La prima cosa bella

di Andrea Mancaniello // pubblicato il 29 Gennaio, 2010

Nostalgico e struggente come mai nei suoi film precedenti Paolo Virzì, che ho sempre considerato l’unico vero erede della commedia all’italiana, abbandona la caustica ironia e il cinismo di titoli come Baci e abbracci, Ferie d’agosto o Caterina va in città per raccontare con La prima cosa bella l’irreversibile scorrere del tempo.

Il protagonista Bruno interpretato dal sempre bravo Valerio Mastrandrea lavora come professore in un Istituto Alberghiero della capitale, un giorno all’uscita dalle lezioni viene letteralmente braccato dalla sorella Valeria che non riuscendo a parlargli è arrivata da Livorno, loro città d’origine, per incontrarlo e comunicargli il peggioramento delle condizioni cliniche della loro mamma Anna, con la quale il figlio ha un rapporto rimasto in sospeso da tempo. Costretto dagli eventi a tornare indietro in un viaggio nella memoria scavando nei ricordi dolorosi che l’hanno fatto diventare l’adulto irrisolto che è, Bruno torna dopo tanti anni nella sua Livorno a ritrovare luoghi ed eventi da cui era fuggito.

Il film si snoda su due piani narrativi, quello del presente con il riallacciare dei rapporti tra fratello e sorella prima di tutto, ma anche con tutt’un sottobosco di personaggi secondari che hanno però un loro peso nella terapeutica ricostruzione del tempo che fu, e una serie di flashback che partendo dall’estate 1971 risale gli eventi cavalcando gli anni ’70 e ’80 a ricostruire il quadro che ha portato Bruno a fuggire la sua città, mettendo una distanza che non è solo geografica tra sé e la sua famiglia.

Micaela Ramazzotti è bravissima nel disegnare la figura di Anna tra gli anni ’70 e gli ‘80, mamma troppo ingenua ed espansiva con tutti, dotata di una bellezza prorompente che le attira addosso attenzioni indesiderate e maldicenze di una città cattiva e benpensante. Stefania Sandrelli che interpreta lo stesso ruolo nel tempo presente dà corpo ed esuberanza ad una donna minata dalla malattia ma ancora piena di un’irrefrenabile voglia di vivere. Stefania Sandrelli è una delle ultime attrici rimaste in attività che appartiene alla stagione dei Pietro Germi, degli Ettore Scola, dei Mario Monicelli e con tutto ciò che rappresenta nella storia della commedia all’italiana, dall’esordio in Divorzio all’italiana di Pietro Germi in poi, conferisce al personaggio di Anna un alone di vissuto in più con grande personalità e spessore.

Sostenuti da una bella sceneggiatura tutti gli interpreti danno il meglio di sé, a cominciare da Marco Messeri che regala al personaggio di Loriano, il vicino di casa da sempre innamorato di Anna, una tenerezza senza fine, o Claudia Pandolfi che nel ruolo della sorella minore Valeria offre un’ottima prova nella scena in cui finalmente affronta il fratello per sapere il perché del distacco subito nel silenzio anni prima.

Sarà la concomitanza anagrafica col protagonista, il rivedere gli anni ’70 a cui appartiene anche la mia infanzia rappresentati in maniera così viva e vitale, le canzoni della colonna sonora che già da sole hanno una forte carica evocativa, ma lo struggimento per quel mondo conosciuto da bambino e che oggi non c’è più è stato quanto mai tangibile. Virzì conferma la sua ottima capacità nella scelta degli attori, il piccolo Giacomo Bibbiani che interpreta un Bruno da bambino perennemente imbronciato è davvero bravo, così piccolo e già dotato di una notevole presenza scenica. Grazie poi anche a piccoli stratagemmi, come far doppiare il Bruno adolescente interpretato da Francesco Rapalino dallo stesso Valerio Mastrandrea che lo interpreta da adulto, si crea una continuità narrativa che non si spezza quando cambia l’attore nello stesso ruolo come spesso accade quando in uno stesso film attori differenti dividono lo stesso personaggio in età diverse.

Un gran bel film che ha il pregio di dare una forma concreta alla rappresentazione del pettegolezzo, con Virzì che gioca con lo spettatore concretizzando nelle immagini le voci e le situazioni che per tutto il film ti fanno credere alle maldicenze della gente e poi puntualmente, una manciata di minuti più in là, dimostrano che le cose stanno in maniera diversa da ciò che le apparenze facevano credere, palesando la natura del pettegolezzo generato da gelosie e invidie. Alcuni hanno criticato il film rimproverandogli un eccesso di sentimentalismo, io non sono d’accordo penso solo che Paolo Virzì per una volta abbia lasciato da parte l’analisi sociologica che spesso il suo cinema porta con sé, basti pensare al precedente Tutta la vita davanti, per raccontare emozioni più intime e personali che appartengono alla dimensione del ricordo e forse in parte dell’autobiografia. Bellissima la sequenza nel mare per ciò che rappresenta, un ritorno all’origine in pace con se stessi e con i propri fantasmi interiori dopo aver imparato il valore della comprensione e del perdono.

 

Dettagli

SCHEDA FILM

  • Titolo originale: La prima cosa bella
  • Regia: Paolo Virzì
  • Con: Valerio Mastrandrea, Micaela Ramazzotti, Stefania Sandrelli, Claudia Pandolfi, Marco Messeri, Aurora Frasca, Giacomo Bibbiani, Giulia Burgalassi, Francesco Rapalino, Isabella Cecchi, Sergio Albelli, Fabrizia Sacchi, Dario Ballantini, Paolo Ruffini, Emanuele Barresi, Fabrizio Brandi, Michele Crestacci, Bobo Rondelli, Isabelle Adriani, Paolo Giommarelli, Giorgio Algranti
  • Soggetto e Sceneggiatura: Francesco Bruni, Francesco Piccolo, Paolo Virzì
  • Fotografia: Nicola Pecorini
  • Musica: Carlo Virzì
  • Montaggio: Simone Manetti
  • Scenografia: Tonino Zera
  • Costumi: Gabriella Pescucci
  • Produzione: Fabrizio Donvito, Marco Cohen e Benedetto Habib per Medusa Film, Motorino Amaranto e Indiana Production
  • Genere: Commedia
  • Origine: Italia, 2010
  • Durata: 116’ minuti

 


DIDASCALIE IMMAGINI

- Locandina
- Anna con i figli Bruno e Valeria, Michaela
  Ramazzotti con Giacomo Bibbiani e Aurora
  Frasca, negli anni ’70 sul set del film nel
  film La moglie del prete di Dino Risi,
  sullo sfondo il sosia di Marcello Mastroianni
- Anna e i figli Bruno e Valeria negli anni ’80,
  sono rispettivamente Micaela Ramazzotti,
  Francesco Rapalino e Giulia Burgalassi
- Valerio Mastrandrea e Stefania Sandrelli
  sono Bruno e la madre Anna nel 2009
- Stefania Sandrelli sul set