L’Italia e gli Italiani fotografati dai professionisti
di // pubblicato il 06 Febbraio, 2012
- di Fabio Giuliani -
« Eccomi a Rovereto, punto divisorio della lingua; più a nord si oscilla ancora fra il tedesco e l'italiano.
Qui per la prima volta ho trovato un postiglione italiano autentico; il locandiere non parla tedesco, e io devo porre alla prova le mie capacità linguistiche. Come sono contento che questa lingua amata diventi ormai la lingua viva, la lingua dell'uso! »
Queste parole rappresentano solo un breve frammento del volume ‘Viaggio in Italia’ pubblicato nel 1829 da Wolfgang Goethe, uno dei più grandi scrittori e poeti di ogni tempo, impegnato, tra la metà del Settecento e gran parte del secolo seguente, unitamente ad altri personaggi, soprattutto letterati ed artisti del cosiddetto ‘Grand Tour’: soggiorni nella penisola italiana, spesso ripetuti, al ritorno dai quali, i protagonisti documentavano, a seconda delle rispettive inclinazioni, le esperienze vissute in termini di paesaggi incontrati, gente frequentata, spesso con lusinghieri giudizi su quello che poi venne definito il ‘Bel Paese’.

Nell’epoca moderna, cambiati gli strumenti prodotti dalla tecnologia, non è scemata, per contro, la consuetudine di viaggiare sul nostro territorio nazionale da parte di artisti stranieri da tutto il mondo; da quando poi la macchina fotografica è diventata a tutti gli effetti una sorta di ‘terzo occhio’, la rapidità di esecuzione tecnica insieme alla riproducibilità pressocchè infinita delle immagini riprese ha rapidamente aumentato l’interesse pubblico generale con l’avvento di autentici professionisti in materia, rendendo ben presto la definizione di ‘opera fotografica’ assimilabile a quella di ‘opera d’arte’.
In alcune sale all’interno del suggestivo e fastoso ambiente del Palazzo Reale di Torino è in corso una particolare ed importante rassegna in cui nove fotografi della storica agenzia fotografica Magnum documentano l’immagine dell’Italia del 2011, per una iniziativa promossa ed organizzato da Intesa Sanpaolo nell’ambito di Progetto Cultura, in collaborazione con le Istituzioni pubbliche e Sovrintendenze territoriali piemontesi, che rientra nell’ambito delle manifestazioni per il 150esimo anniversario dell’Unità d’Italia, avvenuto appunto nell’anno da poco terminato.

Un ‘racconto’ per immagini emozionante, questo curato da Gianfranco Brunelli e Dario Cimorelli,
che intende proporre un’occasione di riflessione sulla contemporaneità con l’obiettivo di raccontare un paese che è sempre stato un insieme eterogeneo di elementi diversi.
Il ‘viaggio’ fotografico proposto si snoda attraverso quelli che possono essere definiti i ‘depositi della memoria’ (borghi, città, piazze, biblioteche) e i nuovi luoghi di incontro, fissando relazioni ed abitudini degli Italiani secondo le molteplici realtà culturali, sociali incontrate, per un percorso unitario e distinto al tempo stesso suddiviso in nove sezioni.

Christopher Anderson focalizza il suo obiettivo sul ‘Mare’, elemento in cui la penisola è immersa, e da cui provengono la storia e la civiltà dell’Italia. Donovan Wylie riflette sulle ‘Nuove mura’ che delimitano i perimetri urbani, confini moderni rappresentati da tangenziali e viadotti, aree industriali e discariche, per una realtà abitativa ormai degradata. ‘Insieme’ è il titolo della sezione di Richard Kalvar, che propone uno sguardo su ciò che unisce l’Italia, in termini di spazi condivisi e di gesti comuni in cui tanti si riconoscono: dalla compagnia dei nonni al Ferragosto in spiaggia, dal caffè al bar alla pizza. L’indagine di Mikael Subotzky si concentra sulle ‘Nuove piazze’, ovvero sui nuovi spazi di aggregazione – dai centri commerciali alle discoteche – che sembrano aver sostituito il centro della vita pubblica di un tempo: la piazza.
Mark Power, nel reportage dedicato ai ‘Luoghi della memoria’, ripercorre le bellezze del nostro Paese che non a caso detiene il record mondiale di beni artistici dichiarati dall'Unesco Patrimonio dell'Umanità, secondo gli ultimi aggiornamenti, con 47 siti, prima di Spagna (43) e Cina (41).

Bruce Gilden in ‘Noi, gli altri’ sofferma le coscienze sulla vita delle persone ‘invisibili’ che popolano reparti di cura, carceri, baraccopoli e mense dei poveri. La riflessione di Harry Gruyaert, intitolata ‘Artificiale’, è condotta sul difficile equilibrio che la società contemporanea sta ricercando tra progresso e natura.
Alex Majoli ricorda L’ingegno, il ‘saper fare’ che nelle industrie come nei campi, nei laboratori come nelle manifatture, unisce competenza e creatività alla base del made in Italy. Questo interessante e curioso ‘Viaggio in Italia’ della fotografia si conclude con la sezione ‘Domani’ di Paolo Pellegrin, e i ritratti di 150 giovani che nella sua ottica possono rappresentare il futuro del Paese.

Tutto questo è riunito in un elegante catalogo di Silvana Editoriale contenente qualificati saggi critici.
La visita a questa mostra e alla fastosità dell’ambiente in cui è inserita è anche una buona occasione per recarsi a pochi passi in Piazza Castello, e precisamente a Palazzo Madama, altro luogo storico con pregevoli opere d’arte e arredi conservati al suo interno.