La Versilia ci racconta il mondo contadino….

di Fabiola Pinzi - pubblicato il 02 Luglio, 2009 in Mostre

Dal 4 Luglio prossimo, nelle sale del Palazzo Mediceo di Seravezza (Lucca), apre la mostra "Cultura della terra in Toscana, mezzadri e coltivatori diretti nell’arte dell’Ottocento e Novecento”, curata da Enrico Dei in collaborazione con Andrea Baldinotti.

L’esposizione comprende novanta quadri, alcuni dei quali veri e propri capolavori, venti opere grafiche e dieci sculture. La rassegna fa riferimento alle raffigurazioni del mondo rurale italiano, soprattutto quello della campagna toscana del secondo Ottocento e primo Novecento, caratterizzata dalla conduzione dei poderi a mezzadria, termine che indica “divisione a metà”. Protagonisti di questo particolare appuntamento artisti del calibro di Fattori, De Grada, Guidi, Ferroni, Viani, Vagaggini, Rosai e Lega.

E’ interessante analizzare, attraverso le varie opere esposte, la difformità delle rappresentazioni della campagna rurale del periodo, a volte del tutto antitetiche fra loro.

I due capolavori, “Le ultime vangate” di Angiolo Tommasi, imponente opera macchiaiola del 1892, della quale si erano perse le tracce dal 1927 (oggi proprietà della Cassa di Risparmio di Firenze) e “Ritorno dalla Fiera” di Egisto Ferroni del 1863, riemersa anch’essa dopo decenni di oscurità, rappresentano i cardini dell’intera mostra. Ricco e suggestivo il percorso espositivo che si apre con il movimento dei “macchiaoli” e ne attraversa poi la crisi sino a giungere alla pittura naturalistica, caratterizzata da tele, spesso di grandi dimensioni, nelle quali la vita delle classi rurali è raffigurata in modo piuttosto sereno e tranquillizzante. Ma col trascorrere dei decenni la rappresentazione del mondo contadino inizia a modificarsi in maniera sostanziale, quando gli artisti con le loro opere, denunciano con sempre maggiore frequenza ed evidenza le condizioni di miseria e di sfruttamento del contadino. Un esempio rappresentativo di questa tendenza è la monumentale tela di Niccolò Canicci “Inverno triste” del 1899, riferito proprio alla campagna toscana nonostante che, proprio grazie all’istituto della mezzadria, la situazione sociale nel mondo rurale toscano fu sempre abbastanza buona assicurando condizioni di vita certamente migliori rispetto alle altre regioni.

Però i veri protagonisti della mostra sono le immagini pittoriche che fissano, di solito con schietto realismo, i momenti più significativi della vita contadina: le feste paesane e campestri, i battesimi, i matrimoni, i funerali, il lavoro dei campi, gli animali, i paesaggi. Ed ecco in successione temporale “Casa colonica con la Porta Rossa” di Giovanni Fattori, “Campagna contadina e versiliese” di Lorenzo Viani, Raffaele De Grada con “La fuga in Egitto” (1920), Memo Vagaggini con “Traghetto in Maremma” (1939). Ugo Guidi e Quinto Martini sono gli artefici della sezione riservata all’iconografia statuaria, mentre quella grafica raccoglie bozzetti di vari artisti che comprendono quelli composti per illustrare la prima edizione de “Le Veglie di Neri” di Renato Fucini (1889). La mostra completa il suo escursus con una sezione fotografica, dove si concentrano meravigliose immagini della campagna toscana, le più affascinanti quelle che lo studioso svizzero Paul Scheuermeier riprese in diversi viaggi in Italia iniziati nel 1919. Documentano un mondo ancora quasi primitivo e nello stesso tempo incantevole che in un breve lasso di tempo sarebbe scomparso per sempre.

Spiega il curatore Enrico Dei. “Si tratta di un viaggio nella mezzadria e nel mondo contadino attraverso stili diversi che vanno dalla macchia, al naturalismo fino all’espressionismo ma il filo conduttore che lega tutti questi artisti è la sensibilità verso il lato umano e lo sforzo, tipico dell’arte toscana di quel periodo, per dare dignità ai personaggi che sono raffigurati nelle opere”

La mostra resterà aperta tutti i giorni fino al 29 Settembre dalle 10:00 alle 13:00 e dalle 17:00 alle 23:00.

Didascalie & Dettagli

DIDASCALIE IMMAGINI

  • Andrea Markò
     bufalari della Reale tenuta di San Rossore, 1889
    olio su tela
    cm. 42 x 71
    (firmato e datato in basso a destra:
    And. Markò 1889)
    Collezione privata
  • Giovanni Fattori
    La Porta Rossa, 1862
    olio su tela
  • Francesco Gioli
    Le boscaiole di San Rossore 1886/7
    Olio su tela
  • Angiolo Tommasi
    Le ultime vangate, 1892
    (immagine copertina catalogo)
    Olio su tela
    Collezione privata
  • Nemo Vagaggini
     Traghetto in Maremma, 1939

Extra

Mappa

Dove e quando

Cultura della terra in Toscana, mezzadri e coltivatori diretti nell’arte dell’Ottocento e Novecento

  • Date : 04 Luglio, 2009 - 29 Settembre, 2009
  • Indirizzo: Palazzo Mediceo, Seravezza
  • Sito web

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