Linguaggio segreto
di // pubblicato il 28 Febbraio, 2009
Avendo anticipato al 14 febbraio l'articolo di iconografia che chiude le pubblicazioni mensili, lo spazio lo riserviamo alla professoressa Adriana Sebastiani a cui, da sempre, Cinzia chiede di scrivere su queste pagine.
Con grande gioia possiamo annunciare che è davvero riuscita nell'impresa perché, per il compleanno, ha ricevuto in regalo la lettera che state per leggere con l'autorizzazione alla pubblicazione insieme alle preziosissime cartoline inviate dal padre, Pietro Sebastiani, ai nonni e alla zia.
Diamo allora il benvenuto alla "vulcanica" Amica con il grazie di Tutti.
Carissima,
certamente ti ricorderai come, fin da bambina, sia stata sempre affascinata dalle cartoline dei costumi del Palio raccolte nell'albo fotografico della mia famiglia.
Un giorno papà mi scopri mentre, di nascosto, fantasticavo guardando i colorati ed eleganti costumi dei paggi delle varie contrade.
Dapprima s'inquietò un poco (forse perché temeva che le sciupassi), poi mi chiese quale preferissi.
Io, attratta dall'azzurro e bianco del costume, risposi senza esitare: "L'Onda!".
A tale risposta papà si rabbuiò e, chiuso l'albo, mi disse di non guardarlo mai più.
Il perché di quella sfuriata l’ho capito molti anni dopo quando, per caso, raccontò che durante la prima guerra, essendo militare al fronte, i miei nonni avevano pensato ad un linguaggio segreto per poter comunicare eludendo la censura.
Pensarono così di adoperare le cartoline del Palio perché originari loro di Siena e trasferiti a Lucca nel primo decennio del Novecento, nessuno lì poteva conoscere le rivalità fra contrade e le immagini diventavano colorate e piacevoli alla vista ( come per me bambina), ma insignificanti.
Decisero quindi che papà le avrebbe inviate assieme alle lettere, con alcuni accorgimenti per la lettura. Infatti la mancanza di scrittura avrebbe significato assenza di novità, e tutto scorreva normalmente, se indirizzate al nonno Giovanni: situazione altalenante, quelle alla nonna Maria tutto bene e la zona di guerra abbastanza tranquilla, mentre a Giuseppina, la sorella, avrebbe indicato notizie inquietanti o tristi, situazioni delicate o incerte.
Papà parlò anche di alcune parole ( come “ saluti” “ baci” ecc… )che, a seconda della posizione nella frase, avrebbero assunto particolari significati, ma io ero troppo piccola per ricordarmelo!
Ora cerco di ricostruire tutta la storia, mentre per il linguaggio affidato alle contrade mi è più facile in quanto so che la mia famiglia era dell’Oca, con la nemica giurata la Torre. Ho capito quindi perché papà si rabbuiò per la mia scelta: non preferivo la sua contrada e…chissà come avrebbe reagito se avessi scelto la Torre!
Pensa che con questo stratagemma la nonna non accettò la notizia che il figlio era stato dato per disperso e mentre tutti lo piangevano come morto e si preoccupavano per la sua salute mentale, lei solo, confidando nella lettera giunta pochi giorni dopo la notizia data dai carabinieri, affermava con sicurezza che era vivo e presto avrebbe scritto.
In quella lettera era stata inserita la cartolina della loro contrada, l’Oca, indirizzata proprio a lei e quindi, in codice il messaggio era molto rassicurante.
Nel testo l’aggettivo “molto” era ripetuto due volte e le sue parole erano affettuose, segno di normalità. Nella cartolina, infatti, si leggeva: “ Molti baci affettuosi e molti abbracci tuo figlio Pietro" e la data era “19/12/1915.”
Dopo circa un mese arrivò una cartolina di papà con la notizia che si trovava, in stato di choc, in un piccolo ospedale da campo, ma era salvo!
Perché ti ho raccontato tutto questo? Perché ora ho scoperto il valore vero di quell’albo di famiglia e mi sono ripromessa di ricostruire un pezzo della vita al fronte nel periodo 1915-19 interpretando i messaggi delle cartoline e non sono solo quelle delle contrade senesi!
Nostalgia?...Affetto?…Rimorso?…Rispetto?…Vecchiaia?…Non so, ma credo che mi metterò all’opera e forse mi riapproprierò di un pezzo di storia che non è solo della mia famiglia, ma di tutti e riscoprirò quanto le disprezzate cartoline siano state nel passato usate ed utili.
Oggi la comunicazione tra lunghe distanze è affidata a messaggi tramite cellulare, ad internet, o solamente al telefono… ed ieri? Più pensiamo al passato, maggiore è l’uso della scrittura: telegrammi, lettere, cartoline.
Durante gli eventi bellici era difficile poter usare le parole senza incorrere nella censura. Mio nonno aveva escogitato un mezzo, ma oggi cosa resterà ai nostri figli come ricordo di fatti, emozioni, vicende lieti o tristi in una sola parola il nostro stesso vivere? Niente o ben poco...
Scusa il tono di questa strana lettera, ma avevo bisogno di comunicarti le intime mie scoperte, forse perché, in occasione del tuo compleanno, volevo esserti vicina non solo con gli auguri, ma veramente come se stessi colloquiando con te.
E questo anche se, figlia del mio tempo, sto usando la posta elettronica!
Quindi tantissimi auguri, per tutto ciò che desideri e che sia positivo per la tua vita ed un abbraccio affettuoso Adriana