“La scuola del mondo”
di // pubblicato il 20 Aprile, 2011
Se solo Uffizi e British Musem potevano unirsi e creare una mostra unica, irripetibile e spettacolare sul disegno (quella che dopo la tappa londinese è in corso a Firenze alle Reali Poste e al Gabinetto Disegni e Stampe), solo la Veneranda Biblioteca Ambrosiana di Milano - depositaria di un grandioso patrimonio grafico leonardesco - e la Fondazione Casa Buonarroti di Firenze - che conserva oltre duecento disegni di Michelangelo e nell’Archivio Buonarroti molte carte autografe del Maestro - potevano regalarci l'incontro ravvicinato di Leonardo e Michelangelo attraverso i disegni.
Per visitatori e studiosi una inedita occasione di riflessione e confronto tra due protagonisti del Rinascimento, considerati “rivali” ma che invece guardarono uno all'opera dell'altro molto più di quanto si immagini.

Una primavera fiorentina dove il disegno è il vero protagonista con anche questo nuovo allestimento curato da Pietro C. Marani e Pina Ragionieri.
Ventidue disegni - dodici di Leonardo e dieci di Michelangelo - da gustare e relazionare con attenzione (portate una lente di ingrandimento), aperitivo dell'esposizione-evento in programma a ottobre ai Musei Capitolini di Roma.

Pina Ragionieri ci fa subito entrare in simbiosi con una storia avvincente, ricca di colpi di scena, e il catalogo edito Silvana Editoriale ne è valido supporto, un libro facilmente collocabile in borsa, da leggere nei momenti liberi. "In molti sensi può essere utile tornare al celebre episodio vasariano secondo il quale Michelangelo 'innanzi che morissi di poco, abruciò gran numero di disegni, schizzi e cartoni fatti di man sua, acciò nessuno vedessi le fatiche durate da lui et i modi di tentare l’ingegno suo, per non apparire se non perfetto'. Sappiamo per certo che questo gran falò, acceso in due volte, fu il più cospicuo ma, presumibilmente, non l’unico: e così riusciamo a capire perché il corpus dei disegni del Buonarroti risulta spesso lacunoso agli studiosi; e a volte, proprio per l’impossibilità di tracciarne la vicenda come una linea continua che accompagni gli accadimenti artistici di una lunga vita, problematico anche dal punto di vista attributivo."

La mostra prende spunto da alcuni progetti per gli affreschi sul tema della Battaglia di Anghiari e della Battaglia di Cascina che i due artisti dovevano dipingere, a gara, nella Sala del Maggior Consiglio, oggi Salone dei Cinquecento, in Palazzo Vecchio. Opere mai portate a termine i cui studi preparatori furono così ammirati da essere definiti la “scuola del mondo” da Benvenuto Cellini.

Per i due geni un confronto diretto in prima visione assoluta.
Opere attentamente selezionate per rappresentare quasi tutte le tecniche grafiche adottate da Leonardo: dai disegni più antichi tracciati a punta d’argento, a quelli a penna e inchiostro, a matita nera e rossa, fino ai gessetti colorati. Teste di carattere, profili femminili, disegni anatomici, studi di prospettiva e uno spettacolare disegno di cavallo per la Battaglia d’Anghiari accanto a quelli di Michelangelo scelti, a cominciare da uno dei capolavori della Collezione, il celebre Nudo di schiena riferibile alla Battaglia di Cascina, anche con lo scopo di mettere in evidenza alcuni momenti salienti della biografia del Maestro, dalla sua partecipazione agli eventi delle due repubbliche fiorentine all’esperienza drammatica e suprema della Sagrestia Nuova di San Lorenzo a Firenze, fino al trentennio romano che concluse la sua vita, rappresentato in mostra da un raro e movimentato studio di cavalli.
In mostra anche due grandi disegni di Giovanni Antonio Boltraffio di cui lo "Studio per una figura femminile a mezzo busto e studio di occhi" denota come l'allievo abbia appreso dal maestro Leonardo.
