Lo Schiaccianoci del Balletto di Zagabria in omaggio a Orlikowsky

di Carmelo Antonio Zapparrata // pubblicato il 11 Dicembre, 2010

In sintonia con le prossime festività natalizie il Teatro Comunale L. Pavarotti di Modena ha proposto in dicembre Lo Schiaccianoci, balletto debuttato per la prima volta al Mariinskij di San Pietroburgo nel 1892 su musiche Čajkovskij, compositore scomparso l’anno successivo. Per l’occasione il palcoscenico modenese ha ospitato il Balletto del Teatro Nazionale Croato di Zagabria impegnato nel riallestimento della produzione del 1970, firmata da Waczlaw Orlikowsky e già ripresa dal 2004 con l’adattamento di Vesna Butorac-Blaće e Dinko Bogdanić.

Il balletto nasce dalla rielaborazione del racconto Lo Schiaccianoci e il Re Topo di E. A. T. Hoffmann - conosciuto tramite la traduzione francese di Dumas figlio - operata di Marius Petipa e dello stesso direttore dei Teatri Imperiali Vsevoložskij, il cui intento principale era quello di produrre un nuovo lavoro che coinvolgesse gli autori del successo de La Belle au bois dormant, Čajkovskij e Petipa appunto. Nel 1892, però, a causa del malore che colse il grande maître de ballet poco prima dell’inizio delle prove, il titolo andò in scena con coreografie di Lev Ivanov, assistente di Petipa e futuro autore dell’atto bianco dell’altro titolo čajkovskiano, Le lac de Cygnes, imponendo una variazione del progetto originario.

Il 1931 è l’anno in cui Lo Schiaccianoci entra nel repertorio del Balletto di Zagabria, compagnia fondata nel 1894, quando il nuovo direttore del Teatro d’Opera Stjepan Miletić – autore egli stesso di un libretto per balletto, Ai laghi Plitvice (1898) interpretato dall’ungherese di formazione scaligera Erna Grondona - decide di istituirvi un ensemble stabile dedito agli spettacoli di danza con annessa scuola per la formazione delle giovani leve.

Dalle iniziali influenze viennesi, dovute all’appartenenza della Croazia all’allora Impero Austroungarico, nel primo dopoguerra il Balletto di Zagabria passa a intrattenere frequenti rapporti con artisti russi. Infatti, dopo la caduta del regime zarista, vari danzatori, stabilitisi nell’area illirica, curano il riallestimento di titoli del repertorio russo e diaghileviano, significativo è in questa direzione il lavoro di Margarita Froman e dei suoi fratelli Maksimilijan, Pavel e Valentin, vero e proprio team work che prepara la scena del Teatro Nazionale alle successive produzioni di artisti locali. Di anno in anno il repertorio del Balletto di Zagabria accresce il numero dei propri titoli sia prestando attenzione ai lavori di coreografi croati - Pia e Pino Mlakar, Oskar Harmoš e Ana Roje, Kuljerić e Devčić - sia invitando autori di respiro internazionale, come Waczlaw Orlikowsky, ucraino formatosi alla scuola del Mariinskij, divenuto nel 1966 direttore del Wiener Staatsballett. Nel 1970 proprio Orlikowsky firma le coreografie de Lo Schiaccianoci per la compagnia croata.

