L’emozione di “scoprire” Giotto ad Assisi
di // pubblicato il 13 Aprile, 2010
Come anticipato recentemente da Fabiola, il 10 Aprile è stato inaugurato ad Assisi l'evento I colori di Giotto - La Basilica di Assisi tra restauro e restituzione virtuale, un progetto di ampia portata che inaugura una serie di eventi culturali che dopo una prima fase nel biennio 2010-2011 si protrarrà nel tempo, con l'obiettivo di mostrare al pubblico l'immenso patrimonio sparso sul territorio di Assisi.
In occasione dell'VIII centenario dell'Approvazione della Regola di San Francesco, I colori di Giotto offrirà al pubblico l'opportunità di ammirare alcune opere del grande artista sotto una luce diversa. Infatti sarà possibile ammirare il restauro in corso dei dipinti murali della Cappella di San Nicola (Basilica Inferiore di Assisi), un'occasione unica non solo di vedere a distanza ravvicinata l'opera di Giotto salendo sui ponteggi allestiti proprio per portare a termine il restauro, ma anche di osservare da vicino il lavoro degli specialisti che si prendono cura di questi delicatissimi capolavori. Come è stato sottolineato nella conferenza stampa di presentazione sarà quasi possibile “ascoltare il rumore dei pennelli” dei restauratori al lavoro. Ecco quindi che attraverso i saggi di pulitura emergono i colori vibranti degli abiti, le sfumature dell'incarnato e quel che resta dell'oro delle aureole e delle decorazioni, che sembrano ancor più stupefacenti se confrontati con le aree ancora da pulire, opacizzate e sbiadite.

Parallelamente, presso il Palazzo di Monte Frumentario, sarà allestita una mostra che permette di visualizzare riproduzioni ad alta definizione del ciclo di affreschi delle Storie di San Francesco (ospitati nella Basilica Superiore) nei quali, grazie alla tecnologia digitale sono stati riprodotti i colori originali delle opere, ormai irrimediabilmente persi a causa del tempo. In altre parole sarà possibile avere un'idea di quanto i primi pellegrini hanno potuto ammirare quando, alla fine del Duecento i dipinti sono stati svelati al pubblico. Oltre alle stampe a colori, i visitatori avranno a disposizione dei touch screen che mostrano i dipinti così come li vediamo oggi, ma tramite immagini ad altissima definizione: interagendo direttamente con la superficie dello schermo sarà possibile ingrandire una qualsiasi area del dipinto, fino a visualizzare i minimi particolari – si distinguono chiaramente le singole pennellate, così come i dettagli più minuti dei volti e le decorazioni delle architetture.

Proseguendo nella mostra i visitatori potranno inoltre “entrare” nella riproduzione digitale del dipinto Innocenzo III approva la Regola Francescana, settimo dei 28 quadri che compongono il ciclo delle Storie: il dipinto è riprodotto in 3 dimensioni, ricavando i dati prospettici dall'originale. L'installazione video è fruibile all'interno di una stanza dedicata, nella quale si può interagire parzialmente con la scena; infatti dei sensori “seguono” il movimento del visitatore, e modificano la scena di conseguenza: avanzando verso lo schermo entreremo quindi nella scena, girandoci verso destra o sinistra potremo scorgere differenti prospettive dell'ambiente tridimensionale. Le figure si animano, i suoni avvolgono lo spettatore e per qualche minuto sembra di camminare all'interno degli ambienti ideati da Giotto. Questa straordinaria esperienza è stata possibile grazie a un progetto messo a punto dal CNR appositamente per questo evento.

Sempre presso il Palazzo di Monte Frumentario i visitatori potranno infine assistere alla proiezione di un video che ripercorre la storia dei recenti restauri delle opere contenute nella Basilica Inferiore e in quella Superiore, cominciati all'indomani del disastroso terremoto del 1997. Nel video è soprattutto sottolineato l'immenso lavoro di restauro che solo recentemente ha permesso di poter ammirare nuovamente le porzioni degli edifici crollati a seguito del sisma. Si tratta di un documento che rende giustizia al lavoro dei tanti specialisti e volontari che hanno permesso di portare a termine questo lavoro che sembrava quasi impossibile.

Come suggerisce Claudio Ricci, Sindaco di Assisi e presente all'inaugurazione, I colori di Giotto non è una semplice mostra, ma un progetto culturale che di fatto offre un nuovo modo di concepire gli eventi dedicati all'arte: abbandonando un approccio prettamente didattico, che spesso contraddistingue questi progetti, l'evento di Assisi si basa invece soprattutto sull'aspetto emotivo, cercando non solo di offrire allo spettatore delle nozioni, ma di renderlo partecipe di un'esperienza artistica assolutamente unica. Ma nonostante questo approccio che potremmo definire “emozionale” all'opera di Giotto, questo progetto permette a chi vuole approfondire questioni più tecniche di apprezzare alcuni aspetti dell'opera dell'artista spesso poco considerati dalla critica e dalla storia dell'arte.
Il curatore Giuseppe Basile, profondo conoscitore dell'opera Giottesca, sottolinea come la riproposizione dei colori originali, pur salvaguardando un'etica rigorosa del restauro – i colori sono presentati solo su tavole digitali preparate per l'occasione, mentre sugli originali sono stati eseguiti solo interventi conservativi – permetta di apprezzare la capacità di Giotto di dare profondità spaziale non solo tramite la costruzione prospettica, ma anche tramite l'uso sapiente del colore. Purtroppo il deterioramento della materia pittorica rendono difficile rendersi conto di questa caratteristica, che di fatto rende Giotto un vero precursore del Rinascimento. Grazie alla tecnologia invece oggi possiamo aggiungere un altro tassello agli studi su questo grande genio dell'arte.