“La passione e l’arte” con vista sulla facciata

di Cinzia Colzi - pubblicato il 17 Febbraio, 2007 in Itinerari... d'autore!

Il Museo dell?Opera Metropolitana ha restituito ai senesi e a tutti noi che, periodicamente torniamo a Siena per mille buoni motivi, la straordinaria facciata gotica del Duomo, finalmente liberato dai ponteggi del restauro.
E? stata tolta la patina scura, depositatasi nei secoli, con un lavoro di pulizia minuziosa e di consolidamento strutturale, oltre alla stesura di una guaina protettiva che tutti ci auguriamo riesca a mantenere lo spettacolo attuale.
Noi giornalisti, però, abbiamo avuto un ulteriore regalo e il grazie sincero va a tutti coloro che hanno pensato e permesso la realizzazione di questa anticipata strenna natalizia! Infatti, oltre a una visita completa della cattedrale (si crede di conoscerla, ma, ?ogni volta, regala emozioni nuove come conoscere Emilio Frati e il suo allievo Paolo, che, andando proprio alla cava, ormai chiusa, dove era stato estratto il materiale di costruzione, stanno restaurando i mosaici di parte della pavimentazione) anche la possibilità di accedere ai sottotetti!
Sì avete letto bene: i sottotetti in restauro per la messa in sicurezza del primo anello della cupola. I tempi di apertura al pubblico sono ancora lontani, forse il 2009, ma quando sarà.. state certi vi avvertirò tempestivamente perché lo scenario a trecentosessanta gradi è indescrivibile, come lo sono i vani interni dove, il primo pensiero, è stato seguire l?immaginazione e sognare di arrampicarsi lassù per la visita di una mostra di arte contemporanea? ?

Adesso sono nel secondo anello della cupola, altro giro completo, mi fermo, guardo sotto, in direzione sud-ovest, Palazzo Squarcialupi e, magicamente, mi materializzo lì per godere di una grande esposizione, oltre cento opere, che attraversa le più importanti correnti artistiche del secolo scorso, alcuni dei momenti più alti della produzione artistica contemporanea, realizzata grazie alle collezioni di due personalità di spicco nella cultura del Novecento, di cui quest’anno ricorre il centenario della nascita: Cesare Brandi e Luigi Magnani, l?amicizia ritrovata, segnata da un fitto epistolario dove si coglie la passione per quanto di nuovo e di bello potesse emergere in un campo in continua e profonda evoluzione come quello dell? arte.

Mentre in Luigi Magni si coglie la più autentica psicologia del collezionista che lascerà un?impronta indelebile con acquisti di arte antica e moderna e una liberalità assoluta, in Brandi, le opere ?raccolte? sono elementi di dialogo dove la centralità è rappresentata dagli artisti che vuole tenere con sé in una sorta di cenacolo luminoso e perenne: per questo è diverso, e non confrontabile, l?atteggiamento dei due protagonisti, che pure assumono entrambi come dovere e senso etico il convivere con l?arte nella sua accezione più ampia.

