L’Italia non può perdere L’Aquila. Le obiezioni, le prospettive
di // pubblicato il 17 Gennaio, 2011
Promosso dall’Associazione Bianchi Bandinelli, è in programma per mercoledì 19 gennaio convegno “L'Italia non può perdere L'Aquila: le obiezioni, le prospettive” che rientra fra le iniziative dell’Associazione per valutare e discutere i problemi connessi alla ricostruzione di L’Aquila e al futuro del patrimonio culturale abruzzese.

Il convegno sarà articolato dalle seguenti quattro Tavole rotonde, ciascuna introdotta da un power point realizzato dal gruppo di lavoro che ha curato l’iniziativa.
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“La sottovalutazione del rischio”
Al centro della discussione la gestione del terremoto in Abruzzo, caratterizzata dal rifiuto di far tesoro delle precedenti esperienze, dei successi e delle sconfitte nel fronteggiare le catastrofi già vissute in Italia.
A seguire il tema più generale della messa in sicurezza del territorio come “la più importante opera pubblica del paese”, sempre evocata mai nemmeno avviata.
Il prezioso know how accumulato soprattutto fra il terremoto del Friuli del ’76 e quello in Umbria e Marche del ’97, è rimasto estraneo a quanto si è fatto prima e dopo il terremoto in Abruzzo.
Inutilizzata una enorme quantità di saperi, di cultura scientifica e tecnica per la prevenzione e la difesa dalle conseguenze dei terremoti, ma anche di sperimentate forme di partecipazione e solidarietà democratica. -
“L'Aquila. Da città a periferia”
La discussione ruoterà intorno alla situazione urbanistica prima e dopo il sisma del capoluogo abruzzese, in particolare al destino del centro storico dal 6 aprile 2009 disabitato e in larga misura ancora inaccessibile.
Viceversa la maggior parte delle risorse sono state impiegate nel progetto Case (circa 5 mila alloggi definitivi, costruiti in tutta fretta e distribuiti in una ventina di località scelte senza criteri riconoscibili) e in costose opere provvisionali non finalizzate a un progetto organico di risanamento conservativo e restauro, per la ripresa della vita sociale. -
“Istituzioni e servizi culturali al cittadino”
Farà il punto sullo stato delle principali istituzioni culturali de L’Aquila: Biblioteche, Archivi, Teatri, Istituzioni musicali, Accademie e Università.
La ridotta attività, la difficoltà di raggiungerne le sedi in una situazione di dispersione della popolazione e di disgregazione creata dalle new town, la scarsezza dei fondi, l’allontanamento o la riconversione del personale scientifico/tecnico sono, allo stato attuale, le maggiori criticità che impediscono la rinascita delle istituzioni culturali. -
“Il destino del patrimonio artistico”
Sarà affrontato il problema della mancanza di un progetto complessivo d'intervento per il recupero e la valorizzazione del patrimonio culturale, imputabile ai conflitti di competenze tra il vice commissario delegato per i Beni culturali della Protezione Civile, confermato oltre l'emergenza, e le legittime istituzioni di tutela, la Direzione regionale e le Soprintendenze territoriali del MiBAC, a cui dovrebbero essere affidate la programmazione, il controllo e la gestione delle opere di recupero e di restauro, in una logica di cooperazione con gli enti locali.
A tale scopo risulta irrinunciabile l’istituzione di una struttura di coordinamento garante sotto il profilo scientifico e organizzativo, e occorre assicurare risorse finanziarie adeguate e costanti negli anni.