L’incanto dell’acqua di Canaletto e dei maestri della veduta
di // pubblicato il 26 Giugno, 2011
L'iniziativa è pensata specificamente per Orta San Giulio (Fabiola vi ha recentemente presentato l'Orta Festival) che con questa esposizione rende omaggio alla splendida Venezia, offrendo al pubblico la magia di un incontro poetico con le vedute settecentesche.

In merito a questa esposizione, il Sindaco di Orta San Giulio, Cesare Natale, si è espresso: "I nostri visitatori avranno quest'anno la possibilità di compiere un percorso all'interno dell'affascinante mondo fatto di scorci, magiche atmosfere, dettagli minuziosissimi, sontuose architetture, rappresentato dalle opere dei maestri di quella corrente definita dei vedutisti di cui Canaletto fu il massimo esponente".

Ideata e prodotta da Alef-cultural project management di Milano, e organizzata in collaborazione con Operaprima, la mostra presenta trenta opere tra dipinti, disegni e incisioni.
Il percorso espositivo allestito in Palazzo Penotti Ubertini ruota intorno ad un nucleo di 7 disegni di Antonio Canal, detto il Canaletto. Si tratta di fogli non esposti al pubblico, di proprietà della Galleria nazionale d'arte antica di Trieste, provenienti da un album smembrato e confluito in parte a Trieste, in parte alle Gallerie dell'Accademia e in parte alla Fondazione Cini di Venezia.
Attorno a tale nucleo, che comprende anche qualche rara acquaforte del Maestro, sono raccolti altri suoi dipinti e quelli di vedusti, alcuni dei maggiori artisti del Settecento veneziano, tra cui Gaspare Van Wittel (di origine olandese e conosciuto in Italia come Gaspare Vanvitelli), Luca Carlevarijs, Francesco Guardi, Francesco Albotto.
Accanto a questi sono presenti dipinti che segnarano la fortuna del genere di veduta anche nell'Ottocento, di Luigi Steffani e Giuseppe Borsato, concessi in prestito dal Museo storico del Castello di Miramare di Trieste.

Fra i saggi in catalogo, edito da Silvana, quello di Lorenza Tonani, curatrice della mostra, la quale ha sottolineato“Venezia ha tutte le caratteristiche fisiche dell'utopia: è un'isola, dunque un luogo separato dal resto del mondo, e ha una dimensione urbana diversa da quella di altre città conosciute. Racchiude in sé le peculiarità dell'ideale civile utopistico, della città dove si stabilisce un rapporto tra uomo e politica finalizzato al raggiungimento del bene comune.
Venezia ha creato un paesaggio urbano capace di meravigliare i visitatori di ogni tempo: priprio l'acqua ne ha messo in risalto la teatralità e ha posto le condizioni della magia veneziana. La sua storia comincia tra terra e mare, in vaste lagune di acqua salmastra, con la prima colonizzazione romana e un primo insediamento a Torcello, presto abbandonato.”
I vedutisti resero possibile la diffusione del mito della città lagunare in Europa e in particolare in Inghilterra, dove il mercato accolse con entusiasmo questo genere artistico, dando origine a una grande fortuna che proseguì anche nell'Ottocento.
Nel XVIII secolo Venezia divenne una tappa irrinunciabile, e il lavoro dei vedutisti molto ricercato per fornire ai viaggiatori importanti reliquie da riportare in patria come testimonianza di un'esperienza di vita unica.

Consuelo Lollobrigida, all'interno del suo saggio, scrive: “molti artisti fiamminghi e olandesi condivisero l'interesse per l'arte italiana, giungendo nella penisola per assimilare in vario modo temi e forme della tradizione figurativa. Il viaggio verso il meridione rappresentò per più generazioni non soltanto un concreto spostamento, ma soprattutto una metafora materiale e spirituale allo scopo di acquisire nuove conoscenze.
Gaspar van Wittel mise in pratica il primo vero incontro tra la cultura romana e quella veneziana, realizzando una serie di disegni con puntuale e precisa visione prospettico-matematica, facendo ipotizzare l'uso della camera ottica, come era consuetudine tra alcuni artisti nel suo paese d'origine. Vanvitelli regala agli occhi dei suoi colleghi il proprio punto di vista e modo di osservare i luoghi di Venezia, giocando con lo spazio, la luce e l'ampiezza pittorica. Sono questi i regali di Vanvitelli alla cultura figurativa lagunare.”

Alberto Craievich, sostiene: “Canaletto fu uno degli artisti più prolifici e celebrati del suo tempo, unanimemente considerato il più esoso di Venezia. Non ci sono notizie sulla vita privata né dichiarazioni d'intenti esposte in prima persona o affidate ad amici ed estimatori.
Professionista metodico, poneva l'eccezionale talento al servizio di precise finalità commerciali. Mano a mano che la notorietà aumentava, tutti gli sforzi furono indirizzati a velocizzare il più possibile l'esecuzione delle vedute e a replicare le composizioni più fortunate, cercando di mantenere allo stesso tempo una qualità che giustificasse i prezzi altissimi. La capacità di elaborare il dato visivo e di plasmarlo secondo un'autonoma interpretazione richiedevano lunghi e laboriosi passaggi, che davano luogo a un complesso iter creativo, di certo non limitato alla sola ripresa del dato reale attraverso la camera ottica.”

Inoltre, il Presidente del Consiglio regionale del Piemonte, Valerio Cattaneo, ha aggiunto “Pittore e incisore, Canaletto sceglie per le sue opere condizioni di luce particolari, a seconda dell'ora della giornata applica precisi criteri scientifici che conferiscono alle creazioni un'aura di delicatezza, di realismo e di malinconia tipici dei paesaggi lagunari.
L'indiscusso maestro del vedutismo italiano ha contribuito a fare di Venezia, dei suoi splendori naturali e architettonici, una vetrina artistica sul mondo. Considerato tra i più brillanti disegnatori di ogni tempo, Canaletto ha creato i fogli da collezione più preziosi a cavallo del 1740, rappresentando prevalentemente motivi lagunari, collinari e paesaggistici.”
E il Presidente della Provincia di Novara, Diego Sozzani ha concluso: “Canaletto è sicuramente uno degli artisti il cui indissolubile legame con l'acqua non può che essere il prezioso filo conduttore per una Provincia come la nostra che intorno all'acqua, ai suoi laghi, fiumi e canali ha costruito la sua storia.”