L’età dell’equilibrio

di Sara Pietrantoni // pubblicato il 08 Ottobre, 2012

Gli storici antichi si domandavano spesso, a volte in maniera oziosa, a volte prendendo in considerazione la particolare situazione in cui si ritrovavano a vivere, quale fosse stato il periodo migliore della storia di Roma. La repubblica? In effetti il popolo romano non aveva forse mai avuto più libertà, e gli ideali erano ancora quelli austeri e rigorosi delle origini ("o tempora o mores" avrebbe detto Cicerone), ma d'altra parte i problemi non erano stati certo pochi: guerre, scontri tra classi sociali, congiure e guerre...L'impero allora? E quale imperatore era stato il migliore di tutti? Escludendo a priori quelli che gli storici stessi ci hanno descritto come sanguinari, inetti, pazzoidi o semplicemente crudeli, la scelta era in realtà abbastanza limitata. I fantastici quattro, la rosa dei migliori all'interno della quale andava scelto il migliore dei migliori, erano Traiano, Adriano, Antonino Pio e Marco Aurelio.

Il primo, Traiano, è in realtà quello più spesso indicato come optimus princeps: nato a Betica, in Spagna, nel 53 d.C., trascorse dieci fondamentali anni nell'esercito, accumulando un'esperienza che successivamente si rivelò preziosa. Adottato da Nerva nel 97, gli successe l'anno successivo. Il suo problema maggiore fu all'inizio la cura dei confini: prima quello del Reno, poi quello della Dacia (che, qualche anno dopo, rappresentò la sua prù grande impresa bellica, ancora ben leggibile sulla colonna eretta in onore dell'imperatore). Arrivato finalmente a Roma, seppe circondarsi di senatori di gran valore e agì saggiamente sul fronte economico, abbassando alcune tasse grazie alla vendita di alcuni dei beni che gli imperatori precedenti avevano accumulato. Importante fu l'istituzione degli alimenta, una sorta di prestito agrario a basso interesse che avrebbe dovuto da una parte favorire la ripresa dell'agricoltura e, allo stesso momento, fornire sostentamento ai fanciulli poveri. Come non  farlo rientrare nel novero dei migliori? Anche oggi gli anni del suo regno appaiono nel pieno del loro splendore nella fantastica invenzione architettonica dei mercati, all'inizio di via dei Fori Imperiali.

Dopo di lui arrivò suo cugino Adriano, di certo d'indole molto diversa: amante dell'arte e della cultura classica fose più che della guerra, seppe comunque consolidare i confini di un impero vastissimo anche attraverso grandi opere architettoniche come il vallo in Britannia. Antonino Pio, suo successore, regnò pare con grande saggezza, qualità che dimostrò anche nella scelta di adottare Marco Aurelio, divenuto a sua volta imperatore e distintosi sia per aver sedato un gran numero di rivolte ed insurrezioni, sia per aver regnato collaborando costantemente col senato ed essendo (quasi) sempre guidato da sentimenti di umanità e benevolenza.

A loro i Musei Capitolini dedicano una mostra, I giorni di Roma, parte in realtà di un progetto più ampio, quinquennale, che analizza diversi aspetti della storia della città, dall'epoca repubblicana a quella tardo antica. Gli ottant'anni presi in considerazione quest'anno (le mostre precedenti, ricordiamolo, erano dedicate all'epoca delle conquiste e al tema del ritratto) sono quelli in cui arrivano a maturazione i frutti dell'espansione romana, portando all'unificazione dello spazio monetario, alla diffusione del sistema legislativo e giudiziario ed ad una condizione generale di certo più distesa rispetto a quella degli anni di conquista.

Sei le sezioni dell'esposizione: nella prima si fa conoscenza di questi quattro imperatori, presentati attraverso una scelta di ritratti, busti e statue a figura intera, ma anche delle loro mogli e dei privati cittadini che, sulla scia dell'ammirazione per questi personaggi, si fanno ritrarre con caratterstiche simili. Si passa quindi a considerare il linguaggio artistico di questo periodo, dedicandosi in particolar modo del filoellenismo di Adriano, protagonista anche della terza sezione, Ville e dimore, che presenta arredi scultorei e mosaici di diversi ambienti della villa che l'imperatore si fece costruire a Tivoli.

Si passa quindi ai rilievi storici e alla rappresentazione dei diversi aspetti della vita pubblica, dall'istruzione all'architettura, dai sacrifici alle processioni, e quindi alla rappresentazione della guerra, attraverso l'eposizione di rilievi con scene di battaglia, di vincitori e vinti.  
La conclusione del percorso è rappresentato dai costumi funerari: in esposizione urne vitree, in marmo i fittili, ma anche sarcofagi, corredi e stele funebri. Sono qui ricostruiti anche due grandi mausolei privati, quello degli Haterii, originariamente sull'antica via Casilina, e quello di Claudia Semne.  

 

Dettagli

Didascalie immagini

In copertina:
Sarcofago con Amazzonomachia
Marmo h. 50 cm Lungh. 203 cm Musei Capitolini, Roma

Faustina Minore

Marmo Bianco

h. 60 cm

Musei Capitolini, Roma

 

Statua di Hermes, detta Antinoo Albani

Marmo Lunense

h 180 cm  

Musei Capitolini, Roma

 

Statua femminile come Faustina Maggiore

Marmo

h. 197 cm

Musei Capitolini, Roma

 

Fauno in Rosso Antico

Marmo

h. 50 cm

Largh. 203 cm

Musei Capitolini, Roma

 

Catalogo MondoMostre

Mappa

Dove e quando

L'età dell'equilibrio

  • Date : 04 Ottobre, 2012 - 05 Maggio, 2013
  • Indirizzo: Roma, Musei Capitolini
  • Sito web

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