Le Cirque Invisible
di // pubblicato il 10 Giugno, 2010
Si conclude questa sera la messa in scena di Le Cirque Invisible, spettacolo che ha animato le prime quattro serate del cartellone 2010 di Opera Festival al Giardino di Boboli. Unica data Italiana questa di Firenze al Giardino di Boboli, scelta da Jean Baptiste Thierrée e Victoria Chaplin per ricordare il loro lungo rapporto con la città fiorentina, che ha visto debuttare questo spettacolo proprio venti anni fa al Teatro Niccolini.
Si tratta di una rappresentazione piena di fascino visivo ed invenzione, che riesce a strappare risate e stupore per ben due ore.

Jean Baptiste Thierrée riesce a concretizzare la sua idea di circo intorno agli anni ’70 con la nascita della sua prima compagnia Le Cirque Baptiste, che in seguito diventerà Le Cirque Imaginaire e poi Cirque Bonjour. E’ in quegli stessi anni che incontra Victoria Chaplin – figlia del grande Charlot dal quale ha ereditato un indiscutibile talento – che diventerà sua moglie e la compagna di tutte le sue avventure artistiche.
Nel 1974 terminò l’esperienza del Cirque Bonjour che lasciò il posto al Le Cirque Invisibile – nome utilizzato tuttora sia per nominare la compagnia che come titolo dello spettacolo – con cui Jean Baptiste Thierrée e Victoria Chaplin hanno percorso tutte le più grandi capitali europee e internazionali, acquistando una grande e duratura notorietà e dando vita a quello che sarebbe poi diventato un vero e proprio genere teatrale, il “circo-teatro” o “nouveau cirque”, che nell’ultimo decennio ha acquistato un crescente e consolidato consenso di pubblico e critica.
Sul palco Jean Baptiste Thierrée affascina con i suoi modi di bambino dai capelli bianchi, istrionico, fracassone, prestigiatore. Mette la sua esperienza al servizio di una continua parodia dei tradizionali spettacoli di prestigio fatti di trucchi essenziali, in costante complicità con il pubblico. Lui ha la capacità di evocare l’immagine attraverso abiti fatti di stoffe camaleontiche in grado di mimetizzarsi con la scenografia mobile.

Jean Baptiste Thierrée fa acrobazie con le bolle di sapone che colpisce con un martello e le bolle suonano a festa come campane, dimostrando così come l’incantesimo teatrale può trasformare la realtà delle cose.
La bravura di Victoria Chaplin sta nell’abilità fisica di una donna non più giovanissima, che stupisce per il suo fisico minuto ed il volto serio e concentrato, incorniciato da lunghi capelli neri, ammantata in vestiti che si trasformano in pochi attimi in un fantastico zoo immaginario o in un personaggio gigante fatto di ombrelli orientali.

Allo stesso modo colpisce per l’agilità funambolica, per la capacità di animare una struttura di biciclette, emoziona quando cavalca ippogrifi di sedie, così come fa sognare con la sua musica quando si trasforma in una magnifica donna-orchestra, eseguendo uno stupendo concerto per bicchieri, tegami e cucchiai. 
Mentre insieme fanno comparire animali dal nulla e trasformano un piccolo coniglio in un coniglio gigante, ritraggono biciclette in amore e trasformano ombrelli in grandi animali esotici.
Nei loro numeri, i due artisti sono aiutati da strani marchingegni che vengono montati, scomposti e infine ricostruiti sulla scena per creare un susseguirsi di situazioni diverse, non mancano le valigie coloratissime dal contenuto più vario, e i tipici animali da circo che fanno da spalla agli attori principali: conigli, colombe, papere.
Un circo sognato, reinventato, dove tutto si svolge in un fluire spontaneo come un trastullo, un circo venato di surreale, creato da due artisti che, nell’epoca virtuale e degli effetti speciali, riescono a incantare con la loro arte fatta di stracci e precisione, in grado di creare solleticanti corto-circuiti nell’immaginario di grandi e piccini.

La semplicità e la fantasia sono gli ingredienti del Le Cirque Invisible, un circo straordinario e poetico, partorito dalla prodigiosa abilità di due soli, ma incommensurabili artisti: Jean Baptiste Thierée e Victoria Chaplin che sono gli acrobati, i fantasisti, gli illusionisti, i funamboli, i prestigiatori, i clown, i musicisti di questo circo invisibile.