L’irripetibile stagione dell’arte piemontese del Novecento

di Fabiola Pinzi // pubblicato il 13 Dicembre, 2008

Prorogata al 26 aprile 2009
 

Alessandria, Novi Ligure, Acqui Terme, Valenza, con una grandiosa esposizione di opere di oltre 150 artisti, celebrano una stagione senza uguali che ha segnato profondamente la storia dell’arte del XX secolo.
La mostra denominata “900. Cento anni di creatività in Piemonte”, in corso fino al 29 marzo 2009 è curata da Marisa Vescovo in collaborazione con Giuliana Godio e Isa Caffarelli e si sviluppa in cinque sedi:
. Palazzo del Monferrato e Palazzo Cuttica ad Alessandria
. Museo dei Campionissimi a Novi Ligure,
. Movicentro ad Acqui Terme
. Oratorio di San Bartolomeo a Valenza.

Esposte oltre 250 opere di artisti che hanno influenzato con il loro apporto sia la pittura, che la scultura e la grafica del ‘900.

La sezione allestita al Palazzo del Monferrato di Alessandria presenta la pittura piemontese del primo ‘900, attraverso opere di Morbelli, Pellizza, Da Volpedo, Carrà, Chessa, Casorati, mentre a Palazzo Cuttica farà da protagonista l’arte prodotta nella provincia di Alessandria, in un percorso tra le pubbliche collezioni d’arte (Bozzetti, Morando, Dina Bellotti, Fallini, Porta, Marchelli e Maddalena Sisto).

Nel Museo dei Campionissimi di Novi Ligure sono esposte le opere del secondo ‘900, da Spazzapan a Merz, Mastroianni, De Maria, Salvo.

Gli allestimenti di Movicentro ad Acqui Terme testimoniano invece l’importanza del Piemonte nel campo della scultura e dell’installazione contemporanea (Bolla, Grassino, Mainolfi, Todaro, Viale).

L’arte delle tempere, degli acquerelli e dei disegni (da Bistolfi a Pistoletto, Boetti, Cremona, Paulucci) è raccolta nell’Oratorio di San Bartolomeo a Valenza.

Il Piemonte, rappresenta la regione italiana nella quale, come in nessun’altra, sono emerse personalità che hanno contribuito al nascere di movimenti e correnti artistiche quali il Divisionismo, il Futurismo, la Metafisica, il Novecento, l’Astrattismo, la Pop art, l’Arte povera e l’Arte concettuale.

Il percorso espositivo inizia con la fine dell’Ottocento, attraverso le opere di Pellizza Da Volpedo si passa alla fase divisionista e post-divisionista di Angelo Morbelli, Medardo Rosso, Cesare Maggi, Matteo Olivero, Angelo Barabino, giungendo poi alle opere, inizialmente con un’impronta puramente futurista, di Giacomo Balla e Carlo Carrà, che in seguito hanno allacciato la loro arte alla metafisica e all’astrattismo ottico percettivo.

Dopo l’arcaismo di Carrà, tra il 1910 e il 1940, emerge il crepuscolare Felice Casorati, che con la sua “anti-classicità”, arricchisce le sue opere di simboli metafisici.

Intorno al 1929, il “Gruppo dei sei”, composto da Jessie Bosswel, Gigi Chessa, Nicola Galante, Carlo Levi, Francesco Menzio, Enrico Paulucci, si impongono con l’originalità della loro arte innovativa.

Nel 1923 nasce a Torino il “Secondo futurismo”, con lo scrittore Fillia, che insieme a Djulgheroff, Farfa e Pozzo, fondò il ’Movimento futurista torinese’ e i ‘Sindacati artistici futuristi’.

Il Piemonte ha raccolto in quel periodo figure di rilievo nel campo dell’arte come Paola Levi Montalcini, Umberto Mastroianni, Pietro Morando, Adriano Parisot e il grande architetto, fotografo, romanziere, designer Carlo Mollino. Un altro architetto con spiccate qualità artistiche è stato l’alessandrino Ignazio Gardella.

Dagli anni 50, fino a giungere ai giorni nostri, nasconono una notevole quantità di movimenti e tra tutti questi emerge l'Informale, con la pittura di Pinot Gallizio, Piero Ruggeri, Sergio Saroni e Giacomo Soffiantino.
Negli anni successivi molti artisti si allontanano dalla dimensione individuale, imposta dal movimento Informale, che si poneva in forte polemica verso tutto ciò che ricordava una qualsiasi forma figurativa o astratta. L'Informale, infatti, aveva negato fino ad allora in modo esplicito ogni forma e con essa la conoscenza razionale che ne derivava. Da qui nasceranno le arti “di relazione” come la Pop-art, (Piero Gilardi, Aldo Mondino, Ugo Nespolo e Michelangelo Pistoletto), la pittura minimalista con Marco Gastini e Giorgio Griffa e le ben note installazioni di Claudio Parmigiani e di Luigi Mainolfi, le cui sculture di terracotta ci accompagnano verso un mondo assolutamente magico.

