Le Terre degli Etruschi
di // pubblicato il 24 Dicembre, 2010
Per la prima volta in assoluto una grande campagna interregionale che promuove la conoscenza dei primi abitatori della Tuscia e del territorio che comprende le odierne Toscana, Lazio e Umbria.
Le tre regioni sono le protagoniste di un piano integrato per comunicare la ricchezza del loro patrimonio archeologico, attraversando itinerari turistici alternativi capaci di coniugare l'aspetto ludico a quello culturale.
Si parla di una vera e propria esposizione diffusa che avrà la sua porta d'accesso in Toscana, nel Museo archeologico e d'arte della Maremma di Grosseto e da lì porterà nei territori degli Etruschi, in tutti i musei archeologici, e magarì, perché no, facendo un salto a Bruxelles attraverso l'Agenzia per il Turismo di Grosseto.
Tornare indietro di tremila anni e immergersi nello straordinario mondo di un popolo misterioso e affascinante.
Seguire i resti di un passato misterioso, in un percorso che dalle alture dell'antica acropoli, la città dei viventi, conduce alle profondità degli ipogei, le buie tompe sotterranee.
Restare affascinati dalla magnificenza della porta etrusca e dall'imponenza delle mura ciclopiche, simboli del potere di una delle principali città della dodecapoli etrusca.
Farsi rapire dai bassorilievi delle urne cinerarie in tufo e alabastro, specchio di una civiltà così evoluta da accostare la donna ll'uomo nella struggente Urna degli Sposi.
“Le Terre degli Etruschi” è stato premiato dal Presidente Caldoro come migliore espositore della XIII Borsa Archeologica di Paestum e non solo, lo stesso progetto ha organizzato il convegno “Gli Etruschi in Europa”, una delle iniziative più significative realizzate al suo interno.

Alessandro Maria Barelli ha sottolineato “l'esposizione rappresenta uno straordinario percorso che descrive la storia del mondo etrusco, le sue abitudini di vita, le sue religioni, le donne, le armi, la vita quotidiana”, Giorgio Baratti ha aggiunto “il visitatore è accompagnato, durante l'esposizione, nello straordinario viaggio dell'antico popolo attraverso una ricostruzione virtuale riprodotta in 3D e l'utilizzo della tecnologia del laser – scanning, che permette una divulgazione intelligente, ad alto livello ed a costi contenuti, capace di produrre un valore aggiunto alla fruizione del bene archeologico”.
A partire dal 30 dicembre prossimo e fino al settembre 2011, sarà possibile interagire con un totem multimediale intitolato “I nostri geni” su cui scorrerà un dvd e dove si potrà navigare a volo d'uccello sul territorio dell'Etruria alla scoperta dei suoi abitanti ed entrare nelle loro città e nelle necropoli. Numerosi sono i musei che aggiungeranno un allestimento dedicato al banchetto etrusco.
Coordinatore della azioni promozionali è l'APT di Grosseto, nell'ambito della campagna di rilancio del turismo italiano a livello internazionale, con lo scopo di rinnovare e rendere appetibile l'immagine della civiltà etrusca, rendendola un “brand” turistico che funga da traino per una vasta area geografica interregionale. Dei 2,8 milioni di euro investiti nel progetto, il 90 % è stato finanziato dalla Presidenza del Consiglio dei ministri, prevedendo soprattutto il coinvolgimento degli alunni delle scuole medie, dei musei che conservano reperti etruschi e degli operatori turistici che offrono ai visitatori pacchetti personalizzati a tema per gruppi, famiglie e singoli turisti.
Parlare degli Etruschi è da sempre difficile perchè si tratta di un popolo che rappresenta la prima grande cività dell'Italia antica, e l'aver vissuto e prosperato in mezzo a due popoli importanti come i Greci e i Romani ha attenuato la risonanza delle gesta, delle scoperte e della vita quotidiana di questo popolo.
Aver avuto poche fonti letterarie a disposizione ha contribuito a generare quell'alone di mistero che ammanta le loro imprese.
Eppure quella etrusca è una civiltà che ha lasciato tracce indelebili: dalle origini alla scrittura, dai riti alla quotidianità, dalle scoperte architettoniche all'emancipazione della donna all'interno di una società, per l'epoca, particolarmente evoluta.
Nasce allora l'esigenza di far conoscere al grande pubblico questo patrimonio riemerso grazie ai grossi passi compiuti dall'etruscologia, che mano a mano ha svelato gran parte di quello che i reperti e siti archeologici ci hanno raccontato fino ad oggi sui nostri antenati.
Una civiltà quella etrusca, che ha saputo mantenere la propria identità ed originalità a lungo, rielaborando e mantenendo contenuti propri all'interno della profonda integrazione con le culture vicine lasciando tracce indelebili nei territori dell'antica Etruria.