La pittura italiana del Seicento al Museo Ermitage
di // pubblicato il 12 Agosto, 2010
È un piacere sfogliare uno degli ultimi volumi pubblicati dalla casa editrice Skira: si tratta di Museo Statale Ermitage – La pittura italiana del '600. Il volume rappresenta il catalogo dell'omonima Collezione del museo di San Pietroburgo, ed è pubblicato dalla Fondazione Ermitage Italia. L'opera si basa sugli studi di Svetlana Vsevoložskaja (1930-2007), la studiosa che per cinquant'anni ha dedicato il proprio lavoro all'approfondimento delle opere e degli autori seicenteschi. Svetlana Vsevoložskaja ha contribuito sin dalle prime pubblicazioni – negli anni '70 – allo sviluppo degli studi sugli autori italiani di questo periodo, e in particolare su Caravaggio e il movimento dei caravaggeschi.

Questo catalogo, che purtroppo rappresenta un'opera postuma, rappresenta il contributo più grande della Vsevoložskaja agli studi seicenteschi: grazie al vasto panorama delle opere recensite, ben 285, eseguite dai grandi maestri e dai loro allievi e provenienti da tutte le scuole regionali, il presente volume rappresenta un'opera fondamentale per gli studi futuri. Le opere pubblicate sono infatti corredate di dati sulla loro provenienza, sull'attribuzione e sugli studi critici.

A parte l'indubbio valore scientifico di questa opera, è impossibile non rimanere affascinati sfogliando le pagine del volume, attraverso le quali scorrono davanti ai nostri occhi opere di Caravaggio, del Cigolo, del Grechetto, dei Carracci, di Orazio Gentileschi, del Domenichino, di Luca Giordano e del Guercino, solo per citare i nomi più famosi.
Attraverso le riproduzioni pubblicate nel catalogo possiamo compiere un meraviglioso viaggio in un secolo, il Seicento, complesso e ricco di suggestioni e stili diversissimi tra loro: dal Barocco al Manierismo, dai quadri di ispirazione religiosa a temi decisamente profani, dal vedutismo ai paesaggi idealizzati. Tutta questa complessità emerge chiaramente dalle pagine di questa opera, che fornisce un panorama completo di quanto di più alto l'arte italiana del periodo ha saputo esprimere.

La Collezione di pittura italiana dell'Ermitage si è costituita a partire dal 1769, con l'acquisizione della Collezione Brülh, seguita poi dall'acquisto di molte altre collezioni private europee di grande pregio, come le famose Collezioni Crozat e Walpole – quest'ultima decisiva per la sezione dedicata alla pittura del Seicento. In seguito la collezione si è ampliata ulteriormente con l'acquisizione di singole opere.

La pubblicazione di questo catalogo, si deve alla collaborazione di studiosi russi e italiani, che hanno messo in comune le rispettive conoscenze per realizzare un'opera monumentale, destinata ad essere sfogliata e letta da molte altre generazioni di storici dell'arte.