L’inedita rassegna vicentina sull’Avanguardia Russa

di Silvia Groppa // pubblicato il 23 Dicembre, 2011

Si dispiega tra le sale delle Gallerie di Palazzo Leoni Montanari, l’inedito racconto sull’Avanguardia Russa, in un emozionante dialogo con la collezione permanente di icone russe di Intesa Sanpaolo, la più importante raccolta privata dell’Europa Occidentale.

Fino al 26 Febbraio 2012 sarà possibile entrare in contatto con ben 85 importanti opere, giunte per la prima volta in Italia dai musei regionali russi di Ivanovo, Kostroma, Jaroslav’ e Tula. Un’occasione importante, promossa da Intesa Sanpaolo, CSAR - Centro di Alti Studi sulla Cultura e le Arti della Russia all’Università Ca’ Foscari di Venezia, Foundation for Interregional Projects di Mosca, Ivanovo Art Museum e organizzata nell’ambito dell’Anno della Cultura e Lingua russa in Italia e della Cultura e Lingua italiana in Russia.
L’iniziativa nasce da un progetto di Mikhail Dmitriev, Presidente della Foundation for Interregional Projects, con il sostegno e il patrocinio del Ministero della Cultura della Federazione Russa e del Governo della Regione di Ivanovo e il patrocinio del Ministero per i Beni e le Attività Culturali della Repubblica italiana, vanta il coinvolgimento della città e del territorio grazie alla collaborazione con il Comune di Vicenza.

La mostra vanta la curatela di Silvia Burini, direttore dello CSAR, Giuseppe Barbieri Direttore della Scuola dottorale interateneo in Storia delle Arti di Ca’ Foscari, Mikhail Dmitriev e Svetlana Volovenskaja, rispettivamente Presidente e curatrice dei programmi della Foundatiom for Interregional Projects. La rassegna rientra nel “Progetto Cultura”, piano plurienna¬le di Intesa Sanpaolo che attraverso una mirata programmazione di proposte culturali di alto profilo, vuole far riscoprire, valorizzandolo, il patrimonio culturale, artistico e architettonico nazionale. “Progetto Cultura” prevede l’ideazione delle “Gal¬lerie d’Italia”, sotto il cui nome si riuniscono le sedi espositive di Intesa Sanpaolo: da Palazzo Leoni Montanari-Vicenza a Palazzo Zevallos Stigliano-Napoli, già operative e aperte al pubblico, da Piazza Scala-Milano appena inaugurata ai futuri spazi museali che l’Istituto intende realizzare in altre città italiane.

In mostra accanto ad una serie di notissimi capolavori dei celebri protagonisti dell’Avanguardia Russa, Kandinskij, Malevič, Rodčenko, si potranno ammirare opere di artisti poco conosciuti tra cui: Aleksandra Ekster, Natalja Goncarova, Ljubov Popova, Olga Rozanova, Varvara Stepanova, artiste definite nel 1933 dal poeta cubo-futurista Benedikt Livčic “vere Amazzoni, cavallerizze scite”, artiste hanno partecipato alla nascita dell’Avanguardia nella Russia dei primi del ‘900 e spesso con un ruolo di primo piano. Personalità poco note della storia dell’arte contemporanea che in questa occasione vengono riscoperte, facendo emergere quella personalissima ricerca estetica tutta al femminile. Sottolinea la curatrice Silvia Burini, “la centralità della produzione artistica della loro vita non trova eguali nelle esperienze dell’Europa Occidentale”. Tant’è che “Non dobbiamo immaginarci certo un gruppo di donne emarginate e misconosciute ma i pilastri della grande avanguardia e a pieno titolo vivaci partecipanti alla vita culturale del loro momento”.
Le avanguardiste elaborano una sperimentazione estetica fatta di frammentazioni e dissociazioni prospettiche, suggestioni cubiste, atmosfere di un astrattismo suprematista, una figurazione intimamente espressionista.

Il percorso espositivo della mostra è strutturato per favorire la percezione delle due principali tendenze interne all’Avanguardia Russa: una più frammentaria nelle manifestazioni più vicina all’espressionismo, pensiamo a Gončarova, Filonov e Kandinskij, l’altra più omogenea e cubo costruttivista con i suoi esponenti di punta, Malevič, Tatlin, Rodčenko.
La prima è sentita maggiormente da esponenti del gruppo del “Fante di quadri”, Michail Larionov e Natal’ja Gončarova ma anche Marc Chagall, Pavel Filonov e Vasilij Kandinskij, che ebbero ben poco in comune; la seconda ha come esponenti di punta, Kazimir Malevič, Vladimir Tatlin, Aleksandr Rodčenko e i loro seguaci.