Paul Cezanne, Auguste Renoir, ma anche Renato Guttuso, Giorgio De Chirico, Claude Monet, Giorgio Morandi, Giacomo Manzù, Alberto Burri, Filippo De Pisis, Antonio Scialoja, Leoncillo, Piero Sadun, alcuni degli artisti da ammirare, fino al prossimo 11 marzo, nella mostra ?La passione e l’arte. Cesare Brandi e Luigi Magnani collezionisti? , allestita nel Complesso museale Santa Maria della Scala.
La mostra si articola in varie sezioni che accompagneranno il visitatore nella vita e nel pensiero di due grandi personaggi accomunati dalla passione per l’arte e non vuole essere solo l? omaggio alle due poliedriche personalità, ma anche un percorso alla scoperta del loro gusto, della qualità delle loro scelte e del loro amore per l’arte in tutte le sue forme dove, le opere in mostra, testimoniano vicende storiche, artistiche ed umane in un magistrale intreccio tra cultura e passione, sulla condivisione intellettuale e sui rapporti tra i vari artisti e i due collezionisti, senza alcun dubbio, protagonisti della storia dell’arte del secolo scorso.
Mi piace marcare la loro solida amicizia, costruita nel tempo grazie alla passione comune per la musica, i viaggi, la scrittura, la pittura.
Nel 1988 Cesare Brandi lasciava in eredità allo Stato la sua importante collezione di opere d’arte raccolte nel tempo nella Villa di Vignano a Siena. Una raccolta che testimonia la lunga e assidua frequentazione, spesso sfociata in amicizia, con gli artisti più significativi del Novecento italiano.
Agli inizi degli anni Trenta risale la sua amicizia con Luigi Magnani, imprenditore, musicologo, raffinata figura di collezionista che proprio grazie al rapporto con Brandi intensificò la sua passione per l’arte figurativa; passione che lo portò ad acquisire ciò che di meglio poteva offrire il mercato antiquario negli anni Cinquanta-Sessanta, spaziando dai contemporanei alle opere d’arte antica. Così, nelle dimore di famiglia, e specialmente nella villa di Mamiano nel parmense, raccolse una collezione che vedeva come protagonisti i grandi nomi delle avanguardie del Novecento.
Regalo di Natale graditissimo davvero a tutti, è il catalogo, un autentico gioiello edito da Umberto Allemandi & C. che vi accompagnerà in questo viaggio per il quale ho provato a solleticare interesse senza togliere il piacere della scoperta personale.

L’esposizione, a cura di Lucia Fornari Schianchi e Anna Maria Guiducci, è frutto dell’attenta selezione di opere provenienti dai tre nuclei, la raccolta Magnani Rocca conservata a Mamiano presso Parma, la donazione Brandi-Rubiu alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma, la collezione Brandi allestita nella villa di Vignano.
Un allestimento caldo e familiare e Lucia Fornari Scianchi ci dice: ?Attraversando la mostra dovremmo essere pervasi dal loro stesso amore per l?immagine, la parola, il suono, la materia e riportarlo nel nostro agire quotidiano. Solo così si riattiverà l?accoglienza, per noi non solo immaginaria, riservata agli artisti e a tutti gli altri che continuano a vivere nelle pagine di Brandi, così intense e incisive, selezionate in antologia?.

In omaggio all’amore per la musica di Luigi Magnani e Cesare Brandi, l’Accademia Musicale Chigiana ha allestito per l’occasione una piccola esposizione di rarità che si trovano nel Palazzo Chigi Saracini: strumenti musicali, libri, autografi di musicisti, oggetti e altre curiosità provenienti dalle collezioni delle famiglie Saracini e Chigi dal titolo “La Collezione Chigi Saracini fra Arte e Musica”

Inoltre, torna a percorrere le vie di Siena e della sua provincia ?Artbus: sulle strade dell?arte? la navetta che ogni fine settimana accompagna i visitatori alla Villa di ?Vignano, un servizio gratuito e compreso nel biglietto di ingresso alla mostra.

Prima di concludere devo, necessariamente, segnalare la particolarissima iniziativa di San Silvestro all?insegna dell?arte e della buona cucina per festeggiare l?arrivo del 2007. La lunga notte del 31 dicembre, inizierà alle ore 20 con la visita guidata della mostra e continuerà alle ore 21 con l?inizio del tradizionale cenone con un ricco e raffinato menù, allestito all?interno di Palazzo Squarcialupi in una delle sale più suggestive sulla splendida facciata del Duomo. Per partecipare all?iniziativa ?Cena e capodanno al Museo? è necessaria la prenotazione.
Per l?occasione sarà possibile ammirare anche un prezioso presepe settecentesco dei Conservatori Femminili Riuniti con? le figure in cartapesta e? gli animali che si possono datare verso la fine del secolo XVIII.

(pubblicato Terra di Toscana dicembre 2006 e riportato sul blog in data odierna)?

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