L’eredità della macchia: dal Maestro all’allievo Malesci
di // pubblicato il 12 Gennaio, 2011
la Fondazione Luciana Matalon di Milano ha ricevuto una medaglia del Presidente della Repubblica per l'impegno profuso nell’attività di promozione dell’arte contemporanea e domani apre una mostra di nicchia, ma da non perdere, curata da Roberto Ungaro.
L’eredità della macchia. Dalle incisioni di Giovanni Fattori alla pittura di Giovanni Malesci, in occasione del 150° anniversario dell’Unità d’Italia, oltre cento opere fra acqueforti litografie, disegni e dipinti, fotografie, cataloghi, libri, oltre a interessanti video, per un percorso che rende omaggio alla pittura d’ispirazione macchiaiola dei due pittori toscani e alla loro testimonianza artistica del periodo e delle guerre dal Risorgimento alla Prima Guerra Mondiale.

In queste nostre pagine abbiamo trattato diffusamente Giovanni Fattori (Livorno, 6 settembre 1825 - Firenze, 30 agosto 1908), pittore dell’epopea risorgimentale e delle vedute maremmane, che, con ilvestro Lega e Telemaco Signorini è stato fra i massimi esponenti del movimento dei Macchiaioli e in mostra sarà presente non solo con alcune delle sue più belle acqueforti, ma anche con documenti inediti che ne raccontano la storia rivelandolo fra gli osservatori più attenti e acuti dell’anima del proprio tempo anche attraverso un approfondimento sulle sue opere che testimoniano la ricorrenza unitaria.

Accanto al maestro livornese Giovanni Malesci, a testimoniare una sorta di parabola ideale con l’ispirazione artistica dell'allievo prediletto, fra i più importanti artisti della Grande Guerra le cui opere ruotano sostanzialmente intorno a tre soggetti: gli animali, come nel famoso quadro del “Bue sdraiato”, protagonisti immancabili nella pittura toscana tra Ottocento e Novecento; i paesaggi, che meglio evidenziano le linee lungo le quali maturò il suo stile come nel dipinto “Antignano”; i ritratti, che per Malesci, sulla scia di Fattori, dovevano essere un documento di verità.
Nato il 13 settembre 1884 a Vespignano nel comune di Vicchio, nel Mugello, e scomparso nel 1969 alla vigilia del suo ottantacinquesimo compleanno, Giovanni Malesci fu un artista-artigiano - lavorò presso la bottega di carta gestita dai parenti fiorentini - iniziando prestissimo a dedicare ogni momento libero al disegno, sua vera passione.

I suoi schizzi colpirono prima il pittore fiorentino Raffaello Sorbi (1844 - 1931) che tentò invano di convincere i genitori a iscrivere il giovane all’Accademia, poi, quattro anni più tardi, Giovanni Fattori che decise di accoglierlo nel suo studio a titolo gratuito.
L'iimediata stima reciproca, divenne nel corso di pochi anni un’amicizia profonda sottolineata alla morte di Fattori che decise di lasciare il suo giovane allievo unico erede universale. Malesci si impegnò a conservarne l’opera nel rispetto delle volontà, lavorando per promuoverne la memoria e contribuendo alla rivalutazione.
Giovanni Malesci allestì la prima mostra nel 1904 presso la Società delle Belle Arti di Firenze ottenendo un discreto successo, ma la crescita artistica ebbe la svolta decisiva con gli anni della Prima guerra mondiale che lo segnarono profondamente, nonostante venne arruolato come Soldato semplice automobilista. Infatti visse in seconda linea, accanto al generale d’artiglieria Enrico Caviglia, appassionato di arte, che gli diede il permesso di dipingere mentre era in servizio.
Tra il 1917 e il 1918 alcune delle sue opere più belle, quadri e disegni in genere di piccole dimensioni, date le condizioni nelle quali furono realizzati, lavori privi di retorica, di esaltazione patriottica, ma semplici richiami alla vita.
Nel profilo artistico furono altresì decisivi i numerosi viaggi che portarono Giovanni Malesci sulle coste della Campania e poi in Bretagna, Normandia, Belgio e Paesi Bassi ove, alla costante ricerca di nuovi tipi di paesaggio e di diverse condizioni di luce studiando cieli e i profili.

Tornando alla mostra sottolineo la particolarità del confronto tra maestro e allievo con dipinti e carte che ne raccontano, appunto, vite ed esperienze militari. L’intero percorso espositivo è corredato da numerosi pannelli che indirizzano il visitatore alla scoperta della loro dalla passione per il vero.