Le dimore eterne di Assiut e Gebelein
di // pubblicato il 09 Marzo, 2010
Quando Horus, figlio di Osiride, apre gli occhi
riempe tutto l’universo di luce,
ma quando li chiude nasce l’oscurità
Finalmente, e per la prima volta in assoluto, possiamo visitare virtualmente due capoluoghi di provincia nell’antico Egitto, Assiut e Gebelein, dove sono custoditi da 4000 anni i segreti della vita quotidiana e della vita nell’aldilà.
Oggi a distanza di quasi 100 anni, dopo un accurato lavoro di studio e di restauro, è possibile per tutti rivivere l’esperienza e le emozioni di quelle straordinarie scoperte, effettuate fra il 1908 e il 1920 dalla Missione Archeologica Italiana.
Esposte per la prima volta 40 pareti di sarcofago con geroglifici incisi e dipinti e 10 stele recentemente restaurate che svelano i segreti della scrittura geroglifica e permettono di conoscere le credenze funerarie e le principali divinità del Pantheon egiziano.

Di straordinaria fattura sono le statue in legno destinate a riprodurre il corpo del proprietario nella vita eterna, mostrando i signori della città in posa elegante e composta, con un lungo bastone di appoggio e uno scettro come insegne del loro prestigio.

La mostra a Villa Genovese presenta circa 400 reperti per lo più mai esposti al pubblico tutti provenienti dai depositi del Museo Egizio di Torino, e ruota attorno ad uno straordinario nucleo di 12 sarcofagi a cassa in legno stuccato, dipinto con iscrizioni che tramandano formule d’offerta e rituali funerari magico-religiosi. La mostra giunge a Reggio Calabria dopo la prima sede a Trento nel Castello del Buonconsiglio.
Progetto scientifico e cura della mostra sono ad opera di Elvira D’Amicone e Massimiliana Pozzi Battaglia, l’allestimento progettato da Costantin Charalabopoulos è arricchito da una suggestiva ricostruzione delle necropoli e da un interessante documentario etnografico sui siti, si sviluppa sui due piani della Villa Genovese Zerbi con una successione di ambienti di grande qualità espositiva.

Nei primi del ‘900 Ernesto Schiaparelli era direttore del Museo Egizio di Torino e della Missione Archeologica Italiana impegnata nelle campagne di scavo nella Valle del Nilo. Straordinario è l’apporto alle nuove scoperte scientifiche dovuto proprio alla missione italiana, nonostante la scarsa dotazione di mezzi di cui disponeva nel contesto politico e sociale postunitario.
Tutti i reperti trovati dalla Missione Italiana sia ad Assiut che a Gebelein, splendide testimonianze della vita sociale e del contesto culturale di una provincia del Medio Egitto fra il 2100-1900 a.C., sono così giunti a Torino nei depositi del Museo Egizio, dove sono stati premurosamente conservati.

L’esposizione delle scoperte degli scavi di Assiut in gran parte inediti, è integrata da una serie di reperti di età successiva, selezionati tra le antichità egizie della raccolta torinese, per completare aspetti e temi di particolare interesse per il pubblico scolastico.
Pregevolissimo il catalogo, scientificamente godibile e con immagini di qualità.
PERCORSO ESPOSITIVO
Il progetto prevede tre aree tematiche principali così articolate:
- 1
UNA MISSIONE ITALIANA IN EGITTO
Sezione introduttiva dove il visitatore è protagonista della Missione Archeologica Italiana guidata da Schiaparelli.
Ricostruito lo studio dell’archeologo con l’esposizione delle due macchine fotografiche originali utilizzate sul campo durante le campagne di scavo.

Esposti materiali vegetali e organici, raccolti all’ingresso delle tombe rupestri per testimoniare e leggere dettagli relativi alle pratiche cerimoniali in uso nell’Antico Egitto.
- 2
I CORREDI FUNERARI
Parte parte prima
All'ingresso, il visitatore è accolto da una statua in legno di Anubi, il dio sciacallo protettore e custode della necropoli. Intorno tre nicchie custodiscono due maschere funerarie policrome e uno dei tre sarcofagi antropomorfi esposti.
Tali reperti appartengono a un nucleo, sempre proveniente da Assiut, ma databile all’Epoca Tarda (700 a.C) e documentano la continuità di frequentazione della necropoli nel corso dei millenni.
Parte seconda
Dopo aver attraversato un tunnel con le pareti di sarcofago, il visitatore entra nella falesia del deserto egiziano di Assiut, dove furono scoperte le tombe rupestri.
Questa suggestiva scenografia è composta anche da alcuni sarcofagi, sia antropomorfi che a cassa, e in una curiosa vetrina sono svelati i segreti della mummificazione.
Proseguendo i “Signori di Assiut” grazie ai sarcofagi di Mesehti e Minhotep completi di corredo e alcune statue di dignitari frammentarie e intere che mostrano le insegne del potere locale, bastoni, scettri, archi e frecce.
La sala successiva è dedicata a una sepoltura femminile intatta dove si può ammirar,e all’interno del sarcofago anepigrafe, la defunta coperta da un fine telo di lino plissettato con il poggiatesta, il beauty case e un incredibile specchio.
Di seguito la grande “sala delle stele” aiuterà a illustrare il significato dei simboli legati al potere e all’importanza politica di questi personaggi della provincia egiziana.
Parte terza
Al piano superiore viene dato maggior spazio ai contesti funerari e agli aspetti legati alla sepoltura e al culto dei morti.
Oltre ai sarcofagi a cassa, presenti due altre tipologie di sepoltura meno nota e più povera quali una deposizione in cesta e una in tronco.
L’apparato iconografico e le iscrizioni dei sarcofagi guidano nella lettura dei rituali funerari e nella conoscenza delle divinità legate alla protezione del defunto. Particolare risalto ad alcuni elementi del corredo allusivi alla vita quotidiana quali i poggiatesta, le vesti, i sandali.
Un’altra particolare categoria di materiali è rappresentata dalle “case dell’anima”, tavole d’offerta in argilla che riproducono le abitazioni con le offerte di cibo. Gli altri materiali presenti illustrerano come l’artigianato del legno nel Medio Regno, in zone provinciali, abbia raggiunto livelli artistici significativi in diverse produzioni, dagli oggetti legati all’espressioni del potere con beni di lusso quali il cofanetto per la toeletta e ancora eleganti esempi di statuaria: reperti inseriti in contesti che invitano alla riflessione su aspetti della vita quotidiana e sulle tecniche di realizzazione dei manufatti.
- 3
LA LINGUA NELL’ANTICO EGITTO E I GEROGLIFICI
Una particolare sezione della mostra è interamente dedicata alla lingua e alle scritture nell’Antico.
Esposti due rotoli di papiro perfettamente conservati con alcuni capitoli del Libro dei Morti in ieratico.
La scrittura geroglifica è invece illustrata attraverso l’esposizione di numerose pareti di sarcofagi dipinti e stele offrendo l’occasione per ripercorrere le tappe della decifrazione di questa misteriosa grafia a partire da J.F.Champollion.
L’osservazione di differenti esempi di scrittura permette di riconoscere nomi di divinità, personaggi e luoghi precedentemente incontrati nella percorso espositivo.
