“L’ideale eroico e il vino lucente”.Gli Etruschi in mostra a Palazzo Mazzetti di Asti

di Federica Falleri // pubblicato il 02 Aprile, 2012

Palazzo Mazzetti di Asti apre le porte ad una grande esposizione sulla civiltà etrusca visibile al pubblico sino al 15 luglio.
La mostra affronta per la prima volta il complesso e articolato tema di rapporti tra il Mediterraneo greco ed orientale e il popolo etrusco che qui in Piemonte entrò in contatto con le comunità indigene della valle del Tanaro. Attraverso intensi traffici commerciali e culturali gli etruschi diffusero successivamente verso l’Italia nord-occidentale idee e costumi provenienti dal mondo greco-omerico e levantino, divenendo così il primo ponte culturale tra il Mediterraneo e l’Europa continentale.
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Gli etruschi tornano così in Piemonte, dopo quasi mezzo secolo dall’ultima mostra sull’antica civiltà italica “Arte e civiltà degli Etruschi” del 1967, e la scelta di Asti come sede non è casuale, ma parte da fatti reali, come sostengono gli stessi curatori Alessandro Mandolesi e Maurizio Sannibale. L’esposizione unisce l’interesse della città a ospitare una mostra dedicata agli etruschi con la possibilità di contestualizzare le tracce archeologiche pertinenti alla civiltà etrusca presenti in Piemonte.
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La mostra “Etruschi. L’ideale eroico e il vino lucente”, promossa dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Asti e organizzata con la collaborazione scientifica dei Musei Vaticani, il sostegno della Regione Piemonte e il coordinamento organizzativo di Civita, offre la possibilità di ammirare, in un’unica grande esposizione, un ricco repertorio di testimonianze materiali, espressioni tangibili dell’antica civiltà.
Oltre 300 i reperti presenti, di cui circa 140 provenienti dal Museo Gregoriano Etrusco del complesso museale Vaticano, mentre gli altri appartengono alle principali istituzioni museali e culturali italiane.
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I reperti in esposizione, molti dei quali inediti, restaurati o riletti in base alle recenti scoperte archeologiche, si dispongono all’interno di un articolato percorso espositivo che ripercorre la storia della civiltà etrusca e ne propone i temi caratteristici, quali il commercio, le produzioni artigianali, l’agricoltura, la religione, i riti e i simboli di prestigio, il mito, la scrittura, le armi, l’atletismo, il costume, la cura del corpo, e il banchetto.

La prima parte dell’esposizione si concentra sul tema dei rapporti che gli Etruschi intrapresero con le popolazioni indigene della valle del Tanaro, testimoniate dall’elmo crestato villanoviano in bronzo rinvenuto ad Asti alla fine dell’ottocento. Oltre a questo numerosi altri reperti di pregio sono frutto e testimonianza di scambi culturali tra la civiltà etrusca e l’Italia nord-occidentale.
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La seconda parte dell’esposizione si concentra sul tema del banchetto, documentato dai servizi di pregio e da opere pittoriche e scultoree. All’interno del percorso espositivo è possibile ammirare la ricomposizione della tomba a camera etrusca detta “della Scrofa nera”, restaurata recentemente in occasione della mostra, oltre al sarcofago dei Vipinana da Tuscania, le cui parti compositive sono state riunificate per la prima volta qui a Palazzo Mazzetti.
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Dopo una rassegna di teste votive etrusche provenienti dalle collezioni dei Musei Vaticani, la mostra si chiude con un ritorno in terra piemontese. Per la prima volta viene infatti riproposto al pubblico il gabinetto “etrusco” del Castello di Racconigi, realizzato da Pelagio Palagi su commissione di re Carlo Alberto. Qui sono raccolti quindi disegni originali, arredi e decori dello studio, una “omaggio al rapporto fra Etruschi e Savoia e al gusto artistico “all’etrusca” che si diffuse in Europa fra Sette e Ottocento” come ci raccontano gli stessi curatori dell’esposizione.
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Una mostra adatta a un vasto pubblico che offre la possibilità di conoscere e approfondire i vari aspetti della civiltà etrusca, anche alla luce delle recenti scoperte, offrendo importanti spunti di riflessione sul tema dei rapporti tra culture e società antiche.

 

Dettagli

Didascalie immagini

  1. Navicelle in ceramica da Tarquinia (IX sec a.C.)
    Tarquinia, Museo Archeologico.
  2. Elmo villanoviano trovato nel Tanaro presso Asti (VIII sec a.C.)
    Torino, Museo di Antichità.
  3. Maschera-visiera di guerriero in bronzo. Scoperta a Vulci nel 1837 (560-550 a.C.
    Musei Vaticani, Museo Gregoriano Etrusco.
    (Foto © Musei Vaticani)
  4. Modellino ceramico di carro da Bisenzio (VIII sec a.C.)
    Firenze, Museo Archeologico Nazionale.
  5. Sarcofago in nenfro dalla tomba dei Vipinana di Tuscania (310-300 a.C.).
    Firenze, Museo Archeologico Nazionale (coperchio); Musei Vaticani, Museo Gregoriano Etrusco (cassa).
    (Foto © Musei Vaticani)
  6. Gabinetto Etrusco di Pelagio Palagi nel Castello di Racconigi (XIX sec.).
    Torino, Soprintendenza per i Beni Architettonici del Piemonte.

In copertina:
Un particolare da: Tomba del Triclinio di Tarquinia (470 a.C.). Copia di Carlo Ruspi del 1833. Parete di fondo: Scena di banchetto.
Musei Vaticani, Museo Gregoriano Etrusco (inv. 14733)
(Foto © Musei Vaticani)

Mappa

Dove e quando

Etruschi. L’ideale eroico e il vino lucente

  • Date : 17 Marzo, 2012 - 15 Luglio, 2012
  • Indirizzo: Palazzo Mazzetti, corso Vittorio Alfieri 357, Asti

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