Il percorso espositivo prende avvio con una folta sequenza di opere de “Il Fante di quadri”, i cosiddetti “neo primitivisti”,  che nel 1910, dopo una prima mostra, si costituì ufficialmente come gruppo e organizzò con regolarità esposizioni che si susseguirono fino al 1916, quando si interruppero,  per proseguire solo dopo la Rivoluzione. Il gruppo sopravvisse a lungo, ma con nomi diversi, caratterizzandosi con opere deliberatamente provocatorie e di evidente scherno nei confronti dei gusti e degli ideali borghesi. I “Fanti” si ispiravano piuttosto alle icone, al folklore nazionale e all’arte “primitiva”: fotografia provinciale, insegne di negozi, giocattoli. Oltre alle fonti autoctone si possono tuttavia rinvenire influenze dell’espressionismo tedesco e della pittura francese di inizio secolo, molti dei “Fanti” conobbero l’arte francese attratti da Matisse, da Cézanne, dai primi cubisti: ciò spiega il peso di un genere come la natura morta di Robert Fal’k, Petr Končalovskij, Aleksandr Kuprin e Aristarch Lentulov. Il gruppo si divise determinando l’origine del neo-primitivismo, capeggiato da Larionov, Gončarova e Aleksandr Ševčenko che proclamarono la loro volontà di seguire le tradizioni artistiche nazionali.

Sempre al piano terra il “Paesaggio con fabbrica”, 1912-1913 di Il’ja Maškov, un altro dei temi portanti della mostra, il legame tra Avanguardia e industrializzazione. È un punto di vista di solito trascurato ma indispensabile, che qualifica l’Avanguardia Russa come un laboratorio in grado di creare autentici standard socio culturali ed estetici. Questo fu possibile proprio per la nascita di nuovi centri industriali, nati dal boom economico della seconda meta del XIX secolo, che determinò un radicale cambiamento sociale e culturale, come si andrà chiarendo nel resto del percorso espositivo al piano nobile.
Mentre il secondo filone, è quello che potrebbe definirsi Astrazione: dal movimento degli anni Dieci, noto con il nome di cubo-futurismo (che abbraccia contemporaneamente pittori cubisti e poeti futuristi) alle diverse astrazio¬ni, dato che in Russa il rifiuto del rappresentativo con il coerente passaggio all’arte astratta trova declinazioni molto diverse. E’ qui che si incontrano i capolavori come il “Cuneo viola” di Kandinskij, le tele di spirito suprematista di Malevic del 1915 o la “Composizione n. 61” di Rodchenko del 1918.
Tra questo coro di artisti si intravede un’espressione, palesata nell’impegno comune di costruire un nuovo modello di società, che si fonda su radici lontane e profonde: l’icona è l’origine, la matrice sia dal punto di vista formale – la cosiddetta prospettiva rovesciata, le inedite associazioni cromatiche, l’enorme laconismo combinato con un’enorme tensione plastica – sia da quello spirituale. Questi inediti indagano su un importante momento dell’arte contemporanea dei paesi freddi, cogliendone la pluralità espressiva, ma anche i filoni tematici principali.

 

Dettagli

Didascalie immagini

In copertina:
Il’ja Maškov, Paesaggio con fabbrica (particolare),
1912-13, olio su tela, cm 65,5x93, Ivanovo Art Museum
(© 2002-2011 diritti riservati Intesa Sanpaolo)

  • Kazimir Malevič, Suprematismo,
    1915, 0lio su tela, cm 53,5x54,
    Ivanovo Art Museum
    © 2002-2011 diritti riservati Intesa Sanpaolo
  • Ol’ga Rozanova, Birreria,
    1914, olio su tela, cm 85,5x66,
    Kostroma Museum-Preserve
    © 2002-2011 diritti riservati Intesa Sanpaolo
  • Ljubov’ Popova, Ritratto futurista,
    1915, collage e carta su cartone, cm 58,5x42,5, 
    Tula Fine Art Museum
    © 2002-2011 diritti riservati Intesa Sanpaolo
  • Ivan Kljun, Suprematismo,
    1916, olio su tela, cm 49 x 44,
    Yaroslavl Art Museum
    © 2002-2011 diritti riservati Intesa Sanpaolo
  • Aleksandr Kuprin, Natura morta,
    1918, olio su tela, cm 103x114,
    Ivanovo Art Museum
    © 2002-2011 diritti riservati Intesa Sanpaolo
  • Vasilij Kandinskj, Ouverture musicale. Cuneo viola,
    1919, olio su tela, cm 60x67,5,
    Tula Fine Art Museum
    © 2002-2011 diritti riservati Intesa Sanpaolo

Mappa

Dove e quando

AVANGUARDIA RUSSA ESPERIENZE DI UN NUOVO MONDO

  • Date : 11 Novembre, 2011 - 26 Febbraio, 2012
  • Indirizzo: Contrà Santa Corona, 25, 36100, Vicenza
  • Sito web

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