Negli anni Ottanta l’arte piemontese è segnata da artisti come Piero Bolla, Riccardo Cordero, Sergio Ragalzi e Luigi Stoisa mentre, tra il 1990 e il 2008, l’attività dei giovani artisti Daniele Galliano, Pierluigi Pusole, Francesco Sena per la pittura e Nicola Bolla, Enrica Borghi, Mimmo Borrelli, Paolo Grassino, Diego Scroppo, Saverio Todaro, Luisa Valentini e Fabio Viale per la scultura, Botto & Bruno, Giulia Caira, Monica Carocci, Marzia Migliora e Enzo Obiso per la fotografia, si imporrà per la notevole forza a livello internazionale.

L’interessante catalogo di Silvana editoriale accompagna la mostra, e gli scritti critici della curatrice, oltre a un saggio critico di Maurizio Calvesi, aiutano a seguire il susseguirsi dei movimenti.

www.novecentopiemontese.it
Orari: da martedì alla domenica, dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 19.00.
Chiuso lunedì (Chiuso Natale e 1° gennaio).
Il biglietto consente di visitare tutte le sedi della mostra

Informazioni
Palazzo del Monferrato:
www.palazzodelmonferrato.it
Palazzo Cuttica: Assessorato Cultura e Turismo Comune di Alessandria www.comune.alessandria.it
Museo dei Campionissimi: www.museodeicampionissimi.it
Movicentro: I.A.T www.comuneacqui.com
Oratorio San Bartolomeo: Centro Comunale di Cultura di Valenza www.comune.valenza.al.it

Didascalie immagini
- Giacomo BALLA (Torino 1871 - Roma 1958),
  Le vele, 1919, olio su tavola, cm 50 x 60,
  courtesy Galleria Berman
- Carlo CARRÀ (Quarniento 1881 - Milano 1966),
  Madre e figlia, 1939, Olio su tela cm 90 x 71
- Carlo LEVI, (Torino 1902 - 1975),
  Ritratto di donna, 1930, Olio su tela, cm 64 x 47



Trattandosi dell'ultimo articolo pubblicato nel vecchio sito, e il primo riportato su queste pagine, abbiamo chiesto a Flavia Molinari di aggiungere qualche considerazione, ulteriori spunti per una vacanza diversa.

Andando a vedere queste cinque mostre distribuite nel Monferrato sono rimasta stupita da molte cose e mi fa piacere condividerle con chi legge.
Prima di tutto ho trovato eccezionale che ben quattro comuni siano riusciti a mettersi d’accordo nell’allestire contemporaneamente delle mostre importanti sposando lo scopo di promuovere culturalmente un territorio conosciuto alla maggioranza del pubblico solamente per le sue qualità enogastronomiche.
Naturalmente è molto piacevole scrivere di luoghi da scoprire e, visto che delle mostre ve ne ha appena parlato Fabiola, mi sembra simpatico allargare un pochino le descrizioni.

Per esempio il settecentesco palazzo fatto costruire dal marchese Cuttica di Cassine è un vero gioiellino e vale la pena di andare a Alessandria anche solo per visitarlo, quindi la mostra sul ‘900 piemontese riserva, tra le altre, anche questa sorpresa.
 
L’idea di mescolare le 37 opere artistiche moderne con le collezioni permanenti (archeologia, pittura sacra cinque-seicentesca, arazzi fiamminghi, sala napoleonica, codici miniati e paramenti sacri, sculture dal XV secolo a Lucio Fontana) vivacizza molto il percorso e attira l’attenzione verso questo bel Palazzo. Persino i suoi parquet sono parquet particolari per i disegni e per i tipi di legno che li compongono e già entrando nel portone, accolti da colonne elegantemente svettanti, si capisce che si vedrà un edificio particolarmente interessante.

Tra le opere esposte a Alessandria mi hanno entusiasmato le “Vele” che Balla ha creato nel 1919: ci si “vede” dentro il fruscio dell’aria e il movimento che ne cosegue solo grazie all’intreccio calibratissimo delle linee tendenti al circolare a volte oblungo. I

l manifesto è un particolare di un quadro di Casorati che racconta il sogno di una donna che desidera un bimbo proprio: è evidente che è stato fatto proprio come si chiedeva nel periodo della creazione del quadro.

Tra i disegni esposti nel poligonale bell’Oratorio di S. Bartolomeo di Valenza ho deciso che “mi porto via” Il carretto delle angurie creato da Spazzapan perché è vivo, ricco di sensibile movimento, malgrado il segno deciso.



Come ho detto le sorprese sono tante, ma è meglio che ognuno si cerchi quelle che più lo colpiscono in modo da renderle personali.

Concludendo devo dire che sono tantissime le personalità piemontesi che hanno fatto arte e vale la pena di considerare questo particolare pensando al Monferrato e organizzare un viaggetto per approfondire la conoscenza di questo territorio in tutte le sue sfumature artistiche e, naturalmente, enogastronomiche.

Didascalia
Luigi SPAZZAPAN (Gradisca di Isonzo 1889 - Torino 1958),
Carretto per le angurie, 1^ versione, 1946,
chine colorate e tempera su carta su tela, cm 98 x 136,
courtesy Galleria Narciso, Torino

 

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