L’archeologia di Ranuccio in mostra a Siena
di // pubblicato il 15 Aprile, 2009
Fino al 5 Luglio 2009, a Siena e in altri importanti musei della provincia, sarà possibile visitare una mostra originale e raffinata dal titolo “L’occhio dell’archeologo. Ranuccio Bianchi Bandinelli nella Siena di primo ‘900”.
Ranuccio Binachi Bandinelli è stato un importante rinnovatore degli studi di archeologia, in particolare per la storia dell'arte antica in Italia, in contatto con la cultura europea del suo tempo.
L’esposizione vede raccolte idee, progetti, prove grafiche, ricerche archeologiche dell’archeologo e studioso, ma anche oggetti di uso quotidiano e piccoli ritratti fotografici di vita privata, nell’arco di tempo che va dalla sua nascita al 1934, anno di vendita della villa urbana Il Pavone, regno di incontri rari e memorabili. Di Siena, attraverso l’occhio dell’archeologo, ci viene restituita un’immagine talvolta deludente e talvolta edificante, testimonianza viva e vibrante del complesso legame che univa il grande archeologo Ranuccio Bianchi Bandinelli alla sua città d’origine.
La mostra si articola in varie parti: nella prima è possibile ammirare l'immagine di Siena attraverso oggetti di uso quotidiano, fotografie della città e della vita privata di Bianchi Bandinelli. In questa sezione della mostra vengono esposte opere grafiche, influenzate dagli artisti attivi in città nei primi trenta anni del ‘900.
Senza dubbio il cuore dell'esposizione è rappresentato dall'attività archeologica di Bianchi Bandinelli incentrata su Siena e sul territorio senese ed al contributo che il giovane Bandinelli ha dato agli studi etruschi, che all’epoca vivevano una sorta di rinascita.
Una sezione di approfondimento è dedicata al confronto tra l’attività di Bianchi Bandinelli nell’archeologia senese e quella condotta successivamente, per merito dalla Soprintendenza archeologica. In questa ottica, il percorso si conclude con l’esposizione del progetto di Bianchi Bandinelli per il museo archeologico di Siena, documentando il lungo percorso che ha portato al moderno museo archeologico nel Complesso Museale Santa Maria della Scala.
Un altro aspetto della mostra che la rende veramente unica è rappresentata dagli itinerari nei musei del territorio.
Grazie al coinvolgimento della Fondazione Musei Senesi è stato possibile, infatti, allestire delle vere e proprie mostre nella mostra in alcune delle più prestigiose sedi museali della provincia di Siena, in particolare:
- il Museo Archeologico Nazionale della Città di Chiusi
dove è affrontato il tema del legame che Bianchi Bandinelli aveva con la città etrusca di Porsenna. - il Museo Archeologico “Ranuccio Bianchi Bandinelli”
di Colle di Val d’Elsa.
Il rapporto con Colle di Val d’Elsa è testimoniato da due articoli del 1928 attraverso i quali Ranuccio Bianchi Bandinelli pose le basi per una indagine sistematica della Valdelsa, territorio fino a quel momento poco studiato. Nel museo a lui dedicato è esposto un cospicuo lotto di materiali provenienti dalla necropoli del Casone a Monteriggioni, con particolare rilievo agli oggetti provenienti dall’ipogeo gentilizio dei Calisna Śepu. - l’Antiquarium di Poggio Civitate a Murlo
che rende omaggio alla prime intuizioni del giovane Ranuccio Bianchi Bandinelli.
Oltre a quelli citati altri musei itineranti sono:
- il Museo Archeologico del Chianti Senese a Castellina in Chianti
dedicato alla progettazione della Carta Archeologica di Etruria e la compilazione dei suoi primi quattro fogli pubblicati. - il Museo del Paesaggio di Castelnuovo Berardenga
che si inserisce nel percorso su Ranuccio Bianchi Bandinelli ricordandone il legame con la villa di Geggiano e i suoi dintorni. - il Palazzo Pretorio a Sovana
In questo borgo Ranuccio Bianchi Bandinelli realizzò un lavoro attento e meticoloso pubblicando in un volume, ancora oggi prezioso, tutti i dati fino ad allora conosciuti. In particolar modo si soffermò sullo studio della tomba Ildebranda alla quale è dedicata la mostra a Palazzo Pretorio.

E' doveroso ricordare che la mostra “L’occhio dell’archeologo. Ranuccio Bianchi Bandinelli nella Siena di primo ‘900” è stata possibile grazie al contributo dell'Amministrazione Provinciale di Siena, Comune di Siena – Complesso Museale Santa Maria della Scala, Fondazione Musei Senesi, Soprintendenza per i Beni Archeologici della Toscana, Soprintendenza per il Patrimonio Storico, Artistico ed Etnoantropologico per le province di Siena e Grosseto, FAI Fondo per l’Ambiente Italiano – Delegazione di Siena, Vernice Progetti Culturali in collaborazione con l’Amministrazione Provinciale di Grosseto e i comuni di Castellina in Chianti, Castelnuovo Berardenga, Chiusi, Colle Val d’Elsa, Murlo e Sovana, con il contributo della Fondazione Monte dei Paschi di Siena.
Un bellissimo catalogo accompagna l'evento, edito da Silvana.
