Le favole a Milano

di Flavia Molinari // pubblicato il 14 Marzo, 2011

Mi sembra di diventare un pochino troppo monotona a forza di parlare della solita Milano, ma ci sono talmente tante belle cose da vedere, che continuo imperterrita su questa strada. Oggi sono uscita dalla metropolitana proprio di fianco al gugliato e immenso Duomo e ho voluto fiancheggiare i cinque bei portoni della facciata per riguardarli con attenzione, perché di solito mi dimentico che esistono.
Stranamente sono tutti del secolo scorso (si ha da fare con la famosa “fabbrica del Duomo”): infatti è nel 1906 che Lodovico Pogliaghi finisce il primo portale in bronzo, mentre gli altri sono stati messi dopo il 1943 perché il Duomo aveva subito molti danni con i bombardamenti. Comunque quello che mi piace di più è quello realizzato da Luciano Minguzzi, dove sono raccontate le più importanti vicende capitate a questo edificio, giusto simbolo di Milano.

Bene, ora vado di volata a Palazzo Reale perché ci sono delle mostre davvero belle, anzi eccezionali per l’accuratezza di scelte e le opere esposte. Come tutti noi, ho i miei pallini fissi e devo riconoscere che l’assessore Finnazzer Flory ne ha azzeccati ben due: Giuseppe Arcimboldi e Alberto Savinio (Atene 1891 – Roma 1952).
 Probabilmente quello che mi affascina in tutti e due è la “ricercata ricerca” del dipingere in maniera assolutamente nuova, impensata, piena di simpatiche sorprese con riferimenti culturali non pesanti ma “intriganti”.
Alberto Savinio. La commedia dell’arte” è una mostra che rimane aperta sino al 12 giugno, quindi c’è molto tempo per venire a Milano e godersi un po’ di tutto oltre alle mostre: il mio consiglio è di venire in aprile, mese carico di attività abbastanza uniche e interessanti. 

Saranno organizzate delle visite guidate pressoché gratuite per fare scoprire qualche particolare in più di questa grande città; oppure dal 12 al 17 nel Salone del Mobile si potrà andare a scoprire tutto quello che i designer di tutto il mondo propongono di nuovo per l’arredamento e il complemento d’arredo. E’ un avvenimento che copre tutta la città, dappertutto si viene coinvolti in una kermesse sbalorditiva per idee, ospitalità, performance, sorprese, presentazioni, soprattutto nel Fuori Salone della zona Tortona e di via Ventura.
A chi non interessano le nuove e originali creazioni dei designer odierni viene offerta, dal 13 al 17 aprile, dentro le mura della Permanente di via Turati, una accurata e ricercata mostra mercato dell’antiquariato d’eccellenza “Collezioni d’Arte”, ormai alla sua quarta edizione. A esporre sono solo 50 galleristi selezionati in Italia e all’estero che porteranno importanti dipinti antichi e moderni, argenti di valore storico, manufatti tessili, arredi antichi, interessanti pezzi archeologici e molto altro ancora: insomma chiunque può dedicarsi a ciò che gli interessa di più.

Ora basta divagare, torno al geniale, quasi leonardesco Savinio per godermi i suoi favolistici racconti, ricordandomi che durante la conferenza stampa è stato detto ”La mostra è bella, troppo bella, ma pochi la capiranno”. Non sono d’accordo perché la mente e lo spirito non possono essere che contenti davanti alle sue opere, in realtà essi sono stimolati a trovare ogni recondito motivo che ha spinto l’artista a inventarsi la storia che dipinge, scrive o disegna su un qualsiasi pezzo di carta.
Non bisogna neanche dimenticare che Alberto è stato un personaggio poliedrico e molto bravo in ogni sua manifestazione: si è occupato, oltre che di pittura e scultura, anche di scenografia, di musica e ha scritto pezzi memorabili per acutezza e sensibilità.
Penso che la sua amicizia con Federico Fellini abbia creato una notevole solidarietà e scambio di impressioni tra i due, aumentando la poetica del ghiribizzo fantastico soprattutto del giovane Fellini.
Savinio costruisce con costanza uno straordinario mondo di favole, dove gli animali diventano persone, o gli uomini finiscono per essere animali sinuosi e accattivanti, è un artista senza epoca, propone continui riferimenti alla mitologia, al rinascimento e persino alla pop art (vedi i lampi coloratissimi).

I suoi volti sono molto chiari, quasi cerei, l’abbigliamento è spesso fuori tempo, rinascimentale appunto, ricco di pieghe e trine dipinte con un’accuratezza quasi pignola e nello sfondo propone con frequenza un universo architettonico dai riferimenti letterali e si nota facilmente la sua ricerca di lavorare sulla diagonalità.
Nelle cinque sezioni della mostra (Miti dipinti, Letterature dipinte, Architetture dipinte, Oggetti dipinti, Scenografie dipinte) sono esposte quasi cento opere e l’allestimento (dello studio ARCH.IT) è così intelligente da dare la possibilità di sentirsi spettatori alla ricerca di inquadrature personalizzate grazie alle “finestre” presenti nelle pareti divisorie.
Accompagna questa mostra un nutrito catalogo, pubblicato da 24 Ore Cultura Gruppo 24 Ore, con saggi del curatore Vincenzo Trione, di Gillo Dorfles e di tanti altri ancora: un volume da non perdere. 
Come sempre sono state organizzate visite guidate per singoli visitatori, per famiglie, per gruppi e il sito aiuta a trovare le date e gli orari di tutte le iniziative collaterali.

 

Dettagli

DIDASCALIE IMMAGINI
Alberto Savinio
 

  • Bataille de Centaures, 1930
  • Songe d'Achille, 1929
  • Apollinaire - Tête antique, 1927
  • Roger et Angélique, 1931

Mappa

Dove e quando

Alberto Savinio. La commedia dell'arte

  • Fino al: - 12 Giugno, 2011
  • Indirizzo: Palazzo Reale, Milano
  • Sito web

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