L’enigma del vero
di // pubblicato il 18 Gennaio, 2009
Alla Galleria Civica di Palazzo Loffredo di Potenza sarà possibile fino al 15 di febbraio, svelare un grande enigma della cultura figurativa. Più di un centinaio di sculture, disegni e dipinti di artisti italiani dell'esposizione "L'enigma del vero. Percorsi del realismo in Italia 1870-2009", cercheranno di aprirci gli occhi e la mente davanti al rapporto dell'artista con il problema della rappresentazione della realtà.
L'esposizione curata da Laura Gavioli affronta in cinque sezioni cronologiche, l'interrogativo di cos'è la realtà e di qual è il rapporto dell'artista con il problema della rappresentazione della natura, della figura umana, di una composizione di oggetti partendo dalle esperienze degli ultimi anni dell'Ottocento e attraverso il Novecento giungendo fino agli anni Settanta.
Nei secoli il rapporto tra l'artista e il vero si è modificato profondamente e nell'età moderna, dal Romanticismo al Novecento l'interpretazione della realtà ha assunto un significato sempre più relativo lasciando prevalere il primato dell'artista con le sue idee e le sue visioni personali.
La mostra si apre con la sezione La sfida della realtà tra fine Ottocento e primo Novecento curata da Stefano Fugazza, affrontando il tema dell'assoluta aderenza al vero grazie all'esposizione di opere dell'Ottocento, da Gemito a Mancini, da Ximenes a Toma, da Pellizza da Volpedo, a Fattori arrivando fino al Novecento con Balla, Sironi.
Realismo magico, Novecento e anti Novecento curata da Giovanna Caterina de Feo, è il titolo della seconda sezione che affronta il periodo tra gli anni Venti e la fine della Seconda Guerra Mondiale periodo in cui l'approccio degli artisti verso la realtà che li circonda si manifesta con modalità e contenuti molto diversi e durante il quale si dibatte su come rappresentarla, la realtà, ma anche su quale realtà rappresentare.
Accanto agli anni Venti con opere da Dudreville a Morandi, Manzù, Messina anche le opere degli anni trenta da Casorati a Sassu.

Realismo e ideologia, il dopoguerra è la sezione condotta da Valerio Rivosecchi che cita nel titolo del suo saggio la frase di Renato Guttuso "Tempi pericolosi ma straordinari". Con un omaggio a de Chirico e un preambolo sui pittori moderni della realtà, Gregorio Sciltian, Pietro Annigoni, Antonio Bueno, gli anni Quaranta si chiudono con le opere di Guttuso e di Birolli aprendo la stagione del realismo del dopoguerra con Titina Maselli e Vespignani, Migneco, Treccani, i temi della civiltà contadina di Zigaina e l'alluvione in Polesine di Pizzinato, la Roma di Ziveri e la ricerca molto personale di Leoncillo e di Morlotti.
La sezione Consumo della realtà e realtà del consumo, a cura di Francesca Romana Morelli comprende gli anni Sessanta e Settanta e il nuovo rapporto con la realtà e i nuovi linguaggi e le complesse problematiche esistenziali e sociali con opere che spaziano da artisti come Jannis Kounellis a Ceroli a Leonardo Cremonini.

E infine la quinta sezione Obiettivo non obiettivo, dialoghi tra arte e fotografia la quinta sezione curata da Flavia Matitti prende in esame l'ingresso della fotografia nel panorama della pittura affascinando lo spettatore con una serie di maestri della fotografia e delle ricerche più recenti da Mimmo Jodice e Mario Cresci a Giuseppe Modica e Piero Guccione.
Un percorso espositivo accompagnato dal catalogo edito da Marsilio Editori con i testi di Laura Grazioli e dei curatori delle sezione. Un invito a scoprire insieme all'esposizione anche gli affascinanti paesaggi della Basilicata .