Le piazze di Roma volano all’Expo di Shangai
di // pubblicato il 08 Maggio, 2010
Le immagini di venti piazze della città eterna volano in Cina e diventano ambasciatrici dell’innovazione del Made in Italy nell’architettura, nell’arte e nell’arredo urbano, complice l’Expo 2010 che ha scelto, per l’Esposizione Universale di quest’anno a Shanghai, il tema Better city, better life (Città migliore, vita migliore)

Ngli spazi del prestigioso museo MoCa - Museum of Contemporary Art di Shanghai fino al 5 giugno, la mostra “Piazze di Roma” a cura di Achille Bonito Oliva e Cecilia Casorati, realizzata dall’Istituto nazionale per il Commercio Estero (ICE) e dal Comune di Roma, offrirà ai visitatori le immagini degli spazi romani, promuovendo tutto ciò che contribuisce a migliorare la qualità della vita nelle città di oggi.
Venti piazze romane nell’interpretazione di venti fotografi e di venti artisti italiani che con i loro lavori interpretano i luoghi più significativi della Capitale e l’evoluzione delle piazze romane, mettendo in evidenza come lo sforzo degli architetti, degli ingegneri e degli artisti sia stato una costante nella storia della città sia nell’evoluzione che nella conservazione.

Una vetrina e un’occasione a livello internazionale per accendere i riflettori sulla Capitale e “In particolare sui nostri architetti, ingegneri e imprenditori capaci di realizzare nuovi arredi urbani funzionali, pavimentazioni sicure, illuminazioni innovative” ha sottolineato il presidente dell’ICE Umberto Vattani.
La piazza, luogo centrale nello sviluppo di una città italiana, rappresenta un modello che Roma in particolare ha definito e sviluppato nel corso dei suoi 3000 anni di storia, spaziando dal Foro imperiale al Basso ed Alto Medioevo, dal Rinascimento al Barocco, fino all’architettura degli anni Trenta e quella neo-razionalista degli anni Settanta.

Venti fotografi italiani sono stati invitati ad immortalare con il loro sguardo altrettante piazze, per realizzare ognuno un fondale davanti al quale è collocata una scultura di artisti contemporanei che crea così un “corto circuito” - come lo ha definito il curatore Bonito Oliva- con l’architettura dei luoghi.

Lo spazio del museo di Shanghai diventa per l’occasione una grande piazza costellata dalle immagini di venti interpreti della camera oscura e dalle opere tridimensionali di altrettanti artisti italiani, scelti per la loro straordinaria capacità di porre in relazione il loro lavoro con lo spazio che lo ospita.
Un accostamento delle opere fotografiche di grande formato, opere scultoree e di design e contributi musicali che diventa ambasciatore dell’ Italia nel mondo.