L’Anima dell’Acqua Contemporary Art
di // pubblicato il 11 Gennaio, 2010
Prorogata fino al 28 febbraio,
L'Anima dell'Acqua - Contemporary Art al Museo Ca' d'Oro Galleria Franchetti di Venezia, curata da Angelo Crespi ed Elena Fontanella, è una mostra sorprendente anche per chi ha visitato il precedente allestimento milanese.
"Il migliore dei beni è l'acqua" scriveva Pindaro e certamente il carattere sacro dipende dall'essere indispensabile alla vita e allegoria della nostra esistenza.
Protagonista di un percorso nell'arte contemporanea, con opere inedite di Fabrizio Plessi e suggestive video-installazioni di Bill Viola, per i quali l'elemento assume carattere fondamentale nell'iter artistico e personale, metafora di purificazione, vita, morte, rinascita.
Dall'era primordiale ai giorni nostri, filosofia, arte e religione hanno affidato, a quel semplice elemento, un ruolo cardine per ogni manifestazione spirituale con miti e simbologie di tutta l'evoluzione umana.
Alcuni poeti contemporanei (Rondoni, Mussapi, Pontiggia, Copioli, Conte, Cera Rosco, Brullo, Cenni) ripercorrono con le loro opere i temi della mostra esaltando proprio quella suggestione che l'acqua imprime all'umanità nell'aspetto espressivo individuale e collettivo.

Gli artisti: Aikman, Andersen, Arrivabene, Buccella, Coltro, Costa, Damiani, Demetz, Ghibaudo, Gilardi, Inferrera, Papetti, Raffaelli, Robusti, Stoisa, hanno affrontato il tema dell'acqua sposando il percorso scientifico sull'analisi di otto temi:
Pensiero liquido
Come ricorda Aristotele nella Metafisica, l'idea di un liquido primordiale-creatore ha origini remote da essere sempre esistito nella mente dell’uomo.
Omero, Talete ed Eraclito sono stati i più importanti filosofi dell’antichità esprimendo il valore spirituale dell’acqua fino a paragonarlo alla stessa anima dell’uomo.
Maternità
L’acqua espressa dal pensiero cosmologico - creatrice, notturna vischiosa inafferrabile - è in stretto contatto con l’unicità sacra femminile e il suo potere di generare la vita.
L’acqua evoca la vita nel grembo materno con il calore del liquido amniotico e la dolcezza del latte
Tra le opere: Madre steatopigia (Museo Nazionale di Cagliari); Video Angel's Gate di Bill Viola.

Acqua e femminilità
Il profondo valore simbolico e ancestrale della maternità, imprime all'acqua un carattere profondamente femminile sviluppando il tema della fertilità, e della natura rigogliosa, della donna amante.
Le due realtà liquide della donna madre e della donna amante (come le sirene) sono proiettate sulla natura, ma seguono spesso strade diverse pur affermando il sostanziale valore femminile dell’acqua.
Tra le opere: Statuetta in ambra di Venere (Civici Musei di Storia ed Arte di Trieste); Video Moonblood di Bill Viola
Viaggio
Nella civiltà mediterranea l’eterno spazio il dialogo tra l’uomo e l’anima dell’acqua è il mare dove i miti si adattano alla natura ostile e dove le potenze opposte - acque, venti, terra - trascinano l’uomo nelle paurose lotte per la sopravvivenza modificandone il destino
Attraverso il viaggio l'acqua diviene esperienza che si traduce in pensiero, simbolo che unifica in concetti contrapposti come l’immobilità e il fluire, la materia e l’ineffabile; una distesa in cui l’uomo può perdersi, ritrovare e ritrovarsi.
Tra le opere: Navicella nuragica (Museo Nazionale di Cagliari); Video Reflecting Pool di Bill Viola.

Oblio
L'acqua scura compagna del viaggio eterno è, in letteratura, simbolo della morte femminile.
Ofelia è la ninfa destinata a morire in acqua, la morte in gioventù, dissoluzione di bellezza nella letteratura mitologica degli antichi.
L'acqua sognata avvolge gli esseri dormienti, in cui ci si abbandona in un lento oblio di sé.
Proprio Ofelia offre un interessante collegamento con il mito di Narciso, altra giovane vittima onirica dell’acqua in cui tutto si dissolve e si fonde, trasformandosi in nulla.
Fra le opere: Affresco con Narciso (Soprintendenza Archeologica di Napoli e Pompei); Video Migration di Bill Viola.
Trasformazioni
Le creature del mare e delle acque custodiscono il confine tra acqua del tempo e acqua senza tempo, figure che conoscono il destino perché sono il presente e il futuro. Esseri che ammaliano e distruggono, custodi benevoli dei riti di passaggio (matrimonio, adolescenza, parto, morte), ma anche orribili mostri e femmine infeconde (Scilla, Sirene, Idra, Gorgoni) posti a tutelare il trascendente dalla temerarietà della mente umana.
Il valore femminile delle acque cupe ritorna a far udire agli dei il suono del suo fluire uterino e rigeneratore.
Tra le opere: Lastra fittile della Gorgone (Museo Archeologico Regionale "Paolo Orsi", Siracusa); Aryballos corinzio con sirena (Civici Musei di Storia e Arte di Trieste).

Purificazione e Rinascita
Tra i riti collegati all’acqua delle religioni abramitiche, l’immersione del battesimo resta il più simbolico ed evocativo per la rigenerazione dell’uomo nuovo e rappresenta lo spazio al di là in cui reincontrarsi e riscrivere il proprio destino.
Tra le opere: Papiro dei Morti (Civici Musei di Storia e Arte di Trieste); Video The Passing di Bill Viola.
Sete
L'uomo, da sempre, è stato terrorizzato dalla paura della sete perché solo la mancanza d’acqua riesce a far conoscere pienamente il valore sacrale dell’elemento primordiale.
Come non riflettere sulle parole di Emily Dickinson: “L’acqua è insegnata dalla sete”.