L’Italia chiamò. Garibaldi fu ferito… a Firenze

di Elena Pratesi // pubblicato il 27 Novembre, 2011

Quasi alla chiusura dell'anno dedicato alle celebrazioni per i centocinquant'anni dell'unità d'Italia vengono presentate a Firenze di grande rilievo storico e simbolico.
La Galleria degli Uffizi sarà sede nell'aula di San Pier Scheraggio della mostra L'Italia Chiamò che, grazie ai suoi curatori Carlo Sisi, Giovanna Giusti e Antonio Natali, illustra al pubblico come venissero proposti ed elaborati dagli artisti dell'epoca i grandi temi morali e patriottici, nonchè le figure storiche illustri che ne erano gli emblemi.
Non poteva mancare la partecipazione degli Uffizi ai festeggiamenti dell'unità della Nazione, e la cornice di San Pier Scheraggio con le sue incredibili sale è sembrata decisamente una scelta carica di significato simbolico. La terza sala ha dato adito ad una riflessione sul risorgimento, sulle sue pareti infatti sono esposte l'una di fronte all'altra due illustrazioni monumentali che rappresentano scontri di guerra che in comune hanno proprio lo scopo di conquistare l'unità dello Stato: la Battaglia di San Martino, dipinta da Corrado Cagli e la Battaglia di Ponte dell'Ammiraglio dipinta da Renato Guttuso.

Due opere entrate a far parte della collezione degli Uffizi in tempi differenti, ma comunque recenti, che dimostrano la vitale meditazione di due protagonisti dell'arte moderna su fatti cruciali del nostro Risorgimento; due sensibilità a confronto, indirizzata la prima a distribuire nella grande composizione la memoria dei maestri quattrocenteschi, secondola poetica dei "ritorni" perseguita dall'arte fra le due guerre, impeganta la seconda a coniugare il deciso risalto dei gesti e dei caratteri, peculiare dello stile del Realismo, con il messaggio politico che i tempi e le ideologie richiedevano.

La visione dei due dipinti è accompaganta nel percorso espositivo da una selezione di scene di battaglia tratte da celebri film di soggetto rinascimentale che, raccolti in due video di particolare suggestione, hanno la funzione di completare un percorso stilistico e concettuale con il quale la Galleria degli Uffizi partecipa alle celbrazioni del 150° dell'Unità d'Italia.
Un altro tema sostanziale suggerito dall'ambiente stesso riguarda il progetto promosso dal tipografo-editore Vincenzo Batellidal dal 1835 di decorare le nicchie del loggiato della Galleria con ventotto statue di illustri toscani; impresa che raggiunse il suo compimento nel 1856.
Viene esposto in questa sezione il quadro di Eugenio Agneni, Le ombre dei grandi uomini fiorentini. Sogno di un esule, che proprio in riferimento al ciclo celebrativo intesse una visione notturna di notevole suggestione, rappresentando i grandi toscani che, rapprersentati come minacciosi fantasmi, cacciano e spaventano l'invasore austriaco.

Il consorso di Ricasoli fu una importante occasione per incoraggiare il rinnovamento della pittura di genere storico, in questa sezione dedicata ai "quadri di battaglie" troviamo tra le altre opere esposte il quadro di Luigi Norfini, La battaglia di Novara, eseguito su incarico del governo toscano e donato ai Savoia per la "Gallerie delle battaglie" in Palazzo Reale a Milano.
L a seconda mostra che rientra nel calendario ufficiale delle iniziative per la celebrazione del 150° anniversario dell’Unità d’Italia  viene presentata a Palazzo Medici Riccardi e narra la vita di Ferdinando Zannetti, il medico che estrasse la pallottola dal piede dell’Eroe dei due mondi.

