L’epica storia di Lucarelli

di Davide Giuseppe Colasanto // pubblicato il 06 Agosto, 2012

L ottava vibrazioneNel 2008 Carlo Lucarelli torna nelle librerie italiane con L'ottava vibrazione, Einaudi, un romanzo storico che mostra tutta la maturità del suo autore, desideroso d'uscire dal più volte battuto sentiero del giallo.

L'autore parmense ci trasporta in uno dei primi misteri italiani a lui tanto cari. E' l'anno 1896. La terra d'Africa, d'Eritrea per l'esattezza, è il suolo calpestato dai protagonisti del romanzo. La città in cui prendono il via le vicende è Massaua. Il distaccamento dell'esercito italiano si trova in quel pezzo del corno d'Africa per slanciare e dare lustro alle mire coloniali del giovanissimo Regno d'Italia. Diversi ne sono i rappresentati. I più numerosi sono i soldati proveniente dalle variegate regioni italiane: alcuni sono ligi al dovere e all'onore militare, altri vorrebbero tanto tornare a casa per affetti o ideologie. Molti costruiscono nuove vite. Vi sono poi i cittadini italiani in cerca di fortuna ed i locali e le loro difficili relazioni con l'ennesimo invasore.

Tutte le strade confluiranno verso la grande e prima sconfitta che l'esercito d'una potenza coloniale avesse mai subito: la battaglia di Adua che annichilò per molti anni le bramosie coloniali italiane sul Corno d'Africa.

L'aspetto che emerge prepotente dalla lettura dell'opera è la coralità. Sono molti i personaggi presentati che si muovono nelle pieghe del romanzo. Un'aspetto che dimostra chiaramente questa struttura, oltre al semplice numero dei personaggi, è l'alta frequenza dei cambi di prospettiva. Il pensiero di un personaggio è quasi sempre seguito da quello di un altro. E' come se l'autore disegnasse su una grande cartina geografica una serie di affluenti che progressivamente convogliano le loro acque in un grande fiume. Questo corso d'acqua tuttavia ha una vita breve e termina subito con la sua foce. Molte vite di quei personaggi, all'inizio distaccate, troveranno uno stesso esito finale.

La costruzione del quadro storico è resa da una fortissima insistenza sul caldo. Numerose sono le parole legate al suo campo semantico come sudore, sole etc. Il freddo è percepito come ristoratore, come sollievo e per Vittorio come attrazione erotica sul corpo di Cristina. Anche la descrizione delle percezioni dei personaggi rientra nella stessa sfera semantica. È come se gli indigeni si muovessero velocemente, mentre gli italiani soffrono troppo il caldo, tanto da essere costretti a camminare e soffrire, ad arrancare lentamente. Le differenze tra quegli esseri umani sono ampliate da altri particolari come gli sguardi bianchi, bianchissimi degli indigeni. Tutto è rafforzato dal costante uso del dialetto che esalta le differenze tra regioni, etnie, lingue e culture. E' l'affresco di una giovane Italia unita che colonizza una terra africana, fatta di lingue, suoni e religioni diverse. Un'altra caratteristica stilistica è l’uso del tempo presente, utilizzato in periodi corti, corittissimi, in una narrazione fatta all’imperfetto ed al passato remoto.

L'opera è stata inscritta nel New Italian Epic. Effettivamente è facilmente rintracciabile un respiro epico. La potenza della storia pervade le pagine scritte. Ed in questo caso si tratta di un’epica corale senza eroi e con la sconfitta finale. Inoltre il periodo scelto è quello d'una ucronia potenziale, che presenta importantissime conseguenze storiche.

Infine, scrutando tra gli aspetti meno riusciti si possono individuare alcune storie che si perdono nel racconto ed alcuni stilemi che risultano più volte ridondanti. Pecche che tuttavia influiscono non pesantemente su un romanzo storico estremamente interessante per l'idea che propone e per il periodo storico trattato.

 

Dettagli

Didascalie immagini

In copertina:
L'ottava vibrazione

Carlo Lucarelli
L'ottava vibrazione
pagg. 462
Einaudi

 

 

 
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