Le donne che hanno fatto l’Italia
di // pubblicato il 04 Febbraio, 2012
Peppa la Cannoniera (al secolo Giuseppe Bolognara, originaria di Barcellona Pozzo di Gotto, Me) durante l’insurrezione del 31 maggio 1860 a Catania, aveva catturato con una sorta di lazo un cannone borbonico, portandolo via con alcuni compagni. Quando questi videro caricare la cavalleria del generale Clary, fuggirono. "Ma Giuseppa Bolognara - scriveva lo storiografo Vincenzo Finocchiaro - restò impavida al suo posto e con grande sangue freddo improvvisò uno stratagemma dando nuova prova del suo meraviglioso coraggio. Sparse della polvere sulla volata del cannone e attese tranquilla che la cavalleria caricasse; appena gli squadroni si mossero, essa diede fuoco alla polvere ed i cavalieri borbonici credettero il colpo avesse fatto cecca prendendo soltanto fuoco la polvere del focone. Si slanciarono perciò alla carica, sicuri di riguadagnare il pezzo perduto: ma, appena avvicinatisi di pochi passi, la coraggiosa donna, che li attendeva a piè fermo, diede fuoco alla carica con grave danno degli assalitori, e riuscì a mettersi in salvo."

Quella di Peppa è una delle infinite vicende di 150 anni di storia d'Italia al femminile, del cambiamento delle donne come soggetto sociale, giuridico e politico.
Questo è il tema della mostra “Le donne che hanno fatto l’Italia” aperta ieri a Catania al Museo Civico Castello Ursino. Proveniente dal Museo del Vittoriano di Roma, dipinti, foto, filmati, documenti, abiti, giornali e cimeli a testimonianza di come le donne abbiano fortemente contribuito al processo di unificazione, ai cambiamenti e alla crescita del nostro Paese.

La storia nazionale fatta anche per mano femminile con coraggio, determinazione, passione. Dalle eroine di quegli anni - alle quali, grazie alla collaborazione dell’Istituto per il Risorgimento Italiano di Roma, una lunga narrazione documentata che attraversa i diversi momenti storici e politici vissuti dall’Italia.
Tante donne, da sole o unite in esperienze collettive, che hanno saputo affermare progressivamente le proprie idee, guadagnando posizioni di rilievo e una rinnovata concezione di sé.

Non esistono settori dell'ambito nazionale che non ricordinino grandi nomi femminili nel percorso sociale e politico che ha tracciato grandi e piccole battaglie indispensabili all’abbattimento di disuguaglianze della sfera privata e pubblica.
Raccontare delle donne italiane nella letteratura equivale a riscoprire pagine di grande spessore stilistico e autentica vocazione letteraria, con nomi di scrittrici di primo piano, descrivere le donne italiane nel campo dell’arte conduce a scoprire e riscoprire immagini fondamentali per l’evoluzione artistica italiana.

Potagoniste eccellenti, alcune hanno nomi noti, come Grazia Deledda e Rita Levi Montalcini, le due sole donne italiane premiate con il Nobel, Lina Merlin, Nilde Iotti e Tina Anselmi, in primo piano della scena politica, Bice Lazzari, Carla Accardi, Marisa Merz, in campo artistico.
Altre invece, dai nomi meno conosciuti, hanno compiuto scelte in grado di incidere nell’evoluzione politica e sociale italiana, come Franca Viola, la prima donna ad aver rifiutato con coraggio un matrimonio riparatore, Alfonsina Strada, prima donna al Giro d’Italia in gara con corridori uomini, o Anna Maria Mozzoni, pioniera del femminismo italiano e delle lotte per la conquista del diritto di voto alle donne, l'eroismo di Emanuela Loi
Divisa in sezioni, la mostra si sviluppa in:
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Donne del Risorgimento italiano
in cui sono illustrate le figure di alcune delle protagoniste delle vicende risorgimentali e della vita pubblica e sociale dell’Ottocento: da Cristina Trivulzio di Belgioioso a Enrichetta Di Lorenzo; da Clara Maffei a Maria Mazzini e altre ancora. Figure che intendono essere indicative delle varie declinazioni con le quali le donne partecipano alle idealità risorgimentali partecipando attivamente ai moti insurrezionali o sostenendo circoli letterari o, ancora, elevando gli affetti familiari a dignità nazionale, come nel caso di Adelaide Bono Cairoli. -
Le Protagoniste
approfondisce il racconto della vita e dell’attività di alcune grandi protagoniste del progresso evolutivo del Paese nei più diversi ambiti, come Maria Montessori, Anna Kuliscioff, Matilde Serao, Francesca Cabrini, Luisa Spagnoli, Marisa Bellisario, Palma Bucarelli. -
Le Prime
ripercorrendone le date, ma soprattutto i nomi e l’operato delle sue protagoniste, racconta un’insolita cronologia: quella delle prime conquiste femminili in diversi settori della cultura, della politica, della società, dello sport, dell’arte. Viene ricordata la prima laureata in Lettere, la prima docente universitaria, la prima Presidente della Camera, la prima donna processata per aborto. -
Donne insieme
sono illustrati alcuni momenti in cui la figura femminile acquista maggior valore simbolico rivestendo un ruolo collettivo. Azioni di vita di un gruppo di persone che sono state individuate per la loro funzione di lavoro – come nel caso delle Maestre, delle Mondine, delle Balie o delle Tabacchine – che contribuì a rendere evidenti particolari situazioni sociali o drammatiche condizioni lavorative o di scelte di vita particolati – come quelle delle crocerossine o delle religiose. In altri casi quella comunanza di lavoro e di intenti è collegata a particolari momenti storici – come nel caso delle donne impiegate nelle industrie belliche durante la prima guerra mondiale o le donne durante il fascismo – fino ad arrivare alle protagoniste della costruzione della Repubblica – dalle partigiane alle donne dell’Assemblea Costituente. -
Donne e arte
rende omaggio alle prinncipali artiste del nostro Paese. Una mostra nella mostra, in cui ammirare grandi capolavori dell’arte italiana. Sono diversi i momenti e le correnti artistiche che emergono dalla selezione, dall’espressionismo della Scuola Romana, all’astrattismo, dalle influenze pop sbarcate soprattutto a Roma alla nostrana Arte Povera.
