Les gravures du Grand-Saint-Bernard et sa règion
di // pubblicato il 02 Agosto, 2009
Grande doppio appuntamento quest’anno a Etroubles, dove l’esposizione estiva ha per tema la Valle del Gran San Bernardo e il Vallese visti dagli occhi degli artisti viaggiatori europei che li hanno attraversati tra il XVIII e il XIX secolo.
La mostra curata da Frederic Künzi e Alessandro Parrella con il sostegno delle associazioni culturali Parrellarte e Art Etroubles e dello studio Skeni di Pont Saint-Martin che cura gli allestimenti, vede selezionate una novantina da oltre 200 stampe come testimonianza storica della Valle e della sua geografia. Le opere messe a disposizione da Léonard Gianadda, dalla collezione privata della Fondation Pierre Gianadda, testimoniano li passaggio di Napoleone , l’ospizio e i suoi cani,Martigny e i suoi accessi, il paesaggio ei salvataggi, testimonianze delle catastrofi naturali sono i temi illustrati nelle opere, alcune presentate al pubblico per la prima volta.

L’installazione è integrata da un documentario realizzato dalla Médiathèque di Martigny sulla vita al Colle del Gran San Bernardo nel secolo scorso.
Il secondo appuntamento che si svolge in sequenza riguarda l’ampliamento del “Museo a cielo aperto” di Etroubles con la scultura “Fura di Termeno” (oltre il confine) di Robert Priod, commissionata dalla famiglia del curatore, Alessandro Parrella, in ricordo del fratello, prematuramente scomparso nel 2003, e donata al museo di Etroubles.

La scultura, sintesi delle diverse componenti culturali che si sono sedimentate nel tempo nell’arco alpino, è alta circa 2.5 metri ed è composta da 4 elementi sovrapposti e da uno posto lateralmente. Lo stesso Priod spiega che il “Termeno” è una presenza fisica, un segno lapideo utilizzato a volte ancora oggi per determinare i confini delle proprietà, una pietra che si erge a simbolo ancestrale e metaforico del confine.

La base della scultura in pietra verde di Verrayes rimanda alla tecnologia romana e al suo incontro con le culture alpine,la parte centrale in travertino locale richiama dei ritrovati frammenti di una composizione classica o rinascimentale e la parte alta in ceramica greificata e ingobbiata ricorda elementi materici e stilistici indeuropei.
Il museo a cielo aperto è stato inaugurato il 20 maggio 2005 da un’idea di Massimo Tamone sindaco di Etroubles. La sezione svizzera è stata curata da Léonard Gianadda mentre la sezione valdostana e italo-francese da Alessandro Parrella, che ne è anche il direttore.

Il museo è stato ampliato nel 2006 con due opere dedicate alla Via Francigena del pittore e scultore dell’Isola d’Elba Italo Bolano, e sarà ulteriormente ampliato con un bronzo dello scultore elvetico Michel Favre.