Le rughe della città
di // pubblicato il 01 Dicembre, 2010
Anche le città si possono considerare organiche, caratterizzate da una vivacità che esula dal loro essere gremite di persone.
JR, artista parigino, negli ultimi dieci anni ha proprio lavorato su quest’aspetto, adottando un punto di vista diverso, uscendo dai percorsi già battuti che vogliono la città come scenario entro cui si muovono soggetti e trasformandola in co-protagonista in opere piuttosto particolari.

Con “The Wrinkles of the City” JR ha incontrato e fotografato sia a Shanghai che nella città spagnola di Cartagena anziani locali, attaccando successivamente le immagini sugli edifici in cui loro abitavano. Una chiara dichiarazione d’intenti, il cui valore può essere paragonato solo alle loro grandi dimensioni: in questo senso le rughe del titolo fanno riferimento non solo agli evidenti solchi epidermici sui volti ritratti ma anche alle crepe degli edifici che come giganti di cemento rappresentano la storia della città, così come gli anziani incarnano quella umana.
Ancora visibile fino all’11 dicembre 2010 presso la 18Gallery di Shanghai, la riproduzione fotografica di questi interventi traccia i limiti di un ulteriore campo di riflessione; contravvenendo in parte all’idea originale che presupponeva l’identificazione di un agglomerato di ferro e cemento come qualcosa di vitale, il fatto stesso di applicare le immagini su un supporto inusuale ma comunque vicino alla tela, ci ricorda come anch’esso possieda una dimensione ed una superficie e come di conseguenza si possa considerare un mero supporto.

La convivenza di questi due aspetti è davvero inconciliabile? No. Credo piuttosto che la loro coesistenza sia l’espressione di ciò che è la modernità oggi; in definitiva la società odierna viaggia da sempre su un doppio binario, perennemente in bilico tra l’umanità delle persone che la abitano e le strutture che la compongono. Niente di così fuori dal comune, solo un altro modo per descrivere la realtà dei fatti.
La mostra si può considerare, inoltre, come una sorte di commento alla natura del tempo all’interno delle metropoli. Grande la distanza tra queste immagini e le raffigurazioni che tappezzano i muri delle città quotidianamente; particolarmente evidente la differenza tra i ritratti di persone comuni, al di fuori del sistema e le immagini di eterna giovinezza che spiccano dai cartelloni pubblicitari.
Che JR preferisca applicare le sue opere sui muri degli edifici in attesa di essere rimpiazzati sembra un modo per urlare al mondo: ” Ehi, guardate tutti ciò che presto scomparirà, ciò che verrà miseramente inghiottito dal sistema, non solo edifici con una storia ma anche e soprattutto la storia delle persone!”.