L’artigianato russo. Un souvenir o un’opera d’arte? 2/2
di // pubblicato il 21 Febbraio, 2012
I maggiori centri di produzione artigianale di merletto, conosciuto in Russia fin dalla fine del Seicento, sono le zone di Vòlogda, Kirov, Elètz, Rjazàn’ ed altre. Anticamente, il merletto era prodotto con fili dorati ed argentati per decorare abiti di boiardi, dei mercanti o ecclesiastici. A quei tempi, era apprezzato il merletto come merce e non come un lavoro minuzioso e tecnico delle merlettaie. La tecnica, arrivata dalla Germania, si è via via arricchita, grazie alla tradizione slava, acquisendo dei veri e propri caratteri nazionali.
Il merletto di Vologda è famoso per il carattere complesso dell’ornamento, per le linee del disegno armoniose e stondate. Il merletto di Elètz, più fine di quello di Vologda, si evidenzia per la leggiadria e leggerezza; l’ornamento viene eseguito, spesso, mettendo il disegno originale come contrasto di un reticolo. Il merletto di Rjazàn’ si distingue dagli altri per la ricchezza dei colori accesi. Qui si è conservata l’antichissima tecnica del merletto mikhàilovskoje o merletto contato, perché realizzato senza un disegno preparatorio ma seguendo un determinato intreccio di fili, elaborati con l’ausilio di tomboli, che la merlettaia conosceva a memoria, ripetendo le forme volute dell’ornamento, alternando fili bianchi a quelli colorati.
Sempre nel Seicento, secondo la leggenda, arriva da Venezia la tecnica di ricamo ad ago, bianco su bianco, che in Russia si stabilì nella piccola cittadina di Kadòm, nella zona di Rjazàn’, riunendo le caratteristiche del merletto ad ago europeo e gli ornamenti del ricamo tradizionale russo. Diventati oggetti di lusso, questi manufatti presero il nome di kadòmskij veniz. Seguendo un disegno, ritagliavano dalla stoffa base delle finestrine e tramite i fili lasciati, con l’aiuto di un ago, formavano un reticolato adjour dove veniva appoggiato il ricamo più spesso.
Nell’Ottocento la produzione artigianale del merletto divenne quasi l’occupazione principale della popolazione femminile della città di Kaljazin, nella zona di Tver. La giornata lavorativa delle merlettaie, dalle bambine di sette anni fino a quelle più anziane, poteva durare anche sedici ore. Il merletto, durevole e poco costoso, con disegni originali eseguito con fili di lino e seta, veniva commercializzato a Mosca e a San Pietroburgo da dove partiva anche per paesi esteri, come l’Inghilterra e la Persia. La produzione così sviluppata rimase attiva, a Kaljazin, fino all’avvento della rivoluzione del 1917. Sul quadro del pittore Evgenij Kazman sono raffigurate, probabilmente, le ultime merlettaie di Kaljàzin.

Dalla metà del XVIII secolo esiste a Pavlovskij Posad presso Mosca l’artigianato tessile. I contadini del posto producevano tessuti a stampa. Agli inizi dell’Ottocento, un ricco contadino Semion Labzin, fondò una seteria presso la quale si sono riuniti i contadini dei paesi circostanti che tingevano e stampavano stoffe di seta e lana. La stampa dei tessuti veniva eseguita tramite forme di legno a rilievo appositamente intagliate a mano; per ogni colore necessitava di una forma a sé, quindi per produrre uno scialle occorrevano anche sessanta forme differenti. Tra i disegni dominano i quelli floreali, soprattutto ghirlande e mazzi di rose. Le stoffe e gli scialli dai colori vivaci ottenevano successo presso le donne dei ceti medio-alti, divenendo un brand famoso, allora come ora.
La tradizione del ricamo russo con filo d’oro si è conservato fino ai giorni nostri come forma di artigianato popolare presso le città di Torzhòk (nella zone di Tver’) e Gorogètz (nella zona di Nizhnij Novgorod). Le ricamatrici lavoravano con i fili d’oro e argento su seta, lana e velluto, cappelli, scarpe di marocchino, cinture, portamonete ed accessori degli abiti liturgici e festivi popolari. Tra gli ornamenti vegetali di questo prezioso ricamo domina la rosa fiorita. Numerosi sono stati i riconoscimenti che le mostre internazionali di fine XX secolo (Parigi, Londra e Torino) hanno assegnato a queste ricamatrici, sottolineando l’apprezzamento del loro lavoro. Nel Novecento nella città di Torzhòk venivano prodotti i gradi militari. Da poco, hanno ripreso la produzione di ricami per abiti liturgici.

