La trasparenza del vetro e la potenza del fuoco. La tradizione rinnovata in Ermanno Nason

di Barbara Morosini // pubblicato il 11 Ottobre, 2010

Presso il Museo del Vetro di Murano, ha aperto i battenti, il 18 settembre, la monografica su Ermanno Nason, artista e artigiano del vetro attivo dal 1950 circa.
Cresciuto e formatosi nell’ambiente muranese, Ermanno Nason è plasticatore sapiente ed esperto.
Discendente da una famiglia che diede molto alla storia del vetro per generazioni e generazioni, Nason si approcciò all’arte vetraria fin da piccolo, intorno ai nove anni, come aiutante saltuario nella la fornace del padre.
Un ambiente che fin da subito lo accolse e affascinò e dal quale non se ne allontana tutt’ora.
Abile fin dai suoi primi approcci col vitreo materiale, Nason perfezionò le sue attitudini tecniche e artistiche nel corso di tutta la sua giovinezza, lavorando per le principali fucine artigiane dell’isola e, parallelamente, coltivando la personale esperienza, attraverso sperimentazioni nei processi di cottura e negli strumenti.
Di sua iniziativa introdusse un particolare tipo di lavorazione del vetro che copre le superfici delle sue creazioni di uno strato corroso, acidato, quasi a simulare la traccia di terra su un oggetto reduce da uno scavo archeologico. Numerose sperimentazioni, spesso di esito negativo, condussero all’affermazione di questa tecnica, che divenne ben presto cifra distintiva della sua opera. Modificò a suo piacimento gli arnesi tradizionali, attingendo anche dagli attrezzi del ceramista, così da rifinire i più minuti dettagli.

Da sempre appassionato di scultura, poco propenso alle lavorazioni tradizionali con filigrane, che ritiene limitanti, e con murrine, che giudica troppo geometriche e ordinate, Ermanno ha una vera passione per il lavoro detto a massello, cioè senza soffiatura, che gli consente una maggiore flessibilità [...]” (Aldo Bova, Ermanno Nason, maestro vetraio muranese in AA.VV, Ermanno Nason. Guerriero del vetro. Catalogo della mostra, Skira Editore Milano, p. 23).

La scelta curatoriale ha voluto inserire le opere di Nason all’interno del tradizionale percorso espositivo del museo quindi alternando oggetti della collezione permanente con le plastiche in vetro del maestro.
La scalinata che porta al piano nobile del palazzo sede museale, ci mostra la prima opera: Sassi (grande scultura in cristallo), una trasparentissima e glaciale composizione di pietre che ricorda i silenziosi cenotafi sui passi montuosi. Più avanti, l’imponente Sansone si erge su un alto basamento e il suo appuntito pugnale, con delicate incrostazioni di foglia d’oro, minaccia il visitatore riassumendo in se stesso la violenza fisica dell’eroe.
La stessa mano nodosa e forte si rincontra nel Salone Nobile, dove sotto una volta affrescata raffigurante il Trionfo di S. Lorenzo Giustiniani è raccolta gran parte delle centinaia di opere esposte in quest’occasione. Mano che brandisce una spada, la serie degli Elmi e le maschere zoomorfe palesano una maschilità forzuta, mentre le danzatrici balinesi, le figure di demoni orientali e teste faraoniche testimoniano l’attrazione per i mondi esotici e altri.

Raffinata e preziosa la produzione di vasi incamiciati di forma classica, vagamente anni trenta, dipinti con vetro in pasta con soggetti astratti somiglianti a fiori, foglie e rami.
Una stanza intera è dedicata agli animali, “eseguiti con una somiglianza paragonabile solo a quella ottenuta da Alfredo Barbini, in particolare i pesci e le anatre che, pescatore e cacciatore appassionato, Ermanno conosceva come pochi altri.” (Aldo Bova, Ermanno Nason, maestro vetraio muranese in AA.VV, Ermanno Nason. Guerriero del vetro. Catalogo della mostra, Skira Editore Milano, p. 27).
Anatre in vetro massiccio, carpe dalle venature azzurre e squame intuibili mediante foglia d’argento, eleganti musi di cavallo, e poi ancora antilopi, tori, gatti, pantere, tucani. 

Costante durante tutta la sua carriera è stata la collaborazione con eminenti esponenti del panorama artistico internazionale, artisti che hanno usufruito della sua riconosciuta maestria, affidandogli progetti che senza la competenza di un mastro vetraio non sarebbero mai potuti essere portati a termine. Chagall, Cocteau, Picasso, Braque, Motika, Ponti sono solo alcuni degli artisti omaggiati dal Nostro. Ricorrenti in molte creazioni di Nason le citazioni a Henry Moore, come il Nudo di donna in vetro grigio su base di metallo, ripresa palesemente dalle reclining figures del collega britannico, o la possente Coppa grigia acidata sulla quale è incisa una famiglia mooriana e un grosso pugno sorregge la concavità cristallina.

Non a caso sono stati scelti titolo e immagine simbolo della mostra: “Ermanno Nason. Guerriero del vetro” e la Mano in vetro corroso con forcella. Quest’ultima emblema per eccellenza dell’attività dell’artista, per la forza e robustezza che occorrono nel forgiare il vetro e lavorare dinanzi a forni roventi, e la grossa pinza così elevata a strumento di precisione, attrezzo indispensabile per creare capolavori.

 

Dettagli

DIDASCALIE IMMAGINI
Ermanno Nason

  • Portatrice d'acqua (particolare) 
    (scultura in cristallo con applicazioni nere e rosse)
    Da un disegno di Renato Guttuso 1973-1992
    Altezza 58 cm, base 43 cm
  • Sassi
    (grande scultura in cristallo)
    1973-1992
    Altezza 77 cm, larghezza 29 cm, base 22 cm
  • Vaso rosso a grandi macchie Cenedese, 1963-1972
     
    Altezza 23 cm, larghezza 19 cm
  • Mano in vetro corroso con forcella 1973-1992
    Altezza 52 cm, larghezza 10 cm, base 30 cm.



IN COPERTINA
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Dove e quando

  • Fino al: - 01 Gennaio, 1970
  • Indirizzo: Museo del Vetro, Fondamenta Giustinian 8, Murano
  • Sito web

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