Leonardo e l’Adorazione dei Magi. Primi risultati del restauro

di Sara Bello // pubblicato il 18 Ottobre, 2012

L'opera e il suo autore non hanno bisogno di presentazioni. Da tempo un velo bruno l'aveva in parte offuscata, compromettendo la lettura dei suoi valori formali, già di per sé complessi. E anche la tenuta del supporto ligneo aveva destato preoccupazioni. Per questi motivi dallo scorso novembre l'Adorazione dei Magi di Leonardo era stata ricoverata nei Laboratori di restauro dell'Opificio delle Pietre Dure (OPD) presso la Fortezza da Basso. Ed è qui che lo scorso lunedì 8 ottobre sono stati presentati i primi risultati delle relative indagini diagnostiche.
Leonardo, Adorazione dei Magi, 1481-82, intero prima del restauro
L'intervento di restauro - quarto in ordine di tempo, dopo quelli del 1724, 1794 e 1914 - vede la collaborazione dell'Opificio (Settore di restauro dei dipinti mobili e Laboratorio Scientifico dell'OPD), all'avanguardia in Italia e nel mondo in questo campo, con Istituti di ricerca del C.N.R. e con Università italiane e straniere, al fine di mettere a punto un procedimento ad hoc per l'opera, pur seguendo linee generali ben consolidate.

