L’imprenditore scrittore e la sua gente

di Davide Giuseppe Colasanto // pubblicato il 21 Luglio, 2011

L'ultimo libro di Edoardo Nesi, Storia della mia gente, Bompiani, vincitore dello Strega 2011, narra la vita stessa dello scrittore che s'intreccia con le sorti dell'industria tessile pratese ed italiana.
Prato si è distinta per tutto il Novecento come la capitale della manifattura tessile italiana, esempio perfetto del tipico sistema imprenditoriale del Paese, fatto di piccole e medie aziende altamente specializzate nella produzione manifatturiera. Nesi ci racconta come tutto ciò ebbe inizio, parlandoci della sua storia, dell'azienda di famiglia, una tra le tante che si svilupparono a Prato, fondata dai sui nonni nei lontani anni venti. 
Dalla primordiale fondazione dell'azienda, attuata in prospettiva futura e nata quasi come un'istituzione immortale, volta al sostentamento di figli e discendenti, l'autore giunge ai giorni nostri ed alla crisi nera e totale del tessile italiano schiacciato dall'apertura dei mercati cinesi e dalla globalizzazione. Allo stesso modo Nesi passa dalle spensierate estati americane della sua giovinezza alla progressiva gestione dell'azienda e successiva vendita ed il conseguente sentimento di vuoto e nostalgia accompagnato da una fredda rabbia verso chi non ha fatto nulla per smuovere la situazione.

L'opera non è un vero e proprio romanzo. Manca l'azione narrativa che si esaurisce subito nei primi capitoli. Nesi procede per riflessioni e spunti disparati, passando da considerazioni e vere e proprie spiegazioni economiche ad aneddoti della sua vita personale.
In tal modo viene comunque fornita un'idea della situazione della città e del sistema economico che ruotava attorno ad essa. Interessanti si rivelano le invettive contro gli economisti che con la loro falsissima visione, inquadravano lo sviluppo del mercato globale come un netto cambiamento positivo per l'Italia, e la Cina come un grande mercato d'esportazione per il Made in Italy. Tutto è ovviamente stato smentito con la crisi successiva. Nesi accusa anche la classe politica incapace di rispondere a queste false chimere, ma soprattutto colpevole per non aver protetto il pilastro dell'economia italiana: il settore manifatturiero.

Notevole spazio è affidato alla cultura ispiratrice e cara allo scrittore. Nesi ci parla continuamente delle sue passioni, dei suoi interessi, trovando in essi strumenti efficaci per esprimere e quasi argomentare i suoi pensieri. Si pensi ai numerosi riferimenti a Fitzgerald e Pynchon.

Progressivamente emerge un soggetto altrettanto importante: la scrittura. Quest'ultima assume un vero e proprio doppio ruolo salvifico. Dopo la vendita dell'azienda, si profila finalmente per il Nesi la possibilità di dedicarsi soltanto alla scrittura: desiderio tanto bramato ma mai a pieno soddisfatto. La perdita dell'azienda comporta, tuttavia, un vuoto nostalgico. L'autore prova un forte struggimento per quel mondo perso che gli decadeva attorno. Da qui la necessità di raccontare la propria storia e quella della sua gente. In questo modo le due passioni dell'autore trovano connubio: la scrittura si riconcilia con il passato d'imprenditore.

In sostanza il libro dimostra diversi punti forti nelle critiche e negli slanci appassionati dell'autore che descrive la propria esperienza d'imprenditore come una storia indissolubile da quella delle sue passioni e della vita economica della sua gente. Tuttavia la mancanza di coesione narrativa è facilmente percepibile. Il testo si avvicina più alla struttura d'un diario personale, ad una raccolta di riflessioni che ad un romanzo vero e proprio. Uno sviluppo maggiore verso la “narratività” della propria esperienza avrebbe determinato un più interessante e raro racconto del reale. Per rendere maggiormente chiaro quest'ultimo aspetto si noti l'episodio dell'incubo, lo scontro tra un ragazzo cinese ed un operaio italiano, che riassume i rischi e le paure della guerra tra etnie. In questo caso, grazie allo sviluppo narrativo d'un episodio quotidiano e del tutto realistico, l'autore crea una sintesi estetica molto più espressiva, e carica semanticamente, rispetto ad altri episodi dell'opera.

 

Dettagli

STORIA DELLA MIA GENTE
Edoardo Nesi
Pagg.168
Bompiani