La svastica non è stata inventata da Hitler

di Sara Baldi // pubblicato il 30 Settembre, 2009

Capita molto spesso, visitando luoghi della memoria, musei dedicati alla Seconda Guerra Mondiale o semplicemente passeggiando per la città e osservando i muri delle case con simboli che inneggiano al nazismo, di rimanere indignati davanti a tali immagini che hanno sconvolto l’umanità. Capita altre volte di curiosare su internet o semplicemente perché la coda dell’occhio cade su un articolo di scoprire che non sempre quello che ci è stato raccontato sui banchi di scuola o dalle testimonianze dirette di chi ha vissuto quel triste, tristissimo periodo rispecchino completamente la realtà.

Etimologia del termine

La parola svastica ha un’origine etimologica molto diversa dall’immaginario che buona parte delle persone ad oggi si son fatte. Svastica deriva dall’antica lingua sanscrita, la sua traslitterazione è svastika. La prima parte della parola è composta dal prefisso su- che significa "buono, bene" e da asti, coniugazione della radice verbale as (essere): svāsti, pertanto, assume il significato di "stare bene". Il suffisso -ka è un diminutivo per cui svastica è traducibile letteralmente come "piccola cosa in relazione con lo star bene" riconducibile quindi a "portafortuna" . Originariamente, in sanscrito, il sostantivo è in realtà maschile trattandosi di una parola utilizzata prevalentemente come simbologia per l'astro solare contrapposta alla simbologia lunare.

Origine

La svastica conosciuta anche come croce uncinata ha una forma corrispondente ad una croce equilatera con i bracci piegati ad angoli retti. In un passato anche non molto lontano era usata come simbolo, augurale o di fortuna, da molte culture fin dal neolitico, ed è ancora oggi un simbolo sacro in alcune religioni come l'Induismo, il Buddismo ed il Giainismo. Nel mondo occidentale il significato attribuito a tale immagine è legato all’odio umano nei confronti di altri esseri umani. Nel gennaio 1980 la rivista Natural History pubblicò, sempre sull’origine della svastica, un documentario approfondito descrivendo quanto segue: “La svastica è un potente simbolo portafortuna. Questa particolarità, la sua aura di magia, e il suo simbolismo affondano le radici nelle più antiche civiltà mesopotamiche e iraniche. In India, dov’è largamente usata nelle cerimonie indù e come motivo ornamentale, la svastica unisce il simbolismo astronomico a quello religioso. . . . La relazione fra la svastica e gli dèi dei pianeti corrisponde piuttosto bene alla storia e alla diffusione del simbolo. C’erano le necessarie nozioni di astronomia nel luogo dove sembra che la svastica abbia avuto origine [Mesopotamia]”.

Pare che Babilonia sia stata la culla della svastica ma sono solo supposizioni perché non esistono ad oggi certezze a supporto di tale tesi. Molte croci uncinate furono scoperte a Samarra, a nord di Baghdad, sul Tigri, e nel primo stadio dell’insediamento a Susa o Susan additano l’antichissima origine del simbolo in Mesopotamia.

