La Raccolta Lercaro riapre al pubblico

di Martina Tinti - pubblicato il 05 Giugno, 2009 in Mostre

Vicino al centro di Bologna si trova un piccolo gioiello: la Galleria d´Arte Moderna "Raccolta Lercaro". E´ una raccolta di opere d´arte contemporanea formatasi grazie alla stima e all´affetto rivolto da molti artisti verso la figura dell´Arcivescovo di Bologna cardinale Giacomo Lercaro. Formatasi nel 1971 da una donazione spontanea di alcuni artisti del bolognese (Aldo Borgonzoni, Pompilio Mandelli, Enzo Pasqualini, Ilario Rossi) in occasione del suo ottantesimo compleanno, fa parte della più ampia Fondazione Giacomo Lercaro le cui attività in collaborazione con altri centri ed istituti affini spaziano dalla formazione morale a quella artistica dei giovani specialmente del Collegio Universitario di Villa San Giacomo, di cui la raccolta è parte integrante, al sostegno degli anziani fino all´incremento di una produzione culturale di qualità, con una particolare attenzione anche all'architettura sacra, a cui l'Arcivescovo era molto attento tanto da aprire nel 1955 un Congresso di Architettura Sacra e soprattutto la sua attenzione era rivolta alle periferie della città di Bologna con la costruzione di nuove chiese che rappresentassero un punto di riferimento religioso e sociale.

Sono rimasta sorpresa per la ricchezza e per l´importanza dei pezzi custoditi al suo interno, doni di artisti o delle loro famiglie oppure semplici acquisizioni. Alla base della formazione di questa raccolta sono i rapporti che Lercaro ebbe con diversi artisti durante la sua vita e il rispetto che molti ebbero per la sua persona e per il suo tentativo di ritrovare, in un momento storico in cui l'Arte sembrava essersi allontanata dalla Religione, un nuovo dialogo all'interno della sensibilità contemporanea. La sua concezione della natura e della funzione dell' atto artistico era chiara: il fare arte in sé stesso racchiude una grande spiritualità e religiosità anche in relazione allo “stato di grazia” in cui l'artista si deve trovare per superare i limiti della materia ed elevare la propria opera alla ricerca di un significato superiore e per questo non venne dato nessun vincolo di soggetto alle opere. Negli ultimi due anni la raccolta è rimasta chiusa e ha di nuovo aperto le porte negli ambienti in cui era stata collocata nel 2003 con un riallestimento provvisorio reso possibile anche con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Bologna ed espone al pubblico una selezione delle opere in attesa di una collocazione definitiva per creare un vero e proprio complesso museale. E' ancora in fase di catalogazione il vasto complesso delle opere e anche dei volumi in possesso della Fondazione che completano il percorso culturale ed educativo. L'attuale sistemazione comprende uno spazio per mostre temporanee e un percorso al piano interrato.

Attualmente negli spazi espositivi si trova la mostra “Dolore di Dio, storia dell'uomo. Luttringer, Manzù, Xerra” visitabile fino al 28 giugno 2009. Un percorso attraverso il dolore lungo la storia dell'uomo accostato al dolore di Cristo sulla croce. La croce di Cristo è posta accanto alle croci degli uomini che si ergono in tutti i luoghi in cui l'odio e la violenza annullano anche l'essenza stessa della natura umana. Paula Luttringer ha vissuto il dolore direttamente sulla propria pelle in un centro di detenzione argentino durante la dittatura militare. Cerca di esprimere la crudeltà delle sevizie sulle donne rinchiuse e torturate attraverso fotografie in bianco e nero delle celle di detenzione e testimoninze scritte del loro terribile vissuto che costituiscono il progetto El lamento de los muros. Un grande grido si leva da questi scatti che in una porzione di muro riportano alla luce della verità e degli occhi degli uomini la terribile condizione dei desaparecidos e attraverso le parole feriscono profondamente l'animo, creano profondo orrore e disgusto per quello che degli esseri umani si permettono di compiere contro altri esseri umani soffocando nell'orrore la loro umanità.

Giacomo Manzù è già presente all'interno della collezione per il suo rapporto confidenzale con il cardinale ma in questo percorso temporaneo sono esposti dei bassorilievi tra cui Martirio di Santo Stefano,primo martire cristiano come riflessione sulla intolleranza religiosa e alcune delle sue famose crocefissioni nelle quali l'umanità stessa è rappresentata crocifissa sulla croce, il partigiano viene crocifisso dal soldato nazista come simbolo della protesta contro le stragi della guerra; le figure sono abbozzate appena sulla lastra di bronzo, come affievolite da una coltre di sofferenza insensata che grava sopra di loro . Per concludere questo percorso è presentato il dolore di Cristo in una Via Crucis realizzata da William Xerra in relazione ad una rappresentazione tradizionale di epoca settecentesca ricollocata accanto ad una meditazione personale astratta e concettuale che commenta e accompagna la lettura di modelli simbolici e iconografici della salita al Golgota nell'intento di crearne un linguaggio moderno.

La ricchissima collezione contiene opere di alcuni dei maggiori artisti del Novecento, con particolare riferimento alla scultura. Punto di partenza e di conclusione del percorso espositivo è il Calvario di Vittorio Tavernari, toccante riproposizione intagliata nel legno della crocifissione di Cristo e dei due ladroni. L'esposizione delle opere si snoda poi in un percorso quasi tortuoso ma affascinante: tra le oper presenti la Femme qui marche di Giacometti, alcune incisioni e un dipinto ad olio di Morandi, alcune sculture di De Chirico che non avevo mai visto e poi Messina, Manzù e i suoi cardinali, Marini, Medardo Rosso, Martini e anche un'opera di Rodin. Per la prima volta esposte al pubblico sono le coloratissime cartoline di Giacomo Balla provenienti dalla Donazione Ambron che raccontano in pieno stile futurista il suo rapporto di stima e affetto creatosi con la famiglia dell'artista Ambron e che accendono una luce più intima sulla sua figura.

Didascalie & Dettagli

DIDASCALIE IMMAGINI

  • Veduta d'insieme del museo
  • Giacomo Manzù
    (Bergamo 1908 - Ardea 1991)
    Crocifissione
    dal ciclo “Cristo nella nostra umanità” (sd)
    bronzo
    69x51x0,5 cm
  • Veduta d'insieme del museo
  • Giacomo Balla
    (Torino 1871 - Roma 1958)
    Fiori (sd)
    tecnica mista su cartoncino
    13,7x8,7 cm

 

La raccolta rimarrà aperta fino al 12 luglio 2009
dal 30 guigno al 12 luglio l'orario di apertura sarà 14,30-18,30.

Extra

Mappa

Dove e quando

  • Fino al: - 12 Luglio, 2009
  • Indirizzo: Galleria d´Arte Moderna "Raccolta Lercaro", Via Riva di Reno 57, Bologna
  • Sito web

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