Lezioni di Tenebra

di Francesca Vinci // pubblicato il 13 Marzo, 2011

Non c’è chiarezza nella comunicazione umana.
E non si riesce mai a vedere tutto contemporaneamente.
Partendo da questi due elementi è più facile introdursi nel mondo che la compositrice contemporanea Lucia Ronchetti ha congegnato per indagare il buio.
Lektionen der Finsternis, confortevole se tradotto in “Lezioni di Tenebra”, è una commissione del Konzerthaus, in coproduzione con il Berlin Festival Contemporanea e l’Auditorium Parco della Musica di Roma.
L’opera da camera per soprano, controtenore, quartetto vocale ed ensemble strumentale è una riduzione dal Giasone di Francesco Cavalli con testo tratto dall’originale di Giacinto Andrea Cicognini ed è stata rappresentata in prima assoluta al Konzerthaus di Berlino il 24 febbraio scorso, seguita da tre repliche esaurite.
Martedì otto marzo, in occasione dell’evento “8 per 100, cento anni di 8 marzo” radio rai 3 ha mandato in onda la prima italiana dell’opera, in diretta dall’Auditorium Parco della Musica di Roma. 
Saremo sempre grati a Hertz, Tesla e Marconi, ciascuno per il suo.
 “Toccar con gli occhi e rimirar col tatto” in una delle più famose arie dell’opera di Cavalli. Il pubblico in sala si è trovato al centro dell’arena, contornato da musicisti e cantanti intenti a muovere marionette, le sole che hanno calcato le scene.
Nessuno ha visto, per lo meno non tutto, ed è proprio il risultato voluto. 
Dunque una rappresentazione particolarmente adatta a una fruizione radiofonica. 
Del Giasone originale rimangono frammenti rielaborati, riproposti in citazione, intercalati da parti autonome. Il senso scenico è reso dal suono, che sostituisce quasi perfettamente il fattore visivo, concentrando tensione e intreccio, per raccontare come si ama senza riconoscere.
Niente di musicalmente più drammatico di un violoncello cupo e turbato può rendere l’idea del buio. Forse non si trattava di uno solo, forse erano più violoncelli o più mani su un solo strumento: chi può dirlo? Non i radioascoltatori e neppure gli spettatori presenti.
Il risultato è quello di un sonoro ricco e complesso, costruito da intrecci concentrati dove due sole voci soliste gettano in scena più personaggi, o pensieri, ciascuno diverso e perfettamente distinguibile per effetto di una scultura musicale molto accurata.
Un lavoro di non facile comprensione, che richiede una completa dedizione nell’ascolto, ma compensa la fatica con effetti timbrici particolari e coinvolgenti.

 

Dettagli

Eseguito da:
Katia Guedes soprano
(nei ruoli di Medea, Egeo & Demo)
Daniel Gloger controtenore
(nei ruoli di Giasone, Oreste & Isifile)
Vocalconsort Berlin
(Besso & Coro degli spiriti)
Susanne Wilsdorf soprano
Jennifer Gleinig mezzosoprano
Philipp Neumann tenore
Frank Schwemmer basso
PMCE Parco della Musica
Contemporanea Ensemble
Filippo Fattorino violino
Luca Sanzò viola
Francesco Dillon violoncello
Massimo Ceccarelli contrabbasso
Antonio Caggiano percussioni
Antonino Errera percussioni
Oscar Pizzo pianoforte
Tonino Battista direttore