Le macerie rivelano

di Elena Vannoni // pubblicato il 12 Agosto, 2010

E' il titolo della mostra che raccoglie la storia, la vita e la cultura di una città che ha saputo reagire dopo una catastrofe impensabile.
Il significativo percorso archeologico della rassegna è stato realizzato su iniziativa del Soprintendente ai Beni Archeologici per l'Abruzzo, Andrea Pessina e dal Vice commissario per i Beni Culturali, Luciano Marchetti, che ha spiegato: “Questi lavori sono stati diretti dall'archeologo Vincenzo Torrieri non certo per fare archeologia, non era e non è ancora questo il momento, ma per avvalersi di tecniche idonee per la comprensione dei fenomeni fisici e per la restituzione di tutti gli elementi componenti l'architettura e l'apparato decorativo di complessi monumentali ciclicamente distrutti da terremoti che fin dalla fondazione hanno interessato la città dell'Aquila”.

I reperti sono esposti nella corte di Palazzo Ignazio Silone, sede della Regione Abruzzo a L'Aquila, e comprendono una serie di inediti portati alla luce grazie al paziente e amorevole lavoro di recupero della Saf (Squadra alpina speleo fluviale) dei Vigili del fuoco, raccontato dal Direttore Regionale dei Vigili del Fuoco, Sergio Basti, e dal coordinatore delle squadre SAF, Gabriele Miconi, ricordando tutto il sudore, la pazienza, la professionalità di coloro che hanno contribuito a salvare quelle preziosità, impedendone il conferimento in discarica

Il percorso è articolato su una trentina di pezzi che rappresentano una selezione tipologica di materiali lapidei componenti architettura e apparato decorativo di alcuni complessi monumentali tra i più antichi di L'Aquila come la chiesa di Santa Maria Paganica e la Basilica di Santa Maria di Collemaggio, di cui si erano perse traccia fisica e memoria. 

L'esposizione propone capitelli, porzioni di colonnine e di altri elementi decorativi, parti di lastre tombali, lacerti di affreschi dove, in uno particolare, è riconoscibile una testa di Santo con aureola prospettica in foglia d'oro proveniente dalla Chiesa di Santa Maria Paganica e databile alla seconda metà del XV secolo. 
Si tratta di una selezione di opere che si pensavano irrimediabilmente perdute e invece tornate alla luce grazie anche e soprattutto al lavoro di selezione delle macerie effettutato da un team di esperti, diretti da un funzionario archeologo della Soprintendenza Archeologica per l'Abruzzo, coadiuvato da architetti e storici dell'arte.

I materiali esposti sono presentati come una mera testimonianza archeologica con una semplice descrizione della materia del manufatto e degli ambiti culturali di riferimento senza entrare nel merito dei possibili risvolti storico-culturali, e come ha spiegato l'archeologo e curatore dell'allestimento Vincenzo Torrieri: “Ci sembrava giusto riavviare il processo di storicizzazione degli inediti rinvenuti e dare la possibilità a storici, critici, professionisti e addetti ai lavori di esprimersi in merito e, nello stesso tempo, far conoscere a tutti le nostre scoperte, il nostro lavoro: il lavoro di recupero e di rimozione delle macerie post-sisma”.

L'allestimento ha trovato nei sotterranei della Giunta regionale la sua collocazione ideale e il Commissario delegato per la ricostruzione e Presidente della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi, ha sottolineato: “Mi congratulo con coloro che con tanta maestria hanno lavorato alla riscoperta di questi importanti inediti. Importanti vorrei dire non solo per gli studiosi e gli esperti del settore, ma per chiunque voglia ammirare ed apprezzare le opere del passato. E' sicuramente una mostra che va fatta conoscere alla città magari coinvolgendo anche, alla ripresa dell'anno scolastico, studenti e insegnanti”.

 

Dettagli

DIDASCALIE IMMAGINI

3 vedute dell'allestimento espositivo

Mappa

Dove e quando

Le Macerie Rivelano

  • Fino al: - 31 Ottobre, 2010
  • Indirizzo: Palazzo Ignazio Silone (sede Regione Abruzzo), L'Aquila, via Leonardo Da Vinci

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