Grazie al mecenatismo collettivo degli Amici degli Uffizi sono stati condotti studi preliminari sull'opera: indagini non invasive, che non prevedono cioè prelievo di campioni di materia, ma che consistono in un'approfondita mappatura della superficie (imaging). Fluorescenza UV, UV in falso colore, fluorescenza multispettrale, radiografie, riflettografie, indagini stratigrafiche, spettrometrie e misurazioni 3D delle deformazioni hanno permesso di conoscere l'artista e scienziato fiorentino “oltre il visibile”, come afferma Cecilia Frosinini, vice-direttrice del settore Restauro di Dipinti dell'OPD, vale a dire gli strati che si celano al di sotto di quanto visibile ad occhio nudo, portando alla luce preziose informazioni sia sulle problematiche conservative dell'opera, sia sulla tecnica utilizzata in fase preliminare. Ma per farlo e per poter comprendere pienamente la grandezza dell'opera bisogna svincolarsi dall'aura mitologica costruita attorno alla figura di Leonardo, e ricordarsi che egli ricorreva alla pittura come ad una scienza, come fonte di conoscenza. Si rendono così necessarie ulteriori indagini, storiografiche e documentarie, che ricostruiscano le vicende conservative dell'opera.
Leonardo, Adorazione dei Magi, particolare1 e in UV prima della pulitura
Era il 1481 quando Leonardo ricevette dai monaci di San Donato a Scopeto l'incarico di eseguire una pala che rappresentasse l'Adorazione dei Magi. Artista geniale e sperimentale fin dalle prime prove, per l'occasione Da Vinci mise a frutto il meglio di quanto aveva appreso fino ad allora dalla tradizione fiorentina: una composizione articolata, con numerosi personaggi, contesto paesaggistico e architettonico, organizzato in fase preliminare secondo accorti studi prospettici, evidenti nel disegno preparatorio superstite conservato agli Uffizi. Ma l'artista non si accontentò di allinearsi con l'iconografia diffusa e diede al soggetto una nuova interpretazione. Il tema epifanico era assai caro alla Firenze della sua epoca (non a caso il 6 gennaio un corteo rievocava la Cavalcata dei Magi per le strade della città), ma mai prima d'ora erano stati rappresentati tali sentimenti contrastanti, in riferimento all'Adorazione. Moti di sconvolgimento interiore, sgomento, fervore, paura, preghiera venivano ora giustapposti nell'evento sacro generando un vortice di emozioni che culminava nella figura Gesù, colto in un gesto di benedizione che si addiceva più a un adulto che non a un bambino, rivelando agli astanti la sua natura divina. Attraverso la varietà delle espressioni dei personaggi Leonardo rappresenta le diverse reazioni di fronte alla sconvolgente Epifania, che acquista così il suo vero significato religioso - quello di “rivelazione”, “manifestazione” del divino. Un avvenimento universale, di cui è emblema il giovane albero che si erge come vessillo dei popoli venuti dai quattro angoli della terra. Ed è proprio in corrispondenza del suo tronco che è stato rinvenuto il foro, inciso con un chiodo, da cui partono tutte le linee direttrici del dipinto.
Leonardo, Adorazione dei Magi, particolare1 e in UV dopo la pulitura
Se è vero che, come spiega il Soprintentendente dell'OPD Marco Ciatti, il restauro, inteso come disciplina scientifica, interessa unicamente il supporto materiale (pur avendo come finalità una migliore fruizione dell'opera, non solo a livello estetico, ma anche per preservarla alle generazioni future), dalle analisi effettuate lo stato conservativo è apparso particolarmente critico, sia per quanto riguarda la superficie pittorica, sia per il supporto in legno su cui il dipinto è stato eseguito. Da un lato la tavola, composta da dieci assi di pioppo di qualità non eccelsa, si è scollata: gli esami ne hanno fatto ipotizzare una modifica dimensionale, a seguito della perdita di una traversa nella parte inferiore; ciò avrebbe determinato una pericolosa incurvatura delle assi, frenata da una traversa centrale che opponeva un rigido contrasto; ne sarebbero derivate una serie di fenditure al di sotto degli strati pittorici, che in alcune zone affiorano in superficie provocando piccole rotture (danni in parte arginati dall'utilizzo dell'artista, in fase preparatoria, di una fibra vegetale simile alla stoppa, che ha garantito una maggiore resistenza). Per quanto riguarda la pellicola pittorica, evidente è l'alterazione dei colori del dipinto, causata dalla sovrapposizione di vernici che col tempo si sono ossidate, e costuituisce un'altra fonte di rischio di micro-strappi della pellicola. Obiettivi del restauro, che avverrà sotto la direzione di Marco Ciatti e interesserà l'opera per almeno i prossimi due anni, saranno il risanamento e consolidamento del supporto ligneo e la pulitura della superficie pittorica, rimuovendo gli strati di vernici non originali e restituendo nel modo più integro possibile l'opera originale di Leonardo. Il progetto di conservazione prevede inoltre la realizzazione di una cornice con una scatola climatica posteriore che limiti lo scambio di umidità con l'ambiente circostante, garantendo una maggiore stabilità del supporto.
Leonardo, Adorazione dei Magi, particolare2 e in UV prima della pulitura
I primi saggi di pulitura hanno riportato alla luce quel particolare “azzurrino”, una chiarità soffusa grigio-celeste, che contraddistingue i paesaggi di molte altre opere dell'artista, attestazione del fatto che le ricerche sperimentali sulla prospettiva aerea erano già iniziate a Firenze, prima della partenza per Milano. E proprio a causa del suo trasferimento alla corte di Ludovico Sforza, nel 1482, che il dipinto oggi risulta incompiuto. Eppure, ancora oggi l'Adorazione dei Magi conserva tutto il fascino tipico delle sue opere, e anzi, proprio lo stato di “non-finito” lo rende ancora più affascinante poiché permette di risalire a quali fossero la tecnica e le procedure dell'artista-scienziato nelle sue diverse fasi; un modus operandi confermato anche dal confronto con due opere recentemente restaurate, quali la Vergine delle Rocce della National Gallery e la Sant'Anna del Louvre, a cui si aggiunge il San Girolamo dei Musei Vaticani, rimasto anch'esso allo stato di abbozzo. Tale metodo prevedeva un disegno a mano libera a punta secca direttamente sullo strato di preparazione della tavola, per poi tirare le linee guida di costruzione prospettica. Successivamente l'artista ripassava a pennello il segno grafico con un'acquarellatura nera, già con qualche ripensamento rispetto alla prima idea, e tracciava sommariamente le ombreggiature, costruendo i volumi, con una tinta bluastra di acquerello. Questa fase ideativa preliminare veniva poi “sigillata” con una imprimitura trasparente, sulla quale Leonardo interveniva pittoricamente, per poi gradualmente, arrivare alla definizione dell'opera.
Leonardo, Adorazione dei Magi, particolare2 e in UV dopo la pulitura
Un altro aspetto interessante dell'Adorazione dei Magi sta nel fatto che in essa coesistono diverse fasi di realizzazione, il che permette di indagare quali fossero le intenzioni dell'artista; cosa che però in passato non piacque, e che spinse a rendere l'impianto più omogeneo attraverso stesure successive di vernici; inoltre Leonardo non si servì di un cartone preparatorio, ma disegnò la scena, una scena altamente complessa, completamente a mano libera, direttamente sul supporto, con frequenti variazioni, in parte visibili tuttora sulla tela, ma ancor più evidenti nelle riflettografie: in origine aveva previsto un impianto prospettico rigido e alquanto astratto, da cui si era allontanato via via che proseguiva nei lavori, dando vita a uno spazio vasto e fluido, creato dal moto centripeto delle figure, oltre che dal diffondersi dell'atmosfera e della luce; inoltre sono stati constatati cambiamenti in molti personaggi e animali tra la prima e la seconda fase grafica, talvolta con esiti che assomigliano a quelli di un fotogramma che restituisce i momenti successivi di un'azione (è il caso della testa di cavallo, visibile anche ad occhio nudo sulla destra della tavola), talvolta con modifiche radicali, come per la posa dell'asino; tutto questo perché Leonardo seguiva la libera evoluzione del suo pensiero.
Le prime prove di pulitura effettuate, discrete ma eloquenti, restituiscono la tipica tridimensionalità leonardesca e fanno emergere tracce di colore. Siamo certi che alla fine dell'intervento di restauro torneranno alla luce anche elementi finora passati in secondo piano, quelli che Antonio Natali, direttore della Galleria degli Uffizi, con una sorta di ossimoro definisce “dettagli salienti”: tra gli altri, la zuffa di cavalli e cavalieri, la cortina di angeli e l'edificio sulla destra che apparentemente sembra in rovina, ma ad un'attenta analisi si può notare come sia in fase di ricostruzione, allusione epifanica alla venuta di Cristo sulla terra, per ricostruire perfezionata l'antica alleanza, sulle basi del vecchio paganesimo.

 

Dettagli

Didascalie immagini

  1. Leonardo, Adorazione dei Magi, 1481-82, intero prima del restauro
  2. Leonardo, Adorazione dei Magi, particolare1 e in UV prima della pulitura
  3. Leonardo, Adorazione dei Magi, particolare1 e in UV dopo la pulitura
  4. Leonardo, Adorazione dei Magi, particolare2 e in UV prima della pulitura
  5. Leonardo, Adorazione dei Magi, particolare2 e in UV dopo la pulitura

In copertina:
Particolare che mostra prima e dopo la pulitura dell'Adorazione dei Magi


Il progetto di indagini diagnostiche e quello di conservazione e restauro sono stati messi a punto dall'Opificio delle Pietre Dure di Firenze (OPD):

  • Soprintendente: Cristina Acidini, Marco Ciatti
  • Direzione dei lavori: Marco Ciatti, Cecilia Frosinini

Restauro:

  • Roberto Bellucci e Patrizia Riitano, per gli strati pittorici
  • Andrea Santacesaria, per il supporto ligneo, con la consulenza di Ciro Castelli e Mauro Parri