Laboratorio Novecento - arte contemporanea agli Uffizi
di // pubblicato il 13 Ottobre, 2010
“Col titolo Laboratorio Novecento si è voluto giocare sulla doppia identità di questo progetto che da un lato si propone di illustrare, attraverso le opere esposte, l’incessante sperimentazione di forme e mezzi propria dell’arte del XX secolo, e dall’altro intende ampliare - attraverso la pratica del laboratorio manuale - gli strumenti utili alla lettura dell’opera, specie in un pubblico acerbo”.
In queste poche righe le ideatrici e curatrici della mostra Federica Chezzi, Chiara Toti con Claudia Tognaccini, riescono a sintetizzare ciò che troverete se andrete in visita alla Sala delle Reali Poste della Galleria degli Uffizi di Firenze fino al 14 Novembre 2010.
Un’incredibile immersione nelle diverse correnti artistiche dagli anni Cinquanta del Novecento fino ai giorni nostri, grazie ad una selezione di trenta opere che sono nella collezione degli Autoritratti e nella Donazione Risarcimento del Gabinetto Disegni e Stampe, che vengono direttamente “usate“ per dei laboratori didattici offerti in loco ai bambini delle scuole primarie e secondarie e, la domenica mattina, alle famiglie.

La partecipazione ai laboratori gratuiti, infatti, prevede due momenti distinti ma correlati: una visita guidata introdurrà i piccoli visitatori alla conoscenza delle opere in mostra, grazie ad un linguaggio semplice ma coinvolgente, alla quale seguirà la parte creativa di laboratorio, una esperienza manuale che consente un modo naturale di apprendere concetti teorici in modo più intuitivo.
Sono stati messi a punto due tipi di laboratori, uno per i più piccoli, che si troveranno a giocare con il ritratto dell’artista Enrico Baj per ricreare a loro volta un volto con oggetti polimaterici da comporre secondo i loro desideri; un secondo, riservato ai più grandi, prende in considerazione l’opera di Giulio Paolini che, estrapolando e sovrapponendo diversi particolari dalla fotografia del noto quadro di Zoffany del 1777 che riproduce la Tribuna degli Uffizi - come avviene con i particolari nel nostro Iperuranio, lasciatemelo sottolineare! - rende omaggio al luogo e ne amplifica la percezione stessa.

Da qui i ragazzi vengono sollecitati a decorare, secondo la loro percezione e i loro gusti, una scatola di plastica, quasi come fosse una personale Camera delle Meraviglie dove inserire ciò che preferiscono.
Questo approccio didattico è sicuramente l’aspetto più innovativo del progetto, con una metodologia assai diffusa in ambito internazionale, ma meno radicata nel nostro paese. A rendere ancora più intrigante questa proposta sono le opere esposte, il periodo scelto e l’allestimento, che suggerisce l’idea di entrare in un mondo diverso, il mondo dell’arte.
Prima di entrare nel grande salone, ci accoglie immediatamente la grande ugola bianca di Simone Alessandrini che fa da passaggio- visto che si intitola Paesaggio di Passaggio- verso il Salone dove, sopra ad una struttura di cubi di legno, campeggia una frase di Bruno Munari, a ricordo di tutti i pregiudizi che ci allontanano dall’arte contemporanea: “Quando qualcuno dice:questo lo so fare anch’io, vuol dire che lo sa rifare, altrimenti lo avrebbe già fatto prima”.

Intorno sono le opere d’arte, divise in nove sezioni che seguono cronologicamente le tendenze e i movimenti artistici dal dopoguerra, mentre al centro, sopra una grande pedana, ci sono i tavoli, le sedie ed i materiali con i quali i ragazzi si potranno cimentare restando in contatto visivo con gli autoritratti e le altre espressioni artistiche. A proposito di questi laboratori, vi invito a rimane attenti perché ci sarà una sorpresa in calce a questo articolo.
Opere di Rauschenberg , Ceroli, Afro, Alinari, Holzer, Beuys, insieme a molti altri, sono lì per cercare di toccare le corde poetiche di qualche bambino, come ha giustamente sottolineato il direttore della Galleria Antonio Natali, osservando come sia la paura a renderci diffidenti di fronte ai nuovi linguaggi e che questa mostra-laboratorio è quindi un passo importante per aprire Firenze e le sue giovani leve verso un futuro liberato dalla campana di vetro sotto la quale sembra sopire.

Un agile catalogo edito da Maschietto Editore, colorato e ben scritto, fa da supporto adeguato a coloro che desiderano sapere qualcosa di più dei movimenti artistici presenti in mostra, delle opere, ma anche della didattica, dell’approccio usato dalle tre bravi operatrici che, con molto coraggio e tenacia, hanno portato avanti questo progetto, nato anche riflettendo sul vasto patrimonio di arte contemporanea che fa parte della Galleria degli Uffizi e che non è sempre possibile ammirare, anche per problemi legati alla conservazione, come ad esempio per opere su supporti cartacei.
Le curatrici, per sottolineare ancora le loro motivazioni, ci hanno lasciato anche sulla quarta di copertina una frase da ricordare, da tenere a mente, tratta da La grammatica della Fantasia di Gianni Rodari, che fa da sintesi perfetta a Laboratorio Novecento: “Tutti gli usi della parola a tutti. Non perché tutti siano artisti, ma perché nessuno sia schiavo”
AGGIORNAMENTO DEL 17 OTTOBRE
Matilde, la nostra giovanissima inviata, questa mattina è andata a testare il laboratorio dedicato ai più piccoli e ne è uscita entusiasta.
Per prima cosa Claudia Tognaccini ha fatto ammirare e commentare ai bambini le opere esposte, ascoltando i pareri dei giovanissimi critici.

Poi è iniziata l'attività e ognuno ha potuto liberare la fantasia creativa approfittando dei materiali a disposizione e i suggerimenti di Federica Chezzi.
All'ora di pranzo, ogni artista si è portato a casa la sua grande opera colorata che fa già bella mostra in salotto. Del resto è stata creata ed è uscita dagli Uffizi!