Religione e svastica

Tracce dell’influenza religiosa di Babilonia sono evidenti in India, come dice fra l’altro un archeologo: “La svastica e la croce, comuni su impronte e placche, erano simboli magici o religiosi sia nella Babilonia che nell’Elam del periodo preistorico più antico, ma conservano questo carattere anche nell’India moderna e altrove”. (V. Childe, New Light on the Most Ancient East, 1957).
Quindi, l’influenza religiosa dell’antica Babilonia raggiunse molti popoli e nazioni, molto più estesamente e in maniera molto più efficace e duratura del suo potere politico. Nel gianismo, antica religione, fondata nel VI secolo prima di Cristo avente come simbolo la svastica, i quattro bracci rappresentano i piani dell’esistenza: mondo degli dei, mondo dell’uomo, mondo animale, mondo infero . Lo stesso simbolo si trova sopra la porta d’ingresso del tempio Laksmi Marayan di Nuova Delhi, in India. E anche sopra l’ingresso di un tempio di Bali in Indonesia. La svastica e’ un noto simbolo di buona fortuna in India. Nella tradizione Buddhista, la svastica simboleggia i piedi o le impronte del Buddha ed e’ spesso usato per indicare l'inizio dei testi. Il Buddhismo tibetano moderno lo usa come decorazione nell'abbigliamento. Con il diffondersi del Buddhismo e' stato adottato anche dalla iconografia della Cina e del Giappone, dove e’ stato usato per indicare la pluralità, l'abbondanza, la prosperità e lunga vita. Nell’area indobuddista la svastica venne considerata come un sigillo e la si ritrova spesso impressa sul cuore di Buddha, anche in Tibet del resto ha valore di portafortuna e talismano.

Nel Janismo è l' emblema del loro settimo Tirthankara ( titolo usato per indicare uno dei 24 profeti). Esistono altri usi di tale simbolo come in Mesopotamia dove la svastica e' stata coniata sulle monete, in Scandinavia come simbolo del martello del dio Thor. Nella prima arte cristiana e' stata chiamata la croce gammadion perche' e' composta da quattro gamma ( la G nell’alfabeto greco) Si trova anche nell'arte Maya e Navajo. Appare sopra i pesi degli Ashanti in Africa.

Simbolo di fertilità e di vita

Nella zona del Danubio romeno sono stati trovati vasi con rappresentazioni di svastiche. Sono venute alla luce svastiche negli scavi compiuti a Troia, antica città dell’Asia Minore. Nello stesso periodo culturale in cui la svastica compare a Troia e in Romania, vengono alla ribalta anche plastici di idoli relativi al culto della fertilità. I plastici sono spesso quasi identici a quelli del Vicino e Medio Oriente. La maniera in cui la svastica è situata sul corpo di plastici di donne a Troia indica che serviva come simbolo di fertilità e vita.

Inoltre, nelle fosse delle tombe di Micene, in Grecia, la svastica si trova su ricchi gioielli d’oro. Compare anche su monete. In una scena funebre raffigurata su un vaso ateniese, si possono vedere tre svastiche sopra il cavallo che tira il carro funebre. Dee della fertilità trovate in tombe hanno il simbolo sulla gola e sul petto. Su un sarcofago possiamo vedere la “signora della vita”, che in seguito venne chiamata Artemide, circondata da svastiche. Pare anche che sia stata associata al fiore di loto e che ornasse l’abito di Afrodite, l’antica dea greca dell’amore, chiamata Venere dai Romani. Quindi, a Troia e nelle sue rappresentazioni dell’area dell’Egeo, la svastica rappresentava l’idea della fertilità e della vita.

Un simbolo cristiano?

La croce, nell’iconografia cristiana è divenuta il simbolo di fede più evidente e significativo, ma essa era già largamente nota nel mondo pre-cristiano. Il processo per cui la croce giunse a tanta universalità, soppiantando tutti gli altri simboli cristiani, si compì relativamente tardi (sec. IV). Oltre ai valori propriamente ‘religiosi’, nell’ambito del cristianesimo la croce ha, nelle credenze folcloristiche, un valore di forte agente apotropaico: come oggetto viene spesso collocata nei campi per favorire il buon esito del raccolto; è considerata potente contro le forze demoniache. Come simbolo la croce è comunque assai più antica del cristianesimo: risale alla preistoria (Neolitico) ed è raffigurata da sola oppure entro un cerchio, come simbolo solare; a volte è a raggi diritti, altre volte con i raggi uncinati (svastica).

