Le opere napoletane di Giorgio Vasari a Capodimonte

di Amici in Visita // pubblicato il 14 Marzo, 2011

- di Nadia de Lutio -

Un piccolo spazio al secondo piano del museo di Capodimonte ospita fino al 27 marzo la mostra Vasari a Napoli. I dipinti della sacrestia di San Giovanni a Carbonara.
Il restauro, gli studi, le indagini, dedicati alle opere che Giorgio Vasari realizza durante il suo soggiorno napoletano. Nello specifico, la mostra vuole mettere a disposizione del grande pubblico i risultati del recente restauro (promosso dall’associazione culturale Atlantide ritrovata) delle sedici tavole provenienti dalla sacrestia della chiesa di san Giovanni a Carbonara, fondazione agostiniana trecentesca.

In mostra anche pannelli relativi alle operazioni del restauro e il video dedicato proprio al periodo napoletano del grande artista e trattatista aretino.
Esposte anche, in collezione permanente, quattro opere di Vasari (le due lunette de La cena in casa del fariseo e le tavole de La presentazione al tempio e de Resurrezione di Cristo) provenienti dalla chiesa di santa Maria di Monteoliveto. 
È Giorgio Vasari stesso, nell’autobiografico Libro delle ricordanze, a far luce sulla sua presenza a Napoli (novembre 1544 – settembre 1545) che lo vede in opera per la decorazione del refettorio interno al complesso monumentale di santa Maria di Monteoliveto (dall’Ottocento diventa Sant’Anna dei Lombardi), con la realizzazione degli armadi della sacrestia, di una tavola con una Crocifissione per la chiesa agostiniana di san Giovanni a Carbonara, per la decorazione di quattro portelli ad olio per l’organo del Duomo di Napoli (le ante sono state spostate dalla destinazione originaria nel Settecento).

Nonostante l’importanza dell’intera produzione napoletana di Vasari (le lunette realizzate per gli olivetani rappresentano infatti l’esempio più emblematico della sua maniera moderna a Napoli), vera protagonista della mostra è l’impresa decorativa per la chiesa di san Giovanni a Carbonara dove Vasari si avvalei infatti delle esperienze più vicine al mondo laico che a quello specificamente religioso (il riferimento agli studioli rinascimentali è d’obbligo) non propone una decorazione a tarsie o a rilievi bensì tavole dipinte a olio.
Le ventiquattro tavole per gli armadi della chiesa di san Giovanni a Carbonara rappresentano le storie di sacrificio di alcuni protagonisti delle vicende cristiane.
Il tema che le unisce tutte è - come già detto - quello del sacrificio, inteso come prefigurazione del più grande sacrificio: il supplizio, la crocifissione di Cristo.
Purtroppo non sono giunte fino a noi tutte le ventiquattro tavole realizzate per gli armadi della sacrestia di san Giovanni a Carbonara: alcune sono andate disperse e due sono state portate in Francia durante il periodo napoleonico (attualmente sono conservate nei musei di Avignone e Troyes).
A Napoli sono rimaste solo sedici tavole che, a seguito dell’umidità a cui erano state esposte per lo spegnimento di incendi provocati dai bombardamenti durante la guerra, nel 1941 hanno cominciato a subire i primi interventi di restauro.

Un primo intervento urgente avviene tra 1941 e 1943, un secondo negli anni Sessanta e, infine, un ultimo restauro comincia a prendere forma dal 2005 e in occasione della mostra mette a disposizione della comunità i suoi risultati. Quest’ultimo intervento vede coinvolto nell’impresa il restauratore Bruno Tatafiore, mentre le analisi preliminari sono state portate avanti dallo studio M.I.D.A. di Claudio Falcucci. Attraverso lo studio del materiale visivo offerto dai pannelli (immagini delle tavole nello stato conservativo precedente rispetto all’ultimo restauro, foto ad altissima definizione, riflettografie ad infrarossi) il visitatore potrà notare il grande passo che è stato compiuto attraverso questo restauro soprattutto in relazione alla leggibilità delle tavole.

Per parlare del futuro delle opere napoletane di Vasari è bene ricordare che la chiesa di san Giovanni a Carbonara versa in condizioni conservative pietose: come associazioni e alcuni singoli hanno denunciato anche per altre chiese, il maltempo può condizionare la vita (talvolta la sopravvivenza) di certi edifici e dei tesori che ospitano. Sebbene gli orientamenti attuali in merito alla conservazione delle opere consiglino in linea di massima il mantenimento delle opere nel luogo di origine, forse nel caso di opere così palesemente esposte a danni, la soluzione migliore sarebbe il ricovero presso una struttura (magari proprio il museo di Capodimonte) più adatta.

 

Dettagli

DIDASCALIE

  • Giorgio Vasari
    Caino e Abele
    Napoli, chiesa di San Giovanni a Carbonara
  • Giorgio Vasari
    Danza di Salomè
    Napoli, chiesa di San Giovanni a Carbonara
  • Giorgio Vasari
    Sacrificio di Isacco
    Napoli, chiesa di San Giovanni a Carbonara


Immagini gentilmente forniteci a esclusiva
integrazione del presente articolo dalla
Soprintendenza per i Beni Architettonici,
Paesaggistici, Storici, Artistici ed
Etnoantropologici per Napoli e Provincia

Mappa

Dove e quando

  • Fino al: - 27 Marzo, 2011
  • Indirizzo: Museo di Capodimonte, Napoli

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