Impossibilità della rappresentazione: diventare bisbigli di morte per urlare una tragedia

di Amici in Visita // pubblicato il 05 Luglio, 2010

di Noemi Borghese

Bassina, lunghi capelli neri, berretto da baseball e salopette. Tutta in nero, Teresa Margolles illustra ad un centinaio di volontari come dovranno comportarsi durante la performance Untitled 2010, ispirata alla tragica situazione di Ciudad Juarez; la città messicana al confine con El Paso, Texas, è straziata dalle guerre intestine del narcotraffico che rendono la zona la più pericolosa del mondo (1300 morti nel 2010, 2500 nel 2009), ed è insieme il più grande esempio di guerra silenziosa, perché la lotta per il controllo del narcotraffico coinvolge più realtà di quelle che ci si aspetterebbe, realtà che hanno il potere di censurare la fuga di informazioni.

Durante i tre afosi pomeriggi di fine giugno, studenti e non, giovani e meno giovani, che giocasse la nazionale di calcio italiana o che fosse un giorno da dedicare alla preparazione di un esame, si sono riuniti nella Project Room. Tutti hanno lasciato il proprio nome a Diego Cibelli, che coordina i rapporti tra il Museo e l’Accademia delle belle Arti, e tutti hanno ascoltato, inizialmente spaesati, cosa fare durante la performance, dalle 18,30 alle 20,30.

Non si parla, si bisbiglia. La grande stanza vuota sarà al buio, fatta eccezione per una fioca luce che dal soffitto illuminerà debolmente una sedia al centro della sala, sulla quale siederanno a turno venti dei cento volontari, che dovranno lavorare un filo metallico dorato, decorando con una croce, simbolo prezioso e funereo, una tela proveniente dai luoghi delle stragi intrisa di sangue e terra. Ad eccezione del volontario di turno che cuce la tremolante “X” sulla tela, gli altri saranno, disposti a piacimento, seduti su di una pedana sotto la parete opposta all’ingresso della sala.

L’effetto è una sala buia, un’unica debole fonte di luce illumina una figura seduta. Intimidito dal buio quasi totale, il pubblico non può fare a meno di notare che, pur non vedendo altri che la persona illuminata, in tutta la stanza echeggia il brusio del mormorare dei cento volontari: la voce della tragedia e l’impossibilità di rappresentare la tragedia (come vuole Teresa).

La performance, che ha avuto luogo nei giorni 23, 24 e 25 giugno 2010 presso la Project Room del Museo MADRE di Napoli, è il quinto appuntamento della rassegna "Corpus. Arte in azione"  curata da Adriana Rispoli ed Eugenio Viola in co-produzione con il Napoli Teatro Festival Italia. La stagione al MADRE è fitta: di eventi, quali tra gli altri Un’Estate al MADRE, inaugurata il giorno 30 giugno e che si protrarrà fino ai primi di settembre; di collaborazioni, con il Napoli Teatro Festival che, giunto oramai al quarto anno di vita, è uno degli eventi culturali più importanti della città, che coinvolge da anni strutture, organi e personalità italiane ed internazionali, in un mese intero di spettacoli e performances.

 

Dettagli

Immagini in aggiornamento

Mappa

Dove e quando

TERESA MARGOLLES: UNTITLED (Teresa Margolles al MADRE)

  • Indirizzo: MADRE Museo d'arte contemporanea Donnaregina, via Luigi Settembrini 79 Napoli
  • Sito web