Le Stanze del Collezionista
di // pubblicato il 12 Novembre, 2010
In occasione della Settimana Internazionale dei Beni Culturali e Ambientali Florens 2010 che inizia oggi, di cui vi ha anticipato Elena lo scorso mese, l'Associazione Antiquari d'Italia, accogliendo l'invito di Vasco Galgani - Presidente della Camera di Commercio fiorentina - ha deciso di partecipare alla manifestazione con una propria iniziativa e negli stessi ambienti sede della Biennale Internazionale dell'Antiquariato evento che, dal 1959, negli anni dispari, rappresenta l'arte italiana al massimo livello

Dal 18 al 21 novembre Palazzo Corsini ospiterà un'originale originale esposizione di oggetti di antiquariato e da collezione di proprietà degli Associati che hanno inviato un oggetto a propria scelta oltre a provvedere ai costi di partecipazione. Tutte le opere sono poi state composte, secondo lo spirito di un collezionista eclettico, nell'allestimento a cura di Pier Luigi Pizzi.

C'è da perdersi in mezzo a tanta variegata bellezza, certamente non si resta indifferenti di fronte alla cera policroma di Giovan Francesco Pieri (n.d.r. viene da pensare di stamparla in serie per inviarla a certi chirurghi plastici).

Partecipano a “Le Stanze del Collezionista” antiquari provenienti da varie città italiane per rendere idealmente omaggio al primato di Firenze nel campo del mercato dell’arte e ribadendo il loro contributo, consolidato da decenni, al mondo della cultura e della conoscenza.

Il presidente dell'Associazione, Giovanni Pratesi sottolinea come le ragioni della presenza "scaturiscono da una profonda gratitudine nei confronti della Città che ospita gli antiquari da tempo ormai storico, ma anche per evidenziare il ruolo che gli antiquari svolgono nella vita culturale internazionale e del nostro paese. Nell’occasione di questo appuntamento gli antiquari hanno avvertito la necessità di offrire a Florens2010 la visione di opere d’arte di grande qualità, spesso inedite".

Nel volume edito per l'occasione, nell'intervento di Vasco Galgani, si legge: "A un romanziere come Marcel Proust bastava tuffare un biscotto nel tè per far affiorare il passato. Ma lui era un grande romanziere. Noi, normali esseri umani, abbiamo bisogno di circondarci di oggetti del passato, belli, ben conservati, ben restaurati, significativi, per cercare col tempo, con lo studio e con la frequentazione di calarci, un po’ alla volta, nelle epoche che ci hanno preceduto e sognare di riviverle.

Fortunati quindi gli antiquari, che coniugano mestiere e passione, intuizione ed esperienza, occhio attento e analisi stilistica per mettere a disposizione di noi, gente comune, innumerevoli “macchine del tempo” che il tempo riescono a sfidarlo e si apprezzano e saranno apprezzate anche dalle generazioni future.

Un mobile, un quadro, una scultura lignea risalenti a un lontano passato potranno anche non essere opere d’arte di primaria importanza, ma riuscire ad arredare almeno una stanza della propria casa “in stile” significa costruirsi pezzo per pezzo la propria macchina del tempo.

Fortunati anche gli antiquari perché incarnano al meglio la cultura che diventa business. E’ per questo che la Camera di Commercio di Firenze e l’Associazione Antiquari d’Italia hanno proposto per la prima biennale della cultura fiorentina, nata dall’associazionismo economico fiorentino e dall’associazionismo voluta, gestita e organizzata, questa mostra 'Le stanze del collezionista', perché cultura è business; e più alta e universale sarà quella cultura, più sicuro e condiviso sarà il business.

Fortunati anche gli ospiti della mostra, della biennale, della città, del territorio, perché, usciti dalle 'stanze del collezionista' e dagli altri appuntamenti della biennale, si offrirà ai loro occhi una città e un territorio che non lesinano, non centellinano nessun aspetto della propria cultura: talvolta l’hanno sottovalutata, qualche volta anche snobbata, ma in fondo Firenze e i fiorentini sanno che proprio e solo questa è la ragione per cui il resto del mondo vuole venire qui almeno una volta nella vita...".