“Garibaldi fu ferito…il medico Ferdinando Zannetti (1801-1881) patria, civiltà e scienza” questo il titolo dell’esposizione che raccoglie, per la prima volta, documenti e cimeli che provengono dal fondo Rubieri-Zanetti della Biblioteca Moreniana di Palazzo Medici Riccardi; dall’estratto di nascita al testamento, si può davvero dire che la Biblioteca abbia a disposizione, nelle carte, gran parte dell’esistenza umana e civile di Ferdinando Zannetti.
Medico e patriota, Zannetti è conosciuto per l’estrazione della pallottola dal piede di Garibaldi, ferito in Aspromonte nel 1862, ma nel panorama delle figure del Risorgimento italiano Ferdinando fu una  personalità di rilievo per il suo valore umano, civile e professionale; doti che emergono in modo lampante dalle carte della Biblioteca Moreniana e degli altri fondi, cimeli che offrono al visitatore la possibilità di indagare la vita del medico del Risorgimento dal periodo che va dalla guerra di Lombardia e dalla sua partecipazione all’Armata Toscana, fino alla Seconda guerra di Indipendenza dove fu chirurgo capo del Servizio Sanitario Toscano e alla sua nomina a Senatore del Regno.

Questa documentazione insieme con quella proveniente dalla Biblioteca Biomedica dell’Università di Firenze, dalla Fondazione Giovanni Spadolini, dal Museo Garibaldino di Caprera e da altri importanti prestatori ha permesso di ricostruire il profilo umano del personaggio e la ricchezza dei suoi ideali, ma soprattutto per la Provincia è stato possibile proporre un evento che celebrasse degnamente l’epopea risorgimentale e che allo stesso mettesse in evidenza il patrimonio librario e documentario della Biblioteca Moreniana ancora non adeguatamente conosciuto dal pubblico.

La mostra si snoda in due sale caratterizzate da un allestimento che ricorda il colore delle famose camicie garibaldine: nella prima sala, documenti ed oggetti narrano la storia umana e  patriottica di Ferdinando Zannetti, nella seconda si entra più specificatamente nel merito dell’intervento medico sul paziente Garibaldi.

Per aver estratto una pallottola dalla gamba di Garibaldi ferito in Aspromonte nel 1862 fu definito da un gesuita “farabutto” e anche “impostore”,ma per lo stesso intervento eseguito sull’arto dell’Eroe dei due mondi, si meritò decine di sonetti di elogio e quasi la venerazione di tanti.
Tra le opere e gli oggetti in mostra troviamo la pistola di Garibaldi, strumenti chirurgici e attrezzatura da campo, l’olio su tela di Moricci “Il medico Zannetti cura un ferito”, l’opera di Giovanni Fattori “Garibaldi ad Aspromonte 1862”. Tra i testi, un biglietto di Garibaldi da Caprera del 22 giugno 1863 in cui si legge “La mia guarigione procede a gonfie vele […] Non ho indizio di dolori artritici  […] Vogliatemi bene, ch’io ve ne voglio tanto davvero e sono per la vita vostro di cuore”.
Interessante anche una lettera di un Gesuita che accusa Zannetti di aver curato un impostore e un assassino, ossia Garibaldi: “Che tu sia stato sempre un impostore e un rosso lo mostrasti nel ’48 facendo di tutto per far salire al potere quei due iniqui di Guerrazzi e Montanelli. Ti sei palesato il medesimo farabutto facendo tanto [… illeggibile] a quell’assassino di Garibaldi. E dico assassino perché un uomo che tradisce il suo re non merita altro che il titolo di assassino. Ma la tua testa di rapa con quella di Garibaldi stanno bene insieme perché siete due che fate a chi capisce meno. […] Smetti di fare il buffone, perché fuori della medicina non capisci nulla”.
In mostra anche i testi di due sonetti di elogio per l’intervento di estrazione della pallottola e il calco stesso del colpo che colpì Garibaldi.


 

 

Dettagli

Didascalie immagini

In copertina:
Un particoare da Renato Guttuso, Battaglia di Ponte dell’Ammiraglio
olio su tela, 1951-52 , Firenze, Galleria degli Uffizi

  • Renato Guttuso
    Battaglia di Ponte dell’Ammiraglio
    olio su tela
    1951-52
    Firenze
    Galleria degli Uffizi
     
  • Corrado Cagli
    Battaglia di San Martino
    1936
    tempera encaustica su pannelli di tamburato
    Firenze
    Galleria degli Uffizi
     
  • Zanetti, Lettera a Garibaldi
     
  • Giovanni Fattori
    (Livorno 1825-Firenze1908)
    Garibaldi ad Aspromonte
    Prato, Farsettiarte
     

Mappa

Dove e quando

  • Indirizzo: Firenze, San Pier Scheraggio e Palazzo Medici Riccardi