La Pietà di Massimiliano Soldani Benzi
di // pubblicato il 06 Maggio, 2010
Assistiamo alla rinascita di un capolavoro, la bellissima "Pietà" riprodotta in porcellana dalle forme originali in mostra per la prima volta al Museo Richard Ginori della Manifattura di Doccia.

È una novità assoluta che riaprire gli studi sulla figura di questo grande artista, Massimiliano Soldani Benzi (Montevarchi, Luglio 1656 – Montevarchi, 23 febbraio 1740), che all’età di 20 anni era a Firenze per studiare e qui si rivelarono le sue particolari abilità di copista in bronzo di sculture tratte dalla statuaria antica e rinascimentale.

Il Museo Richard Ginori di Doccia con il supporto dell’azienda Richard Ginori e dell’Associazione Amici di Doccia ha messo a disposizione il personale e i materiali per il lavoro sulle forme di gesso e la colatura delle medesime.
La scoperta delle forme originali in gesso di un capolavoro della scultura tardo-barocca fiorentina è stata resa possibile grazie al difficile intervento di Piero Luchi, unico maestro vivente del colaggio artistico, che ne conosce i segreti tramandati da secoli.

Gli studi sul grande gruppo noto come la “Pietà” hanno permesso per la prima volta di datare con certezza al 1708 l’unica versione in bronzo realizzata dal Soldani conservata presso l’Art Museum di Seattle, tuttavia è possibile affermare, senza alcun dubbio, che la sua traduzione in porcellana più spettacolare per dimensioni e per raffinatezza è quella conservata nella Galleria Corsini a Firenze.

Finora l’esemplare in bronzo di Seattle era stato datato intorno al 1713-1714 e la scoperta della data getta nuova luce sul capolavoro dello scultore infatti, le tracce di scritta riscontrate anche sull’esemplare Corsini consentono di affermare che siamo in presenza delle stesse forme in gesso utilizzate anche per la realizzazione del primo esemplare in porcellana del gruppo e uscite dalla bottega del Soldani.

In 3 anni sono state inventariate oltre un migliaio di forme, gruppi, figure, bassorilievi in biscuit e oggetti in maiolica e porcellana bianca decorata del XX secolo, inediti e assenti dalla collezione museale; si tratta di proseguire nella catalogazione delle migliaia di forme che costituiscono il più importante fondo di materiali storici.

Tale esperienza anni ha portato alla consapevolezza che la Richard Ginori da sola non può sostenere il peso economico del progetto e quindi della necessità di trovare altre risorse esterne per terminare la catalogazione di tutto il patrimonio storico, risorse fondamentali per dar vita il prima possibile a un progetto di formazione diretto da Luchi per trasmettere le sue conoscenze senza le quali le antiche forme di gesso risultano inservibili oltre a perdere per sempre un mestiere fondamentale per la porcellana artistica.