“L’energia del vuoto” ed il fascino della fisica

di Davide Giuseppe Colasanto // pubblicato il 02 Febbraio, 2011

Al centro del romanzo di Bruno Arpaia, L’energia del vuoto (Guanda), risiede la fisica. L’azione prende vita e ruota attorno al cuore pulsante della scienza: il CERN di Ginevra, ovvero il laboratorio di fisica più grande al mondo. A cento metri di profondità, tra Francia e Svizzera, sotto il laboratorio, si snoda il più potente acceleratore di particelle esistente, il Large Hadron Collider con i sui 27 km di circonferenza. Attorno agli esperimenti ed alle potenzialità di conoscenza del centro, s’amalgamano le vite dei personaggi. Pietro Leone corre, scappa via in macchina con suo figlio Nico, dopo aver ricevuto una busta contenente dati importanti sugli esperimenti del CERN, da sua moglie Emilia Viñas, scienziato del centro di ricerca. Il lettore scoprirà progressivamente cosa si nasconde dietro la misteriosa fuga immergendosi nel mondo della fisica, trasportato da Nuria, giornalista spagnola incaricata di scrivere un articolo sul CERN, tra i buildings del centro di ricerca ed i paesini svizzeri e francesi nei dintorni di Ginevra.

Ma nella trama, che sembra delinearsi come il plot d’una spy story, emerge l’affascinante mondo della fisica. E’ quest’ultima la vera protagonista del romanzo, che letteralmente soppianta i profili degli altri personaggi. Come donne seducenti le varie teorie fisiche vengono progressivamente enunciate ed esplicate. Nuria, inizialmente, rappresenta il lettore comune, ostico e disinteressato alle formule matematiche che risiedono dietro i movimenti delle particelle subatomiche. Ma pian piano, la giornalista viene attratta da notizie sconvolgenti, che gettano luci ed ombre sulle sicurezze dell’uomo. Ella scopre come la fisica ricerchi le risposte all’origine della vita, e l’unificazione di teorie differenti, particolarmente la quantistica e la relatività, in un'unica grande Teoria del Tutto. E così cade il velo di scetticismo e di disinteresse e la distinzione tra scienza ed arte. Parallela all’angoscia della coscienza di non sapere quasi nulla di certo sulla creazione dell’universo, si profila la spinta di conoscenza sulla vera natura del Tempo e dello Spazio.

L’autore riesce, tramite i dialoghi tra i personaggi, a dispiegare e rendere accessibili le differenti teorie della fisica, ma soprattutto ne esalta il fascino e la mancanza di distinzione con le altre arti. Del resto, questo punto viene ben delineato sin da subito con le citazioni ad inizio libro. Tuttavia, la potenza ed il mistero della fisica quasi spegne il motore della trama. Essa si mostra poco avvincente, lenta e non abbastanza organica. Ad esempio, il complotto islamico-fondamentalista e l’attentato alla Tour Eiffel risultano poco credibili, nell’economia del romanzo, perché pochi sono gli elementi, nel libro, che concorrono ad una costruzione forte e stabile della trama d’investigazione e mistero. Tra i personaggi brilla di luce propria l’affascinante Nuria, col suo carico inesauribile di sorrisi, che probabilmente rispecchia l’autore stesso nel suo avvicinarsi alla fisica. A parte i ben più dettagliati Pietro ed Emilia, i diversi scienziati si assomigliano molto delineandosi come voci differenti ma unite del coro della scienza. Menzione speciale per il professor Milanesi, personaggio portatore dei massimi interrogativi filosofici posti in questione.

Infine, stilisticamente, nei momenti di descrizione o enunciazione di sentimenti più profondi, l’autore tende verso un’elegante poeticità della prosa, resa da similitudini e procedimenti figurativi: “Sapeva di dover attraversare quella notte inquieto come un viaggiatore scrupoloso, salito in treno senza biglietto e senza un soldo”, “avrebbe potuto essere carina, però sembrava così timida da fermarsi ai bordi della bellezza come ai bordi della vita”.

 

Dettagli

L'ENERGIA DEL VUOTO
Autore: Bruno Arpaia
Pagg. 266 
Guanda
in libreria dal: 13 Gennaio 2011