Epurato dai sapori gotici e inquietanti della fonte originaria, Lo Schiaccianoci presenta la storia di Clara - qui interpretata da Petra Vargović Stanciu - bambina appartenente a un’agiata famiglia borghese, che la notte della vigilia di Natale, durante una sontuosa festa organizzata in casa propria dai genitori, riceve in regalo dal padrino Drosselmeyer (Andrej Izmestjev) uno schiaccianoci dalle fattezze di un soldatino. Poco dopo Clara vive un’avventura vicenda nella quale il proprio Schiaccianoci, trasformatosi in soldatino (George Stanciu), innesca una cruenta lotta contro il re dei topi (Daniil Yastrebov). Alla fine della battaglia la vittoria è coronata tra le danze dei fiocchi di neve e l’arrivo a Confiturenbourg, fantastico regno dei balocchi, dove Clara, tra prelibatezze dolciarie di ogni sorta, giunte da ogni angolo del mondo, festeggia assistendo al conclusivo grand pas de deux tra il soldatino/schiaccianoci, ormai divenuto un meraviglioso Principe (Azamat Nabiullin), e la Fata Confetto (Pavla Mikolavčić). Destatasi dal sonno, Clara comprende che era solo un sogno e, ritrovando il proprio Schiaccianoci sotto l’albero di Natale, corre a stringerlo tra le sue braccia.

Nella fiaba-balletto l’ensemble croato si è distinto per eleganza e leggerezza, in possesso di una tecnica di stile russo nell’eseguire una coreografia che fa ampio uso di épaulements e pose morbide.

La versione Orlikowsky, nell’utilizzare bambini e giovani danzatori in scena, presi per l’occasione dalle scuole di danza modenesi e istruiti dai docenti croati, riprende in parte le intenzioni della versione originaria pietroburghese di Ivanov che proprio attraverso l’impiego degli studenti della scuola imperiale si proponeva di offrire una storia per l’infanzia a un pubblico adulto.

Nell’interpretazione di Clara, Petra Vargović Stanciu si è distinta per un buon uso della pantomima che incarna la spensieratezza fanciullesca del giovane personaggio. Al I atto le danze delle bambole meccaniche, con un Pierrot ciondolante, una Colombina ingessata e un Arlecchino scattante, richiamano le suggestioni del triangolo fokiniano di Petruška.

Per il divertissement al II atto, luogo dedito per eccellenza alle danze nazionali (qui sviluppato nelle seguenti entrées: cioccolato spagnolo, miele turco, the cinese con tanto di Buddha meccanico, cioccolatini svizzeri, caffè arabo e marmellata ucraina) spicca la danse arabe per l’interessante uso sia di veli, utilizzati per creare costruzioni geometriche, piani in sospensione e sia di un disco circolare metallico in cui la solista, Mihaela Devald, accenna movimenti orientaleggianti che ricordano le pose di Shiva. Le scherzose partecipazioni di Clara alla coda del gran finale concludono l’omaggio a Orlikowsky. Il fantastico mondo si dilegua pian piano, alla protagonista, ormai ritornata nel salone addobbato, non resta che riabbracciare il suo Schiaccianoci, ricordando così l’avventura trascorsa insieme.

 

Dettagli

In foto:

Lo Schiaccianoci (cor. W. Orlikowsky)
© Rolando Paolo Guerzoni

Petra Vargović Stanciu e Azamat Nabiullin in
Lo Schiaccianoci
(cor. W. Orlikowsky)
© Rolando Paolo Guerzoni

Danza araba de Lo Schiaccianoci
(cor. W. Orlikowsky)
© Novkovic


Lo Schiaccianoci

Balletto in due atti e quattro scene

libretto di Marius Petipa e Ivan Vsevoložskij
(basato sul racconto di E.T. A. Hoffmann
dalla traduzione francese di
Alexandre Dumas figlio)
coreografia e direzione Waczlaw Orlikowsky
riallestimento e adattamento coreografico
Vesna Butorac-Blaće e Dinko Bogdanić
musica Pëtr Il’ič Čajkovskij
scene Günther Schneider-Siemssen
costumi Ika Škomrlj e
Diana Kosec-Bourek da Leo Bei
disegno luci Žorž Draušnik

riallestimento della produzione del 1970
(anno 2004)

Balletto del Teatro Nazionale Croato
di Zagabria

4,5 dicembre Teatro Comunale
“L. Pavarotti” di Modena

Mappa

Dove e quando

  • Indirizzo: Teatro Comunale di Modena, Via del Teatro 8, 41121, Modena, Italy
  • Sito web