Le pitture trecentesche della “Camera del Podestà”
di - pubblicato il 08 Febbraio, 2010 in News
A San Gimignano sono iniziati i restauri delle pitture trecentesche della “Camera del Podestà”, della Torre Grossa del Palazzo Comunale.
Questi affreschi realizzati tra il 1305 e il 1311 da Memmo di Filippuccio sono tutti incentrati sul tema dell’amore. Da una lato è rappresentato l’amore infelice, tra i personaggi, il filosofo Aristotele innamorato della cortigiana Fillide e Paolo e Francesca di Dante mentre dall’altra, in contrapposizione, sono raffigurate scene tipicamente matrimoniali.

Il restauro, realizzato grazie al sostegno della Fondazione Monte dei Paschi di Siena e fortemente voluto dalla Soprintendenza per i Beni Storici e Artistici di Siena e Grosseto, dal Comune di San Gimignano e dalla Fondazione Musei Senesi, non comporterà solo la rinascita di questi preziosi affreschi ma sarà anche l’occasione per una ristrutturazione complessiva della Camera.

Il primo restauro risale ai primi anni del ‘900 quando furono scoperti sotto vari strati di imbiancatura; in seguito, verso gli anni Settanta, subirono un ulteriore intervento. L’impresa Arc, Conservazione e Restauro di Giuseppe e Massimo Gavazzi, seguirà il restauro che donerà luce e colore a questi splendidi affreschi, simbolo rilevante della pittura senese dei primi del Trecento. Il pittore Memmo di Filippuccio , consolidò la formazione pittorica nella basilica superiore di Assisi tra il 1303 e il 1317 ed in seguito si trasferì definitivamente a San Gimignano diventando un protagonista della scena artistica della città. In seguito i figli, Memmo, Lippo e Tederigo seguirono con successo l’attività artistica del padre.
Il cantiere di restauro, aperto fino a primavera, sarà visitabile e consentirà al visitatore di osservare le varie fasi di avanzamento dei lavori.