Nel campo della bigiotteria, sono di grande popolarità i prodotti provenienti dalla città di Rostov eseguiti con la tecnica di pittura su smalto con colori minerali chiamati in russo “finift’ di Rostov”, presente in città fin dai primi del Settecento. Le immagini in miniatura sono applicate con colori trasparenti, resistenti al fuoco, su placche di rame coperte di smalto, poi poste in forno e cotte alla temperatura di 700—850°С.
Oltre alla bigiotteria, la fabbrica di Rostov, produce souvenirs come specchi, portacipria e contenitori, orologi, decorati con fiori e paesaggi e contornati con la tecnica della filigrana, conosciuta in Russia col nome scan’ fin dal IX secolo. Oggi uno dei centri più importanti di questa produzione rimane il paese Kazakòvo nella zona di Nizhnij Novgorod, che produce anche vasi decorativi, portaconfetti, portabicchieri , cucchiaini, contenitori e bigiotteria.

La pittura su metallo laccato è nata all’inizio dell’Ottocento presso il paese di Zhòstovo nei pressi di Mosca, dove venne fondata la famosa bottega di decorazione su vassoi. Successivamente si diffonde a paesi circostanti, arrivando verso la metà del secolo presso la città di Zhòstovo, consolidando lo stile unico, i procedimenti e le particolarità tecniche della pittura. Il motivo principale dello stile è il mazzo di fiori in forma di ghirlanda, in cestino; a volte insieme ai fiori possiamo trovare frutta, bacche o uccelli tradizionalmente su sfondo nero o, più raramente, rosso. La pittura viene eseguita con una pennellata libera dell’artista in maniera quasi improvvisata. Prima della pittura, il vassoio viene smerigliato con cura, coperto da due strati di una miscela di caolino e fuliggine, poi ricoperto con alcuni strati di lacca colorata. I maestri di Zhòstovo usano colori ad olio mescolati con trementina e stesi con pennelli di peli di scoiattolo. La pittura multistrato viene eseguita in passaggi successivi, intervallata dalle fasi di essiccatura, mentre i bordi vengono decorati da un fine ornamento decorativo: la fase di lucidatura viene affidata a passaggi eseguiti a mano di sottilissima abrasione con polvere di gesso.

Tra i manufatti di ceramica non possiamo dimenticare la ceramica di Gzhel’, prodotta dalla metà del Settecento nel paese omonimo, nei pressi di Mosca. Ricca di giacimenti di creta, la zona era circondata da boschi che andavano ad alimentare i forni per la cottura della ceramica. Prima della famosa produzione di oggi, nel paese si realizzavano stoviglie color nero smaltate e laccate, successivamente – ceramiche d’argilla rossa dipinte con colori verde, marrone e giallo su sfondo bianco, molto simile ai dipinti popolari russi su legno o alle maioliche russe, piatti, tazze, brocche e recipienti a forma di anello, con l’apertura nel mezzo per la bevanda nazionale kvas. Lo stile moderno, molto riconoscibile, risale alla seconda metà del Ottocento, quando il disegno viene eseguito con il cobalto blu sullo sfondo bianco. La produzione di maestri di Gzhel’ - tazze, teiere, zuccheriere, brocche, caraffe e recipienti di kvas, ma anche figurine di uomini e animali - sono molto ricercati fin ora, spesso considerati oggetti da collezione.
Per finire questa breve escursione sull’artigianato tradizionale russo non possiamo non menzionare la produzione delle storiche fabbriche di cristallo di Djàtkovo nella zona di Brjànsk e di Gus’-Khrustàlnyj nella zona di Vladìmir. La prima di queste elabora cristallo con taglio finissimo eseguito al diamante e oggetti multistrato di vetro colorato con la struttura stratificata. Nel periodo sovietico il marchio Cristallo di Djàtkovo è diventato famoso in tutta la Russia e anche all’estero. L’antico centro della produzione vetraria Gus’-Khrustàlnyj dalla metà del Settecento produceva gli oggetti di uso domestico in vetro bianco o colorato, con doratura e con dipinti con motivi floreali, come anche gli articoli di cristallo tagliato al diamante e cesellato, i vasi di cristallo a 2-3 strati.

Questa è solo una piccola descrizione del mondo dell’artigianato russo, del quale oggi vediamo un interesse sempre crescente da parte sia dei mercati interni, sia dei paesi esteri.