La Tempesta al Teatro della Pergola

di Carmelo Antonio Zapparrata // pubblicato il 10 Gennaio, 2011

Umberto Orsini, di cui si ricorda l’interpretazione in Affabulazione di Pasolini con regia di Luca Ronconi e i lavori per il cinema, ha commosso il pubblico fiorentino del Teatro della Pergola nel ruolo di Prospero nel dramma shakespeariano La Tempesta, firmato da Andrea De Rosa e andato in scena dal 14 al 19 dicembre 2010.

Son passati ben 350 anni da quando gli Accademici Immobili, gruppo di aristocratici con la passione delle arti, decisero di avviare un luogo dedito interamente alle arti che avrebbe costituito il nucleo primario dell’attuale Pergola. Da una prima vocazione a carattere privato e cortigiano, il teatro si aprì nel Settecento ad accogliere gli spettatori paganti, ospitando sia prosa sia lirica per secoli.

Nel nuovo anno di plurimi anniversari è, però, la preoccupazione di pubblico, critica e stessi dipendenti, ad accompagnare la proiezione futura del tempio fiorentino. Dopo la soppressione dell’ETI - ente che gestiva l’impresa - e passata la stagione in atto, la quale terminerà il prossimo 30 aprile, la Pergola potrà serenamente traghettarsi verso un roseo quattrocentesimo anniversario?

Ancora con un po’ di amaro in bocca per la chiusura del Teatro Duse di Bologna - anch’esso gestito dall’ormai defunto ETI - si spera che lo stesso non accada al Teatro della Pergola. Ironia della sorte o strano scherzo del destino, pare proprio che le burrasche e i naufragi ideati da Shakespeare ne La Tempesta incarnino sia il pericolo incombente sia l’incertezza collettiva delle italiche istituzioni al governo sul compito da riservare alla cultura nel nostro paese. Speriamo almeno che l’anniversario unitario sia un momento di riflessione sulle situazioni in atto.

La regia del sintetico atto unico elaborato da Andrea De Rosa si contraddistingue per la semplicità dello spazio scenico. Un drappo rosso, un letto e cumoli di sabbia disposti ai lati sono utilizzati per rappresentare l’isola lontana dove Prospero sconta il suo esilio. A bordo di una scialuppa e in balia delle correnti, il duca di Milano Prospero assieme alla figlia Miranda (Federica Sandrini) raggiunge quel luogo, salvandosi dalla congiura ordita dal proprio fratello Antonio (Flavio Bonacci), in combutta con il re di Napoli Alonzo (Francesco Silvestri). Dopo dodici anni di soggiorno forzato nell’isola, Prospero, risoluto a vendicarsi scatena una tempesta – qui resa dagli effetti sonori del premio Ubu Hubert Westkemper - contro una nave che trasporta dei nobili di ritorno a Napoli, che si scoprirà in seguito accogliere Alonzo e la sua corte insieme all’usurpatore del trono milanese, Antonio.

 Le arti magiche, coltivate dall’ex-duca per lungo tempo, sono gli strumenti adoperati da Prospero per domare gli elementi e rendere al suo servizio lo spirito dell’aria Ariel - qui creato dall’attore maturo Rino Cassano, soluzione lo elegge ad alterego etereo e “libero” dello stesso Prospero - e Calibano (Rolando Ravello), essere deforme figlio della strega Sicorax; concepito da De Rosa come individuo affetto da demenza che, in continui tic, cerca attraverso strani rapporti di sottomissione sadomasochista di ovviare alla sua stessa deficienza.

Che in questa mise en scène, così incentrata su un risvolto interiore del dramma shakespeariano, Ariel e Calibano rappresentino le due facce dello stesso Prospero? Una parte leggera e tendente all’alto, forse unico appiglio per una possibile salvezza, e una bassa che spinge verso sordide elucubrazioni?

L’incontro tra il figlio di Alonzo, Ferdinando (Nino Bruno), separatosi durante il naufragio dal gruppo, e Miranda offre la soluzione del dramma.

Il tenero amore sbocciato tra lo scugnizzo napoletano, che quando s’irrita grida “sfaccimma”, e la ragazza, perennemente ancorata al letto, emblema di un vincolo familiare che bisogna superare e al tempo stesso patibolo che la espone in pasto a incubi simili alle figure inquietanti dei capricci di Goya, riesce a commuovere Prospero. Il legittimo duca di Milano decide, allora, di rinunciare al suo progetto di portare alla pazzia con l’aiuto della magia i suoi antichi nemici.

Nell’allestimento di De Rosa, volutamente tendente a una prospettiva più psichica che fisica, l’induzione alla pazzia dei naufraghi è uno strumento atto al pentimento di questi ultimi che così possono accogliere il perdono di Prospero, il quale dal canto suo, raggiunto lo scopo, rinuncia alle arti occulte.

In questa vera e propria ‘tempesta celebrare’ l’intermezzo danzato per i festeggiamenti dell’unione dei due giovani diventa l’apice massimo di pazzia dei disperati naufraghi. S’incastona, così, come un piccolo cammeo ironico all’interno del dramma, utilizzando la versione in napoletano di Edoardo De Filippo. I nobili napoletani in preda alle allucinazioni, causate sia dalla fame sia dalle arti occulte di Prospero, liberano la parte più celata del loro ego: eccoli allora apparire in tutta la loro esuberanza come femminielli in atto di pavoneggiarsi imitando le dee, o per meglio dire le ‘dive’, dell’Olimpo.

Unico a non godere del perdono di Prospero è Calibano, gretto mostro deforme che osò tentare l’onore di Miranda e alla vita dello stesso duca, lasciato da solo a regnare nell’isola ‘inamena’ che tanto rivendicava quale lascito della madre.

È così la compagnia, superati gli antichi dissapori, salpa per l’Italia, lasciando la parte più gretta e malata alle proprie spalle. Ma che Italia i personaggi shakespeariani potrebbero trovare adesso se i flutti e i venti gli concedessero l’agognato approdo? Forse crederebbero di esser tornati al luogo di partenza, trovando ‘calibano’ tutto ciò su cui si posa lo sguardo.

 

Dettagli

Didascalie immagini

Nella foto di Bepi Caroli
da sinistra Umberto Orsini, Rino Cassano,
Federica Sandrini e Rolando Ravello in
La Tempesta (regia A. De Rosa)
© Bepi Caroli

Nella foto di Bepi Caroli 
da sinistra Rolando Ravello, Umberto Orsini
e Federica Sandrini in
La Tempesta (regia A. De Rosa)
© Bepi Caroli

Nella foto di Bepi Caroli 
Umbero Orsini come Prospero in
La Tempesta
(regia A. De Rosa)
© Bepi Caroli


La Tempesta

di William Shakespeare
traduzione Andrea De Rosa, Claudio Longhi,
Umberto Orsini
adattamento e regia di Andrea De Rosa
spazio scenico Alessandro Ciammarughi,
Andrea De Rosa, Pasquale Mari
scene e costumi Alessandro Ciammarughi
luci Pasquale Mari
suono Hubert Westkemper
musica Giorgio Mellone
Teatro Stabile di Napoli/Emilia Romagna
Teatro/Teatro Eliseo


dal 14 al 19 dicembre 2010
Teatro della Pergola, Firenze

Mappa

Dove e quando

  • Indirizzo: Teatro della Pergola, via della Pergola, 18/32, 50100, Firenze, Italy
  • Sito web