Chiese della cristianità


Si può trovare la svastica nel pavimento a mosaico della chiesa della Natività a Betleem. Nel suo libro Riguardo alla svastica Joerg Lechler mostra alcune rappresentazioni di svastiche tratte da chiese della cristianità. Tra il voluminoso materiale illustrato, si vede il cosiddetto abito del digiuno o di quaresima di Heiligengrabe, in Germania, su cui l’abito di Cristo è coperto di svastiche. La svastica compare su una tovaglia d’altare della Chiesa di Maria zur Wiese di Soest, in Germania. Si trova pure sul monumento in bronzo del vescovo Bocholt a Luebeck e su alcune monete medievali delle diocesi cattoliche di Mainz e Halberstadt e del vescovo di Erfurt, Heinrich (1140-1150 ).

In un quadro di una chiesa di Dalby (Svezia meridionale) l’agnello rappresentante Gesù Cristo aveva la svastica anziché una semplice croce. Fu pure usata la svastica nella forma della campana della chiesa di Utterslev, in Danimarca. I primi cristiani rigettarono l’uso di tali simboli. Una volta ciò fu espresso con queste parole: “Le croci, inoltre, non le adoriamo né le desideriamo. Voi, in realtà, che consacrate dèi di legno, adorate croci di legno forse come parti dei vostri dèi. Perché i vostri stessi stendardi, nonché i vostri vessilli e le bandiere dei vostri campi, che cos’altro sono se non croci indorate e abbellite? I vostri trofei di vittoria non solo imitano l’aspetto di una croce semplice, ma anche quello di un uomo affisso ad essa”. — L’Ottavio di Minucio Felice, cap. 29, The Ante-Nicene Fathers, Vol. 4, pag. 191.

Hitler, la svastica e le chiese

Hitler dove vide per la prima volta la svastica? Quando Hitler scelse la svastica come simbolo nazista, scelse un simbolo antico e pieno di un misterioso potere magico. Un potere magico che rappresentò l’effetto voluto da Hitler. Nel suo libro Mein Kampf, Hitler scrisse che l’effetto dopo la presentazione del nuovo simbolo del movimento nazista fu quello di una fiaccola accesa, era il 1920, tutti erano molto entusiasti del loro nuovo vessillo con l’antico disegno. All’immagine originale Hitler apportò alcune modifiche con l’intenzione di : “ dare l'idea di una valanga che travolga il mondo decadente”, fu con questa motivazione che Hitler presentò la svastica, simbolo conosciuto al monastero benedettino di Lambach, nell’Austria superiore, quando il piccolo Adolf frequentava la terza classe elementare. Per un po’ fece il corista lì e visse al monastero nell’inverno del 1897-1898. Lì, scolpita nel muro sopra la grotta della sorgente nel cortile, c’era la data 1860 con una svastica. Il simbolo si trovava pure sul portale del monastero.

Curiosità

Sicuramente il Tibet è una delle regioni dove ancora adesso il simbolo, sia destrorso che levogiro, è d’uso molto corrente: pochi anni fa, il Nepal indisse le elezioni, i votanti espressero il loro voto disegnando una svastica vicino al nome del candidato da loro scelto. E' pratica diffusa presso i contadini tibetani tracciarla sulle porte delle proprie case per impedire al male di entrare. In India, gli indu' utilizzano la svastica per segnare le pagine di apertura dei libri contabili, le soglie delle porte e le offerte. La svastica sulla mano destra e' un simbolo solare, sulla sinistra rappresenta la dea Kali e la magia.

 

Dettagli

Didascalie

  •  Svastiche: immagine raffigurante svastiche nella loro evoluzione
  • Svastica induista
  • Chiesa lombarda: Il segno della svastica è riprodotto, probabilmente come simbolo solare, nell'architettura neoromanica della chiesa parrocchiale di Rosazza, in Piemonte, costruita intorno al 1850
  • Monastero: immagine raffigurata nel monastero benedettino di Lambach, in Austria
  • Svastica tempio buddista: una svastica buddista in un tempio di Asakusa a Tokyo. Che peccato che si sia perso il significato della parola sanscrita, traducibile come "portafortuna"



In copertina
La svastica su tessuto di un museo di Pechino

 
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