoccupata dal silenzio del figlio Alì che vive a Londra, l’uomo si mette sulle tracce del giovane che non vede da quando aveva solo sei anni.

Elizabeth e Ousmane dovranno fare i conti con la mancanza di conoscenza dei loro figli e delle loro vite, ma mentre l’uomo è consapevole di essere alla ricerca di un estraneo di cui non conosce praticamente nulla, neppure la faccia che ha adesso da adulto, la donna no e sarà doloroso comprendere scelte della figlia di cui era completamente all’oscuro.

London river racconta l’incontro di due solitudini diversamente costituite e vissute, le esigenze di sopravvivenza e i casi della vita hanno portato la donna inglese e l’uomo africano a vivere molto distanti, in ogni senso, dai loro figli. Ma più che le affinità, come spesso succede, sono le diversità a giocare un ruolo importante nell’impatto scaturito dall’incontro di questi due sconosciuti.

La sceneggiatura originale, scritta dallo stesso regista Rachid Bouchareb insieme a Olivier Lorelle e Zoé Galeron, è efficace nel mostrare, con sincero realismo e una carica di straordinaria umanità, il conflitto tra diverse culture generato dal pregiudizio dell’ignoranza. 

Una grande Brenda Blethyn è bravissima nel restituire il ritratto di una donna vissuta sempre nel suo piccolo mondo di campagna, al sicuro di un orizzonte molto ristretto, assalita dalla paura della diversità, Elizabeth teme l’uomo musulmano perché terrorizzata da ciò che non conosce.
Non è casuale se in una delle scene iniziali del film vediamo la protagonista in chiesa, assistere alla funzione proprio quando il Vangelo del giorno esorta ad amare il proprio nemico, invito che risulta parte integrante di astratte consuetudini quando la donna non si rende neppure conto del male che infligge all’altro per paura di farsi avvicinare. La diffidenza verso l’altro porta Elizabeth a essere inconsapevolmente crudele. 

Splendida prova offerta anche da Sotigui Kouyaté nel ruolo di Ousmane, giustamente premiato per questo ruolo con l’Orso d’Argento al miglior attore al Festival del Cinema di Berlino 2009. La natura taciturna dell’uomo africano rende meno evidenti i pregiudizi che anche lui ha verso Elizabeth e il mondo che rappresenta, i solchi sul suo viso, come quelli sulle sue mani, sono i segni struggenti della vita inarrestabile che ferisce al suo passare.

Un piccolo film ricco di pulsante verità, con un velo di malinconia se consideriamo che i personaggi che sono riusciti a superare la morfologica differenza delle loro appartenenze etniche, sono quelli destinati a soccombere a questo mondo nutrito dall’odio e sempre all’inseguimento di un profitto.

 

Dettagli

SCHEDA FILM

  • Titolo originale: London river
  • Regia: Rachid Bouchareb
  • Con: Brenda Blethyn, Sotigui Kouyaté, Roschdy Zem, Sami Bouajila, Bernard Blancan, Marc Bayliss, Gareth Randall, Francis Magee, Mathieu Schiffman, Diveen Henry, Brelotte Saw,
    Alexandra Thyviane
  • Sceneggiatura: Rachid Bouchareb, Olivier Lorelle, Zoé Galeron
  • Fotografia: Jérôme Alméras
  • Musica: Armand Amar
  • Montaggio: Yannick Kergoat
  • Scenografia: Jean-Marc Tran Tan Ban
  • Costumi: Karine Serrano
  • Produzione: Tessalit Productions, Arte France, 3B Productions, The Bureau
  • Genere: Drammatico
  • Origine: Francia / Gran Bretagna / Algeria, 2009
  • Durata: 87’ minuti

 


DIDASCALIE IMMAGINI

- Locandina italiana
- Elizabeth, Brenda Blethyn, stenta
  a nascondere la sua diffidenza
- Sotigui Kouyaté è il signor Ousmane
- Ousmane divide una mela con Elizabeth