Lo Schermo dell’Arte esce dallo schermo
di // pubblicato il 19 Novembre, 2011
Giunto alla sua quarta edizione il Festival del cinema d’arte contemporanea, Lo Schermo dell’Arte, affianca per la prima volta al calendario delle proiezioni anche un evento che porta la manifestazione fuori dalla sua sede abituale del bellissimo cinema Odeon di Firenze.
Nella suggestiva cornice dello spazio danza del CANGO - Cantieri Goldonetta, da oggi 19 novembre e fino al 3 dicembre sarà possibile visitare, a ingresso libero con tre proiezioni quotidiane, la videoinstallazione Talk Show dell’artista israeliano Omer Fast.
Talk Show è la registrazione di un finto spettacolo televisivo effettuata a New York nel 2009 con la partecipazione di attori noti come Rosie Perez, Lili Taylor e Jill Clayburgh, indimenticabile protagonista de La luna di Bernardo Bertolucci recentemente scomparsa.
Attraverso la messa in scena di un tipico format televisivo americano che tanta fortuna continua ad avere anche dalle nostre parti, Fast mostra la destrutturazione della realtà, come gli eventi stessi vengono sezionati e manipolati, con tutta l’ambiguità tipica dei moderni mezzi d’informazione.

Accanto all’evento “esterno” che rappresenta la novità di questa edizione ed è la prima tappa di un progetto chiamato Mobile destinato anche in futuro a proporre altre opere di video artisti contemporanei in luoghi diversi dallo schermo del cinema, un programma che propone molte cose interessanti.
La serata inaugurale è tutta dedicata alla pittrice cineasta Sarah Morris con la proiezione di due anteprime assolute per l’Italia, i suoi documentari Points on a line e Chicago, affascinanti ritratti di famosi edifici come la Glass House di Philiph Johnson, la Farnsworth House di Ludwig Mies van der Rahe e l’imponente John Hancock Center diventato emblema della città di Chicago.
Due appassionati atti d’amore verso l’architettura moderna.

Vale la pena segnalare, tra gli altri titoli in cartellone, The treasure cave di Bahman Kiarostami, figlio del più famoso Abbas. Il regista iraniano è riuscito ad accedere ai sotterranei del Museo d’Arte Contemporanea di Teheran dove sono celati gli splendidi capolavori della collezione privata dell’ex imperatrice Farah Diba.
Dopo la rivoluzione islamica del 1979 le opere sono state occultate dal nuovo regime e il film di Kiarostami, che non potrà essere presente al festival perché gli è stato ritirato il passaporto, è occasione di riflessione sull’attuale situazione politica e culturale dell’Iran.

Ricco di proposte varie e interessanti, il programma completo della manifestazione è consultabile sul sito ufficiale de Lo Schermo dell’Arte, ma nonostante lo spazio insufficiente a un’analisi accurata di tutte le opere proiettate, pare giusto citare almeno Ladies and gentlemen di Luca Bolognesi, realizzato con la vittoria della prima edizione del concorso indetto dal festival lo scorso anno per la realizzazione di un cortometraggio d’arte.
Il film parte dalla formulazione dello scienziato indipendente Sir James Ephraim Lovelock, interpretato dall’attore Clive Riche, della teoria di Gaia che vede il pianeta Terra come un unico immenso organismo vivente per sensibilizzare l’opinione pubblica al problema del riscaldamento globale e alla necessità di trovare soluzioni ecocompatibili per la sopravvivenza del genere umano.

Infine un ultimo appunto per il progetto Open studios, curato dal Centro di Cultura Contemporanea Strozzina, che mette in programma nove dei diciotto cortometraggi prodotti fino ad ora e che aprono al pubblico le porte degli studi di alcuni giovani artisti. Per maggiori informazioni visitate la pagina ufficiale del progetto.